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·16 April 2026

Marotta: «Serve il sostegno del governo per uscire da una crisi iniziata nel 2006»

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«Devo dire che su Malagò c’è stata convergenza da parte di 19 squadre, significa che il profilo ha trovato ampio consenso. Ma credo che il momento che il calcio italiano stia attraversando sia di crisi. Il malessere che c’è dura da anni, dal 2006, e bisogna fare un distinguo tra il valore patrimoniale e nobile della Nazionale e quello che rappresenta questo comparto. Le riforme erano necessarie prima e lo sono ora. Oggi abbiamo maggioranza di proprietà straniere e meno male che ci sono. Guardate Milano, questo la dice lunga sul nostro momento. Il candidato è un profilo di esperienza, ed è considerato l’interprete di un programma elettorale». Lo ha detto il presidente e amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta, intervenuto durante nel corso dell’evento “Il Foglio a San Siro”, organizzato dal quotidiano Il Foglio.

«Un altro grandissimo problema è quello delle strutture, gli stadi ma anche le infrastrutture del settore giovanile. Luoghi che rispondano a esigenze sociali e di rappresentanza. Per proprietà come la nostra è difficile assistere a meccanismi così complicati per arrivare a costruire stadi e centri sportivi. La nostra proprietà ci guarda con un senso di responsabilità maggiore», ha aggiunto il numero uno del club nerazzurro.


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«La politica è fondamentale. Anche i governi degli ultimi 20 anni hanno avuto difficoltà oggettive. La politica deve accompagnarci, perché noi possiamo garantire stabilità e competenza, ma dal punto di vista legislativo poi ci sono delle difficoltà. Oggi siamo in una situazione di emergenza», ha spiegato ancora Marotta.

«La Serie A chiede che ci sia un sostegno legislativo e normativo che non sia da impedimento e ci favorisca. Da soli non ce la facciamo, magari defiscalizzazioni sugli investimenti nelle strutture per i settori giovanili, tutte situazioni che il ministro Abodi conosce».

Poi, una riflessione sul numero di squadre a livello professionistico: «Area professionistica del calcio italiano è ampia, i fallimenti sono tanti. Un’area limitata a mio giudizio è necessaria, a partire da una Serie A a 18 squadre. Ci sono tante parti in causa che chiedono di avere più tempo, come le Nazionali. Dovesse capitare di sospendere una partita oggi non troveremmo neanche la data per recuperarla. C’è paura di società medio-piccole sulle retrocessioni magari, ma si può trovare una giusta convivenza nel sistema».

In chiusura, una battuta sulla conferma di Chivu come allenatore dell’Inter anche nella prossima stagione: «Ha già il contratto. Poteva scontare un po’ di esperienza, ma la sta acquisendo. Tutto il resto è positivo, siamo contenti di avere fatto questa scelta e pensiamo sia uno dei migliori in circolazione», ha concluso Marotta.

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