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·5 April 2026

NAPOLI-MILAN: OPPONENT REVIEW

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Napoli-Milan vale e pesa molto. Lo dice il calendario, iniziando il mese di aprile e in generale il periodo decisivo del campionato dopo la sosta. Lo riflette la classifica, con le squadre praticamente appaiate - rossoneri a +1 - e in piena lotta per le zone di vertice. I partenopei sono i campioni in carica, giocano in casa, hanno recuperato punti e giocatori importanti. 4 vittorie in sequenza: dal 2-1 a Verona al recente 1-0 a Cagliari, passando per il doppio 2-1 a Torino e Lecce. Da un mese e mezzo a questa parte solo il Como sta avendo un rendimento migliore del Napoli, tornato prepotentemente protagonista in Serie A. Le eliminazioni in Champions League e Coppa Italia sono ormai alle spalle, ricordando la Supercoppa alzata a Riyadh, gli uomini di Conte occupano la terza posizione con un buon vantaggio per la qualificazione europea e la vetta non così distante.

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FATTORE CASA. IL NAPOLI COLPISCE, GESTISCE E REAGISCE, MA CONCEDE DI PIÚ Il Napoli sta bene. E in casa fa la differenza: ha la striscia aperta più lunga di match interni senza perdere fra le squadre attualmente nei Top-5 campionati europei (25 - 18V, 7N). Al Maradona in Serie A non cade dall'8 dicembre 2024. Nessuno ha segnato di più degli azzurri nel primo quarto d'ora in questa Serie A: 10 gol (al pari di Inter e Como). E nessuno ha perso meno punti dei partenopei dopo essere andati avanti nel punteggio: 3 (al pari del Parma). Sono elementi collegati, sinonimo di aggressione e gestione. Di resistenza: il Napoli (al pari di Milan e Juventus) non ha mai preso gol all'interno del recupero finale. E quando va sotto? Il Napoli (12), dopo il Milan (14), è anche la formazione che ha recuperato il maggior numero di punti da situazioni di svantaggio.


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Va detto che gli azzurri sono comunque meno impermeabili rispetto al passato, a Cagliari la porta è rimasta inviolata ma prima avevano concesso gol agli avversari per 11 volte di fila (18 reti nel periodo, 1.6 di media). Terza difesa del campionato, con uno svantaggio non così ridotto rispetto a Milan (-7) e Inter (-6). Errori, disattenzioni, colpa anche degli indiponibili: mancano da tanto e mancheranno Di Lorenzo e Rahmani, per esempio, nonostante Milinković-Savić stia dando ampie garanzie. Il gruppo è solido, nessuno ha mandato in gol più marcatori differenti in questo campionato: 19; record per i campani in un singolo torneo (superati i 17 del 2019/20 e 2022/23). Il percorso resta di alto livello: il Napoli ad oggi ha guadagnato 2 punti (62) in meno rispetto alla scorsa annata, in linea con un cammino che ha significato Scudetto.

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HØJLUND CERTEZZA, MCTOMINAY E DE BRUYNE IN RILANCIO. E LA VARIABILE SANTOS È certamente Højlund il principale pericolo in attacco. Bravo in verticale, abile negli spazi, grande finalizzatore.  Un giocatore potente, mattatore nel precedente in Supercoppa dove proprio i rossoneri l'hanno sofferto. Ha realizzato 10 gol in questo campionato, eguagliando il suo record fra Serie A e Premier League (nel 2023/24 col Manchester United). E poi McTominay, con caratteristiche uniche e determinanti. Tornato a metà marzo dal problema al tendine, ha firmato il successo a Cagliari portando a 8 i punti regalati al Napoli grazie alla somma dei propri gol e assist (solo Paz e Cataldi hanno fatto meglio). Lo scozzese è completo, sempre in agguato, in grado di spaccare la gara in qualsiasi modo e momento.

Anche De Bruyne ha recuperato da poco dopo una grossa assenza. Non al 100%, però cardine nello scacchiere di Conte. In generale gli azzurri vantano il 71% di vittorie con il belga in campo (46% quando è stato assente). È ancora alla ricerca del gol su azione: finora 3 rigori - uno all'andata a San Siro - e 1 punizione. Attenzione a Politano - il Milan è la sua vittima preferita (6 gol) - e a Spinazzola sulle fasce, ovviamente a Lobotka e Anguissa che rappresentano il cervello e i polmoni degli azzurri. Menzione speciale per Santos, giovane brasiliano arrivato verso lo scadere del mercato invernale, veloce e tecnico, jolly offensivo che ha già inciso in maniera pesante: 2 gol (a Roma e Torino) in 377'.

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