Calcionews24
·11 May 2026
Mauro Icardi, perché dentro l’area di rigore (ancora) non ci sono paragoni: il suo sfogo e com’è andato l’ultimo ballo al Galatasaray

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«Perché dentro l’area di rigore, non ci sono paragoni!». Una frase diventata celebre, pronunciata da Riccardo Trevisani per raccontare uno dei tanti gol realizzati da Mauro Icardi con la maglia dell’Inter. L’ex capitano nerazzurro, attaccante argentino classe 1993, ha lasciato Milano nel 2019 dopo anni di altissimo rendimento realizzativo e una frattura ormai evidente con l’ambiente interista, alimentata anche dalle dichiarazioni dell’ex moglie e agente Wanda Nara.
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Con l’Inter, Icardi ha realizzato 111 gol in 188 presenze, confermandosi uno dei centravanti più prolifici della Serie A. Dopo l’addio ai nerazzurri, il passaggio al PSG, dove ha segnato 23 reti in 64 gare, prima del trasferimento al Galatasaray nel 2022. Anche in Turchia la sua formula non è cambiata: gol, trofei e continuità sotto porta. Il bilancio parla di 65 gol complessivi in 94 presenze, con quattro campionati vinti in quattro stagioni.
L’ultimo periodo, però, è stato complicato dagli infortuni, compreso il grave problema al legamento crociato. Nonostante questo, l’attaccante argentino ha chiuso la stagione con 46 presenze, 16 gol e 3 assist, pur con un minutaggio non elevatissimo pari a 2003 minuti.
Dopo l’ennesimo titolo conquistato (il quarto campionato in quattro stagioni al Gala), Icardi ha affidato ai social un lungo messaggio di rivincita personale: «Quattro anni consecutivi che non si sono limitati ai titoli. Durante questi quattro anni ho sentito di tutto. Che ero grasso, che ero magro. Che ero finito, infortunato, fuori forma, o che non ero più lo stesso giocatore. Forse hanno ragione… ma i numeri e le statistiche parlano da soli. Vi invito a guardarli. Ogni giorno una nuova scusa, un nuovo titolo, una nuova bugia per vendere storie e cercare di screditarmi. Ma il tempo rimette sempre tutto e tutti al loro posto. E quando le cose si mettono male, quando la pressione è alta e devi davvero dare il massimo… solo pochi hanno la capacità di cambiare la storia».
Poi ha aggiunto: «Ancora una volta, il “non posso” si è trasformato in un campionato. Ancora una volta, il genio strofina la lampada e appare quando la squadra ha più bisogno di lui. Ma soprattutto, grazie. Non a tutti… ma a coloro che non hanno mai smesso di credere in me, di cantare, di sostenermi e di difendermi, anche nei momenti più difficili. L’amore che mi avete dato in questi quattro anni vale più di qualsiasi bugia mai raccontata. L’amore di un’intera nuova generazione non si può spiegare a parole. E il rispetto e l’ammirazione dei grandi non si regalano… si guadagnano, e sono veri e sinceri. Un altro trofeo per la nostra storia».
Il messaggio è chiaro: Icardi non si considera finito. I numeri dell’ultima stagione, nonostante gli stop fisici, confermano la sua capacità di incidere. Ora il suo futuro sarà lontano dal Galatasaray, probabilmente in un nuovo campionato, ma la voglia di segnare e decidere resta la stessa. Come il leone tatuato sul proprio petto, Mauro Icardi vuole continuare a ruggire.







































