Milan, che clima tra Allegri e Ibra! Cassano, caso 3° portiere e consigli tattici: cosa succede | OneFootball

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·14 May 2026

Milan, che clima tra Allegri e Ibra! Cassano, caso 3° portiere e consigli tattici: cosa succede

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È caso totale in casa Milan. La Champions sta scivolando dalle mani di Allegri e la posizione di Ibrahimovic è diventata un problema.

La polveriera Milan è ufficialmente esplosa e, ironia della sorte, non è stato un rigore sbagliato o un derby perso a innescare la miccia definitiva, ma la gerarchia dei portieri. È quasi surreale pensare che due personalità d’acciaio come Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimovic siano arrivate ai ferri corti per il nome del terzo estremo difensore. Se le indiscrezioni del Corriere della Sera venissero confermate, saremmo davanti a una rottura che va ben oltre la tattica.


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La “diarchia” tecnica in casa Milan: Ibrahimovic troppo ingombrante per Allegri

La figura di Ibrahimovic come Senior Advisor per RedBird è sempre stata un’arma a doppio taglio. Un parafulmine prezioso per le critiche o un’ombra troppo ingombrante per l’allenatore di turno. Il fatto che Zlatan scavalchi le gerarchie per telefonare direttamente a Fofana e Leao — già palesemente in crisi di identità — somiglia pericolosamente a un’invasione di campo che nessun tecnico può tollerare senza reagire.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, inoltre, non è da sottovalutare nemmeno l’aspetto personale e il fastidio di Allegri per il legame tra Ibra e Antonio Cassano.

Per un tecnico che ha sempre basato la sua filosofia sulla gestione del gruppo e sulla solidità dell’ambiente, vedere il proprio “supervisore” flirtare mediaticamente con uno dei suoi critici più feroci è vissuto come un tradimento istituzionale. La miccia del terzo portiere è stata solo l’ultimo atto di una convivenza forzata tra due maschi alfa che parlano lingue diverse.

Il bivio del contratto: Allegri medita già l’addio

Dopo appena dodici mesi dal suo ritorno in rossonero, Allegri si trova schiacciato tra una qualificazione Champions che scivola via e una proprietà inesistente. E le chiavi dello spogliatoio ora sembrano in mano a chi, teoricamente, dovrebbe occuparsi di strategia aziendale e non di diagonali difensive. La confusione tattica di Leao citata nel retroscena è il sintomo di un Milan che parla troppe lingue contemporaneamente. Se l’allenatore non si sente più il padrone di casa a Milanello, il ricchissimo contratto fino al 2028 – che scatta con la qualificazione alla massima competizione europea – rischia di diventare una gabbia dorata.

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