Lazionews24
·24 April 2026
Nesta rivendica l’amore per il club: «Sin da piccolo non mi sarei mai visto con una maglia diversa da quella della Lazio»

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Alessandro Nesta torna a parlare e lo fa con il peso specifico di chi ha segnato un’epoca. Nell’intervista concessa a DAZN all’interno di Giorgia’s Secret, l’ex difensore di Lazio, Milan e nazionale italiana ha ripercorso alcune tappe fondamentali della sua carriera, alternando nostalgia, orgoglio e riflessioni molto nette sul calcio di oggi.
Per il mondo biancoceleste, però, le parole più forti restano quelle dedicate alla sua esperienza alla Lazio, club con cui ha vissuto momenti indimenticabili e anche passaggi molto delicati.
L’ex capitano ha parlato prima di tutto del suo rapporto viscerale con il calcio, spiegando quanto gli manchi ancora il campo e quanto fosse forte la fame che accompagnava la sua generazione. Un tema che si lega anche alla sua analisi sul presente del movimento italiano, giudicato meno affamato e meno ricco di grandi leader.
Nel corso dell’intervista, Nesta ha raccontato con sincerità quanto il calcio rappresenti ancora oggi una parte profondissima della sua vita.
PASSIONE – «Darei un dito per tornare a giocare. È stata una figata giocare a calcio. Rivivere quelle sensazioni non ha prezzo».
AMBIZIONE – «I ragazzi oggi hanno troppe cose per la testa. Hanno una vita abbastanza agiata, noi avevamo più ambizione. Quando raggiungevamo un risultato buono andavamo alla ricerca di qualcosa di più. Oggi la gente si accontenta e non vuole faticare per raggiungere qualcosa di più».
SCUDETTO – «Quando ho vinto lo Scudetto mi sentivo il Papa. Il momento della vita nel quale mi sono sentito più importante, coronando il sogno di mio papà».
CRISI – «Da capitano venivano tutti da me a chiedere quando sarebbero arrivati gli stipendi. Ero giovane ed è stata una situazione difficile da gestire. Andavo nei consigli d’amministrazione… Quando sono andato via ho lasciato lo stipendio di 8 mesi… ma non volevo andare via».
APPARTENENZA – «Sin da piccolo non mi sarei mai visto con una maglia diversa da quella della Lazio. Poi mi sono preso i fischi, ma va bene così».
Parole che confermano quanto Nesta resti ancora oggi una figura profondamente legata alla storia della Lazio. Tra gloria, ferite e appartenenza, il suo racconto restituisce il ritratto di un campione che non ha mai smesso di sentirsi parte del mondo biancoceleste.




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