DirettaCalcioMercato
·18 July 2026
Mondiali, l’Argentina si prepara alla finale con tanta scaramanzia: che cos’è la cábala e chi sono i giocatori più superstiziosi

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L’Argentina di Leo Messi si prepara a disputare la seconda finale consecutiva di un Mondiale, la terza delle ultime quattro edizioni. Oltre alla preparazione fisica e mentale, l’Albiceleste ha sempre una fondamentale componente di SCARAMANZIA.
Los hinchas de la Selección si sono sempre contraddistinti per i cori intonati a squarciagola nelle piazze e negli stadi. Da “Muchachos“, colonna sonora di Qatar 2022, questa volta i tifosi dell’Argentina si sono sintonizzati su un coro che descrive tre delle cose più importanti del Paese. “Por Malvinas, por el Diego, por la ultima de Leo“: per le Malvinas, per il Diego (Maradona, n.d.r.) e per l’ultima di Leo (Messi, n.d.r.).
Non solo tifo sfrenato, ma anche tanta superstizione: stesso bar, stessa maglia, stessa compagnia, la particolarità di mettere in congelatore un foglietto con su scritto il nome di un giocatore avversario. Tutte questo si ripete dal 17 giugno, giorno dell’esordio contro l’Algeria, e viene ricondotto al termine cábala.
Non solo, in Patria si parla tanto dell’associazione dei numeri 19 e 7, data della finale del Mondiale contro la Spagna (19 luglio). Questi, però, sono stati interpretati anche come segni del destino: 19 sono i gol fatti dall’Argentina, mentre 7 quelli subiti; nella semifinale contro l’Inghilterra Scaloni ha cambiato il 19 (Otamendi) per il 7 (De Paul); inoltre, sempre contro i Tre Leoni è subentrato Montiel con il 4, numero dei Mondiali che l’Albiceleste potrebbe raggiungere.
Il termine cábala non indica semplicemente la superstizione, ma l’insieme dei riti scaramantici e delle tradizioni profondamente radicate alla cultura del Paese, soprattutto nel calcio. Il fine di questi riti è quello di scacciare la sfortuna (chiamata mufa) ed avvicinare energie positive. Non solo i tifosi, ma anche i giocatori sono molto coinvolti in questa scaramanzia popolare.
Tra i più superstiziosi ci sono Lisandro Martinez, Cristian Romero e Nahuel Molina: soprannominati “la banda del palo santo“ per via della frequenza con cui i tre accendono, appunto, il palo santo. Si tratta di un legno considerato sacro che, quando viene acceso, è utilizzato per purificare l’ambiente dalle energie negative, alleviare lo stress e favorire lo spirito.
Rodrigo De Paul, invece, si è creato un rito tutto suo quasi “per scherzo”. Dall’inizio del ritiro, infatti, l’ex Udinese ha distribuito caramelle ai compagni prima degli allenamenti. Nato quasi per caso, adesso è un momento di fondamentale importanza nella preparazione della Scaloneta.
Un altro appuntamento immancabile è l’asado in famiglia dopo le partite. I calciatori, infatti, dopo ogni gara organizzano un momento di convivialità da condividere anche con le rispettive famiglie. L’asador, ovvero l’incaricato di cucinare e sfamare i compagni, è sempre El Dibu Martinez. Il portiere dell’Aston Villa, inoltre, si è anche rasato i capelli e li ha tinti con i colori della bandiera albiceleste: proprio come ha già fatto per Qatar 2022.
Molti dei riti dei calciatori nascono proprio dall’edizione precedente di Qatar 2022. Ad esempio, il fratello di Enzo Fernandez ha raggiunto la squadra a partire dai quarti di finale contro la Svizzera. Perché? Non per problemi organizzativi, ma perché anche nel 2022 era arrivato in Qatar solo per i quarti con l’Olanda. Anche l’entrata in campo per il riscaldamento pre-partita è svolto con una cura maniacale. La “formazione” prevede che sia Messi a mettere per primo piede in campo (rigorosamente con il sinistro), seguito da Paredes e De Paul.

ATLANTA, GEORGIA – JULY 15: Lionel Messi #10 of Argentina and the rest of his teammates walk in the tunnel as they take the pitch for warm ups during the FIFA World Cup 2026 Semi Final match between England and Argentina at Atlanta Stadium on July 15, 2026 in Atlanta, Georgia. (Photo by Elsa/Getty Images)
La cábala è la storia stessa dell’Argentina ai Mondiali. Nel 1978 si raccontava che Passarella guardasse un film horror prima di ogni partita. Nella storica edizione di Messico 1986, vinta dall’Argentina di Diego Armando Maradona, Carlos Bilardo trasformò l’intero ritiro in uno schema ben preciso. Ogni giocatore aveva il suo posto fisso sull’autobus, la stessa pattuglia doveva scortarli prima delle partite, a chiunque era vietato mangiare pollo per via di una sconfitta arrivata in concomitanza con un pranzo a base di pollo. Lo stesso Bilardo, inoltre, telefonava la propria moglie nei match day rigorosamente sempre alla stessa ora (alle 17).
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