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·9 June 2026

Mondiali, sempre meno UEFA nelle designazioni

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Per decenni il Mondiale è stato un affare quasi esclusivamente europeo e sudamericano, almeno dal punto di vista arbitrale. I dati delle designazioni FIFA mostrano però un cambiamento progressivo che racconta bene l’evoluzione del calcio mondiale negli ultimi cinquant’anni.

Il calo della quota UEFA

Nel 1978 gli arbitri UEFA raggiunsero il loro massimo storico, dirigendo il 74% delle partite del torneo. Un dato impressionante, che rifletteva il peso tecnico, politico e organizzativo che il calcio europeo esercitava all’interno della FIFA.


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Da allora la tendenza è cambiata.

Nel 2022 la quota UEFA è scesa al 39%, praticamente poco più della metà rispetto al picco degli anni Settanta. Parallelamente è cresciuta la presenza delle altre confederazioni:

La FIFA ha quindi progressivamente aperto le designazioni a una rappresentanza più ampia del calcio mondiale.

Un Mondiale più rappresentativo

La fotografia del 2022 mostra un torneo molto più equilibrato dal punto di vista geografico.

Negli anni Settanta quasi due partite su tre venivano affidate ad arbitri UEFA. Oggi la distribuzione è molto più ampia e coinvolge tutte le confederazioni.

La crescita tecnica di molte federazioni extraeuropee, insieme alla volontà della FIFA di valorizzare l’intero movimento calcistico mondiale, ha portato a una maggiore diversificazione delle designazioni.

In altre parole, il Mondiale arbitrale è diventato più globale.

Ma chi arbitra le partite che contano davvero?

Qui emerge il dato forse più interessante.

Se si osservano le gare a eliminazione diretta dal 1986 in poi, UEFA e CONMEBOL continuano a dominare nettamente le designazioni.

Le due confederazioni hanno infatti diretto circa il 75% delle partite della fase a eliminazione diretta.

Questo significa che, nonostante la crescente apertura verso tutte le aree del mondo nella fase a gironi, quando il livello tecnico, la pressione mediatica e il peso della partita aumentano, la FIFA continua ad affidarsi prevalentemente agli arbitri europei e sudamericani.

Il significato di questa evoluzione

La FIFA ha senza dubbio globalizzato le designazioni arbitrali rispetto agli anni Settanta e Ottanta.

Tuttavia i dati mostrano anche un altro aspetto: la fiducia nei momenti decisivi continua a concentrarsi soprattutto su UEFA e CONMEBOL.

È il segnale che il calcio mondiale è diventato più rappresentativo e inclusivo, ma che la percezione dell’eccellenza arbitrale resta ancora fortemente legata alle due confederazioni che storicamente hanno prodotto il maggior numero di arbitri di vertice.

La globalizzazione delle designazioni è quindi una realtà. La leadership tecnica di Europa e Sud America, almeno per ora, continua invece a resistere.

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