Juventusnews24
·23 March 2026
Marotta: «Nella vita ho realizzato tutti i miei sogni. Ecco dove mi vedo in futuro»

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In occasione della presentazione del libro “Politica e Pensiero”, il presidente dell’Inter Beppe Marotta ha delineato una visione del calcio che trascende il semplice risultato sportivo, ponendo l’accento sulla funzione sociale e pedagogica dei club. Marotta ha sottolineato come il ruolo di dirigente comporti una profonda responsabilità educativa nei confronti delle centinaia di giovani che gravitano nel mondo nerazzurro, evidenziando la necessità di accompagnarli non solo verso il professionismo, ma soprattutto verso le sfide della vita quotidiana.
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Il presidente ha poi rivolto una critica costruttiva all’approccio di alcuni genitori, troppo focalizzati sulla performance tecnica dei figli, ribadendo l’importanza dello sport come elemento formativo a 360 gradi. Guardando al proprio domani, Marotta ha espresso il desiderio di mettere la propria esperienza al servizio delle nuove generazioni, individuando nel settore giovanile e nelle istituzioni sportive l’ambito ideale per il suo prossimo capitolo professionale.
Ecco le riflessioni centrali del suo intervento:
«Il calcio è una grandissima palestra di vita, si vince e si perde. Quando sono diventato dirigente, ho assunto una veste di responsabilità. Oggi si dibatte sul risultato dell’Inter e del Milan, dimenticandosi le responsabilità: all’interno dell’Inter ci sono circa 700 ragazze e ragazzi, passano tantissime ore sui campi sportivi nostri. Rappresentiamo una palestra formativa e di vita: nel calcio c’è una selezione, oggi pochi di loro arriveranno al professionismo e dovremo accompagnarli nel percorso verso questo, ma anche verso la vita».
«Non sempre i giocatori capiscono che lo sport è un fenomeno di crescita e non di risultato. Siamo anche costretti a fare corsi per i genitori, per far capire loro che lo sport è un elemento formativo, che non riguarda solo l’aspetto fisico. Alcuni genitori utilizzano dei droni per riprendere le partite dei loro figli, poi a casa fanno vedere le loro azioni. Mi sento molto portato, anche in futuro, a dare un aiuto: sono in una fase della vita in cui mi ritengo una persona fortunata, ho avuto tutto e ho realizzato ogni sogno nel cassetto. Devo restituire: posso farlo andando incontro a questo mondo giovanile, cercando di aiutare. Al di là della mia posizione politica, mi considero un tecnico dello sport: il mio futuro lo vedo lì».









































