Motta, Tudor e Spalletti: tre allenatori e lo stesso problema per la Juve. La squadra regge davvero la pressione? – VIDEO | OneFootball

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·17 May 2026

Motta, Tudor e Spalletti: tre allenatori e lo stesso problema per la Juve. La squadra regge davvero la pressione? – VIDEO

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Juve, da Thiago Motta a Tudor fino a Spalletti: cambiano gli allenatori, ma il blocco mentale sembra rimanere lì. L’analisi sul momento dei bianconeri

La Juve ha cambiato guida tecnica, idee, metodi e linguaggi. Prima Thiago Motta, sollevato dall’incarico il 23 marzo 2025; poi Igor Tudor, capace di centrare la Champions all’ultima giornata vincendo 3-2 a Venezia; infine Luciano Spalletti, arrivato ufficialmente il 30 ottobre 2025. Eppure, il tema sollevato da Chiara Aleati nel format “Ma che partita hai visto?” su Juventus News 24 resta bruciante: cambiano gli allenatori, ma il blocco mentale sembra rimanere lì.

Il punto non è soltanto tattico. Non lo è più. Perché se tre tecnici diversi, con tre profili diversi, finiscono per incagliarsi sugli stessi limiti, allora la domanda diventa inevitabile: quanto pesa davvero l’ossatura della squadra?


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Tudor aveva rimesso in piedi la Juventus nel finale della scorsa stagione, conquistando l’obiettivo minimo. Ma nell’autunno successivo il rendimento è crollato, fino all’esonero del 27 ottobre 2025, dopo una serie negativa pesante. Spalletti, almeno all’inizio, aveva dato la sensazione di lavorare soprattutto sulla testa: più ordine, più fiducia, più identità. Poi, nel momento in cui la pressione è tornata a salire, la squadra si è nuovamente smarrita.

Ed è qui che il discorso diventa più scomodo. La Juventus non può “cacciare tutti”, anche perché il mercato dipende dai ricavi e la mancata Champions pesa. Però non può nemmeno limitarsi a cambiare panchina ogni volta che il campo restituisce lo stesso verdetto.

Ripartire da Spalletti può avere senso. Ma solo se la società avrà il coraggio di intervenire sul gruppo, sulle gerarchie e sulla personalità. Perché alla Juventus non basta giocare bene a tratti: bisogna restare in piedi quando la partita scotta.

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