🎙️ Milan, Allegri: “Parlare ora di mercato non serve a nulla. Parole di Conte? Non commento. Sulla Juve…” | OneFootball

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·25 April 2026

🎙️ Milan, Allegri: “Parlare ora di mercato non serve a nulla. Parole di Conte? Non commento. Sulla Juve…”

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L’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita con la Juventus. Di seguito le sue parole:

Negli ultimi anni le partite tra Milan-Juventus sono state molte equilibrate… “Il calcio è imprevedibile. Magari viene fuori un gol subito e la partita si stappa da sola. È sempre Milan-Juventus, una delle partite più importanti del campionato, in un momento in cui sia noi che loro ci giochiamo un posto tra le prime quattro. L’arrivo di Spalletti gli ha dato un qualcosa in più e stanno facendo un ottimo campionato”.


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Conte dice che i secondi sono i primi perdenti… “Non commento le parole di Antonio, sta facendo un ottimo lavoro anche quest’anno. Vincere è una cosa straordinaria. Per una società di calcio in questo momento in Italia è fondamentale essere nelle prime 4. A livello tecnico, sportivo e a livello economico è molto importante. Poi vedremo se a fine anno saremo arrivati secondi, terzi, quarti… Speriamo non quinti (ride, ndr). Finché non c’è la matematica bisogna rimanere con i piedi per terra. C’è la Juventus, il Sassuolo, che è una trasferta storicamente storica, l’Atalanta in casa, il Genoa e poi il Cagliari. I punti vanno conquistati sul campo. Domani c’è la Juve, bisogna fare un passettino alla volta”.

Lei ha detto che resta l’anno prossimo: cosa serve in estate per vincere lo Scudetto? “Parlare ora di mercato non serve a niente. Quando sei preso dal finale di stagione e dall’obiettivo che è lì davanti, serve solo fare passettini in avanti. Una volta raggiunto l’obiettivo, saremo tutti più lucidi nel valutare le cose. Se ti metti ora a tavola, magari sei anche un po’ non dico destabilizzato, ma vedi le cose in maniera meno chiara perché sei troppo preso dal momento della stagione”.

Che Juve ti aspetti? “La Juve sta facendo molto bene sotto l’aspetto del gioco e anche sotto l’aspetto della solidità, perchè sono tre partite che non prende gol; speriamo che domani lo prenda… Non ci interessa pensare agli attaccanti o ai centrocampisti, quello che conta è solo il risultato”.

Obiettivo secondo posto? “Capisco battere la Juve, arrivare secondi… Ma il nostro obiettivo è arrivare fra le prime quattro. Non dobbiamo essere focalizzati sul secondo posto, sulla Juventus, ma sul risultato finale, che potremo raggiungere anche solo all’ultima giornata. Tutti dobbiamo pensare solo a questo”

La squadra si è spenta e ora si è ritrovata? “La squadra non si è mai spenta. Abbiamo fatto 24 partite senza perdere, poi nel girone di ritorno ne abbiamo persi quattro. Poi cambia la percezione, però è la somma di punti che fa il risultato. Normale che se su 14 partite che giochi ne perdi 4, devi fare delle riflessioni. Però nel calcio ci sono momenti diversi. L’importante è non perdere di vista quello che è l’obiettivo”.

Però vi state vedendo per il futuro con Furlani e Tare… “È normale che quando ci vediamo parliamo dell’annata, delle situazioni che ci sono state e di ciò che ci potrebbe essere l’anno prossimo. Però parlare di mercato ora è poco rispettoso. Intanto deve parlarne la società. E poi ci sono i giocatori che hanno riportato il Milan in una posizione consona, quindi fino a fine anno, quello che leggo, nomi e cognomi, non sono veri. La società in estate ha lavorato bene e la rosa è competitiva. Ma non lo dico eh: lo dicono i risultati, perché siamo tra le prime quattro”.

Chiederà alla società altri campioni già costruiti? “Dico solo una cosa: i giocatori non sono come le macchine. Però ce ne sono alcuni di grande esperienza a cui la maglia del Milan non pesa… Io posso dire di Jashari: la società ha fatto un grande investimento, ha avuto un brutto infortunio, ha trovato meno spazio; ma questo non vuol dire sia scarso, ma solo che ha trovato delle difficoltà quest’anno. Ha 24 anni e sarà importante per il Milan del futuro. Ci vuole un po’ di pazienza. Normale che se poi prendi giocatori di esperienza e che vengono da campionati grandi, arrivano pronti. L’idea giusta è fare un mix. Però tutto si può migliorare”.

Yildiz? “Io credo che possa fare ancora molto meglio…”.

Quali sono le aspettative della società? Perché l’Inter vince… “Le aspettative di tutti devono essere quelle di poter vincere. Ma anche quest’anno, quando siamo partiti, è normale che in un grande club l’ambizione è ottenere il massimo. Però alla fine vince uno solo, ci sono i cicli. L’Inter è sei anni che lavora, bisogna far loro i complimenti. Vincere non è facile, ma tutti dobbiamo avere l’ambizione di vincere. Bisogna finire la stagione tra le prime quattro”.

Quali sono le aspettative della società? Perché l’Inter vince… “Le aspettative di tutti devono essere quelle di poter vincere. Ma anche quest’anno, quando siamo partiti, è normale che in un grande club l’ambizione è ottenere il massimo. Però alla fine vince uno solo, ci sono i cicli. L’Inter è sei anni che lavora, bisogna far loro i complimenti. Vincere non è facile, ma tutti dobbiamo avere l’ambizione di vincere. Bisogna finire la stagione tra le prime quattro”.

In cosa ti ha impressionato Pavlovic? “È molto migliorato quest’anno. Credo che in questo momento sia uno dei difensori molto bravi in giro per l’Europa”.

Leao? “Rafa si è messo sempre a disposizione. Poi da novembre ha avuto questo problema pubalgico… Non è che Leao viene giudicato tecnicamente per quest’annata, perché in un anno ci sono imprevidibili. Un giocatore bravo rimane bravo, gli scarsi restano scarsi. E Leao è bravo”.

Non è tutto sistemato… “Dico sempre che all’interno della stagione ci sono sempre momenti di difficoltà. Noi l’abbiamo passati tra Napoli e Udinese. Il segreto è mantenere l’equilibrio, non esaltandosi nei momenti positivi e non deprimendosi nei periodi difficili. A Verona non era semplice”.

Cosa ha Pulisic? “La sua condizione fisica è migliorata. Nelle ultime partite ha fatto decisamente meglio. Nel calcio basta un’azione per rovesciare tutto. E domani è una possibilità per tutti di fare una bella partita”.

Qual è il suo desiderio più grande? “Arrivare tra le prime quattro”.

Ieri ho ricordato il moonwalk di Boateng alla festa dello Scudetto 2011… Il tifoso è a disagio come se gli avessero rubato il futuro. “Il quarto posto non è da albo d’oro, ci va solo chi vince. Io sono arrivato quest’anno e credo che stiamo facendo un buon lavoro, c’è una buona base. L’ambizione di tutti è migliorare l’anno prossimo per lottare ed essere competitivi per il campionato e per la Coppa Italia. Ma tutto partendo da una buona base. Non si può rischiare di buttare alcune cose delle tante buone di quest’anno. E chiudo: non mi piace, ma finché non raggiungiamo l’obiettivo bisogna ancora fare dei risultati”.

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