Mondiali 2026, la FIFA rivede i conti: taglio al budget operativo superiore ai 100 milioni di dollari! Il motivo | OneFootball

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·11 March 2026

Mondiali 2026, la FIFA rivede i conti: taglio al budget operativo superiore ai 100 milioni di dollari! Il motivo

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Mondiali 2026, la FIFA rivede i piani: taglio superiore ai 100 milioni al budget operativo tra costi in aumento, critiche sui prezzi e…

I Mondiali del 2026 dovranno fare i conti con un taglio significativo al budget operativo, stimato in oltre 100 milioni di dollari dopo il ritiro dell’Iran dalla competizione. La FIFA ha chiesto ai vari uffici organizzativi, compreso quello centrale di Miami, di ridurre le spese, nonostante le previsioni di ricavi superiori agli 11 miliardi di dollari per il torneo ospitato da Stati Uniti, Messico e Canada. Nel ciclo 2023‑26 erano stati previsti 1,12 miliardi di dollari di costi operativi e un budget complessivo di 3,756 miliardi, ma ora la federazione sta rivedendo al ribasso diverse voci.


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Le spese operative includevano investimenti importanti: 280 milioni per i servizi tecnici, 159 per i trasporti, 145 per la sicurezza e 79 per la gestione degli ospiti. Oltre ai tagli economici, sono state ridotte anche alcune figure professionali legate a sicurezza, logistica e accessibilità, e secondo alcune fonti il taglio reale supererebbe la cifra comunicata. La scelta sarebbe legata all’obiettivo dichiarato dalla FIFA di reinvestire oltre il 90% degli introiti nel calcio globale: per il ciclo in corso, l’organizzazione ha previsto investimenti pari a 12,9 miliardi di dollari, di cui 11,67 destinati allo sviluppo del movimento calcistico mondiale.

Parallelamente, la gestione dei Mondiali è già finita al centro delle critiche per la politica dei prezzi: biglietti mai così costosi, con tagliandi standard della fase a gironi a 700 dollari e quelli per la finale fino a 8.680. A ciò si aggiungono parcheggi da 225 a 300 dollari e una politica di prezzi dinamici che ha alimentato il malcontento dei tifosi. Le città ospitanti, inoltre, devono farsi carico dei costi di sicurezza e protezione, mentre la FIFA incassa ricavi da biglietti, diritti TV, sponsorizzazioni e parcheggi. Questo squilibrio ha generato tensioni con diverse amministrazioni locali, che contestano la mancanza di responsabilità condivisa.

Le frizioni sono evidenti soprattutto sul fronte della sicurezza: Boston, ad esempio, sta ancora cercando 7,8 milioni di dollari per coprire i costi richiesti, dopo che Foxborough ha minacciato di rifiutare la licenza pur di non assumersi l’onere economico. Il governo federale aveva stanziato 625 milioni di dollari per sostenere le città, ma i fondi non sono stati ancora erogati a causa dello shutdown che ha colpito il Department of Homeland Security. Una situazione che rischia di complicare ulteriormente l’organizzazione di un evento già segnato da tensioni economiche e gestionali. Lo riporta Calcio & Finanza.

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