Nicola: «E’ un privilegio far parte della storia del Cagliari. Ecco quanto manca per avere il vero Luvumbo! Su Caprile…» | OneFootball

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·28 February 2025

Nicola: «E’ un privilegio far parte della storia del Cagliari. Ecco quanto manca per avere il vero Luvumbo! Su Caprile…»

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Davide Nicola, allenatore del Cagliari, ha parlato del momento dei rossoblù oltre che dei singoli da Florinel Coman a Zito Luvumbo ed Elia Caprile

Davide Nicola ha rilasciato delle dichiarazioni a DAZN soppesando la situazione della formazione sarda in vista dei prossimi impegni. L’allenatore del Cagliari ha parlato del momento della sua squadra oltre che dei nuovi acquisti da Florinel Coman e Elia Caprile. Le sue parole:

BILANCI – «I bilanci io li faccio sempre a fine stagione, gli obiettivi iniziali erano quelli di creare identità, cercare di giocare ed essere propositivi su ogni campo. La squadra si sta esprimendo bene ma come dico sempre si può sempre cercare di fare meglio di quello che stiamo già facendo!».


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DIFFICOLTA’ – «I momenti di difficoltà sono stati in linea con il nostro campionato e con quelli che sono i nostri obiettivi. Chi lotta per la salvezza statisticamente ha un certo numero di sconfitte, vittorie e pareggi: non c’è un momento del genere ma solo alcuni nei quali fai meno punti. A volte sfidi squadre che hanno obiettivi diversi dai tuoi, non sempre sfidi le rivali per la salvezza. A volte questo accade contro squadre che hanno qualità diverse dalle nostre al di là dei vari obiettivi di ciascuna. A volte fai più punti ed in altro meno, il Cagliari si è sempre espresso in modo quantomeno decoroso».

ATALANTA-CAGLIARI – «Sono soddifatto perché noi ci poniamo degli obiettivi settimanali per cui i microobiettivi dentro ai macroobiettivi sono fondamentali. Siamo stati bravi a Bergamo, abbiamo letto bene la partita, cosa non facile contro queste squadre che sanno fare di tutto. Il prossimo obiettivo è quello di porci nell’idea per cui la miglior partita da fare è la prossima».

ZORTEA – «E’ arrivato molto motivato e con la consapevolezza che si puntasse su di lui, ha sempre risposto presente. Devo dire che è affamato nel volersi migliorare anche singolarmente, i numeri quest’anno gli danno stagione e credo che possa migliorare ancora. Nelle varie partite dovrà saper essere pratico e giocare in maniera veloce».

PICCOLI – «So che lui ha degli obiettivi, ne abbiamo parlato ad inizio anno. Ne ha raggiunto alcuni mentre altri devono ancora arrivare ma è chiaro che gli obiettivi in generale non si raggiungono dall’oggi al domani, a volte ci vuole una carriera. Ciò che conta è che ha dimostrato di poter giocare titolare in una squadra che lotta per questi obiettivi. Lui non serve solo a realizzare ma anche a sviluppare il gioco, sta facendo questo e credo che abbia ulteriori margini di miglioramento».

CAPRILE – «Inizialmente abbiamo ereditato la gerarchia precedente, Scuffet aveva fatto molto bene e con noi aveva dato il suo contributo. L’arrivo di Sherri era per sperimentare un portiere che arrivasse da un campionato diverso, si pensava che potesse essere competitivo come poi è stato. Abbiamo provato a sfruttare la forza di Alen in campionato perché non l’avevamo mai fatto, allo stesso tempo c’era la disamina su alcune caratteristiche diverse per fare delle altre cose. C’è stata la possibilità di arrivare ad Elia che per noi è stata importante, nel frattempo Sherri aveva dimostrato che fosse un professionista sul quale si potesse contare. Per Scuffet c’era la necessità che andasse a giocare facendo uno step di livello, ad oggi siamo contenti così. La gerarchia vede Caprile come proprietario del ruolo ma sta cambiando molto il ruolo del portiere. Questo continuerà a cambiare nel tempo perché non è possibile mantenere la stessa intensità per tutte le 38 partite!».

MIGLIORAMENTI – «Bisogna continuare a lavorare per quello che stiamo già facendo e cercando di rendere tutto più fluido e meccanico senza però perdere l’imprevedibilità delle qualità individuali. Quando si parla di automatismi si parla di un organizzazione di gioco nella quale comunque il re è solo il giocatore. Non bisogna mai snaturare le caratteristiche dei singoli ma anzi esaltarle, aspetto che secondo me è ancora migliorabile. C’è da lavorare su nuovi adattamenti come sistemi di gioco, relazioni in campo e caratteristiche dei giocatori».

RISULTATI – «Abbiamo fatto dei risultati con le “grandi” (come con Juventus e Atalanta n.d.r.) mettendo in ogni performace le qualità che abbiamo. A volte con alcune squadre però serve essere bravi nel cambiare strategia, capire l’andamento della partita, avere la consapevolezza che si può essere competitivi contro qualsiasi avversario. Questo parte dall’idea che vuoi mettere in campo e dal coraggio che hai nell’attuarla ma allo stesso tempo non si deve mai peccare di presunzione. Abbiamo fatto ottime partite contro squadre con il nostro stesso obiettivo ma anche contro quelle messe meglio in classifica, ci sono state altre sfide in cui non ci siamo riusciti in un caso come nell’altro. E’ un campionato di Serie A molto compresso sia dietro che davanti, per questo bisogna vivere tutto questo con passione senza farsi buttare giù dai momenti negativi o il contrario».

COMAN – «Quella rete ha fatto parlare di lui ma ha anche fatto vedere che la società ha portato un giocatore con delle qualità. Sappiamo che l’integrazione di un nuovo profilo richiede sempre un po’ di tempo, chi arriva dal mercato invernale lo fa con condizioni diverse. E’ fondamentale non perdere il percorso di crescita del giocatore che vai ad integrare da gennaio in poi, cosa che richiede strutturare una prepazione ad hoc e coordinare l’inserimento all’interno del gruppo. Credo che Coman sta dimostrando questo, è arrivato ed ha giocato due partite mostrando le sue qualità, deve continuare con la stessa voglia che ha già dimostrato di avere».

LUVUMBO – «E’ un giocatore che ha determinate caratteristiche, l’uno contro un è il suo pane; sa saltare l’uomo e ha una esplosività innata. Peccato che l’infortunio abbia complicato il suo percorso perché tecnicamente e a livello di tattica di stava avviando a consacrarsi nel ruolo. Ha perso un po’ di tempo ma ora è la seconda settimana che si allena con noi, è importante dargli del minutaggio e poi ritroveremo il Luvumbo che conosciamo».

ALLENARE IL CAGLIARI – «C’è la soddifazione dell’essere in un contesto che mi gratifica da un punto di vista professionale ma non solo. Mi trovo bene con il gruppo di lavoro in base alla responsabilità che mi hanno attribuito, ovvero rappresentare un’isola che è molto più di un’isola. E’ un modo di sentirsi e di vivere, per me è un privilegio il poter partecipare alla storia di questo club!».

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