Milannews24
·27 June 2026
Modric e il Milan, la scelta di Amorim sarà decisiva: titolare o arma a partita in corso?

In partnership with
Yahoo sportsMilannews24
·27 June 2026

Il futuro di Luka Modric potrebbe essere ancora a tinte rossonere. Se davvero, come riportato da Fabrizio Romano, il centrocampista discuterà con Ruben Amorim il proprio ruolo dopo il Mondiale, allora uno dei temi principali non sarà tanto la sua permanenza, quanto come utilizzarlo nel nuovo Milan.
Perché il punto non è capire se Modric sia ancora un grande giocatore. Lo è. Il vero interrogativo è un altro: può ancora essere un titolare fisso in una squadra che vuole giocare ad alta intensità?
Le squadre di Amorim hanno sempre avuto un’identità molto precisa. Pressione alta, recupero immediato del pallone, continui cambi di posizione e grande intensità sia in fase offensiva sia in quella difensiva.
Si tratta di un sistema estremamente dispendioso dal punto di vista atletico.
Ed è proprio qui che entra in gioco l’età di Modric. A settembre il croato compirà 41 anni e, per quanto continui a mantenere una condizione fisica straordinaria, è inevitabile che non possa sostenere quel tipo di calcio per cinquanta o sessanta partite nell’arco della stagione.
Questo non significa che Modric non possa ancora fare la differenza.
Anzi.
Probabilmente è proprio nei momenti più delicati della partita che il suo talento può diventare decisivo.
Quando il Milan dovrà abbassare i ritmi, gestire il possesso o trovare una giocata che rompa gli equilibri, pochi calciatori al mondo possiedono ancora la sua visione di gioco.
Per questo motivo l’errore più grande sarebbe considerarlo un titolare inamovibile.
La soluzione più logica sarebbe quella di trasformare Modric nella prima alternativa di altissimo livello del centrocampo.
Non una semplice riserva, ma un giocatore capace di partire titolare nelle partite più importanti, alternandosi con gli altri centrocampisti e arrivando sempre nelle migliori condizioni fisiche agli appuntamenti decisivi.
Un impiego da 30-35 partite stagionali, distribuite con intelligenza, permetterebbe al croato di incidere molto di più rispetto a un utilizzo continuo.
Nel calcio moderno le sostituzioni non rappresentano più un segnale di inferiorità.
Anzi.
Sempre più spesso sono proprio i cambi a decidere gli incontri.
Immaginare Modric entrare negli ultimi trenta minuti contro avversari ormai stanchi significa mettere in campo un calciatore ancora capace di leggere il gioco un secondo prima degli altri.
La sua qualità tecnica, unita alla freschezza garantita da un minutaggio controllato, potrebbe diventare una delle armi più importanti del Milan.
Il vero obiettivo di Amorim dovrebbe essere quello di costruire un centrocampo che funzioni anche senza Modric.
Solo così il croato potrà essere valorizzato.
Se invece il Milan dovesse dipendere ancora dalle sue giocate ogni settimana, significherebbe che il mercato non ha davvero colmato le lacune della rosa.
Modric deve essere il valore aggiunto, non la stampella su cui appoggiarsi ogni domenica.
La tentazione di schierare sempre un campione del suo livello sarà inevitabile. Ma il compito di Amorim sarà proprio quello di resistere a questa tentazione.
Gestire un campione significa anche proteggerlo.
Con un calendario sempre più fitto e un calcio che richiede intensità costante, dosare le energie del croato sarà fondamentale. Utilizzarlo nei momenti giusti, nelle partite giuste e con il minutaggio corretto potrebbe permettere al Milan di godersi ancora un fuoriclasse capace di cambiare il volto delle gare.
Per questo, se Modric dovesse restare in rossonero, non dovrebbe essere considerato un titolare fisso, ma la migliore alternativa possibile. Una scelta che non diminuirebbe la sua importanza, ma che anzi potrebbe allungarne il rendimento e renderlo ancora più decisivo nel nuovo corso targato Amorim.







































