DirettaCalcioMercato
·3 March 2026
Open Var, Rocchi approva il cartellino giallo a Calhanoglu in Inter-Genoa: “C’era solo un parametro per il rosso”

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·3 March 2026

Il designatore arbitrale di Serie A e Serie B Gianluca Rocchi ha commentato a Open Var il mancato cartellino rosso a Calhanoglu, nel match tra Inter e Genoa. Ecco le sue parole.
Hakan Calhanoglu ha rischiato grosso in Inter-Genoa, sfiorando il cartellino rosso. Il calciatore turco, infatti, al 62′ minuto, è intervenuto fallosamente ai danni di Caleb Ekuban, che lo ha anticipato. Il calciatore rossoblù sarebbe andato completamente da solo verso la porta in questa occasione, poiché l’ex Milan era l’ultimo uomo per l’Inter.
Alla fine però, la decisione presa dal direttore di gara Fabbri è stata solamente il cartellino giallo, valutando l’intervento come SPA. Il designatore Rocchi ha commentato prontamente l’accaduto a Open Var, trasmissione di Dazn in collaborazione con l’AIA che spiega gli episodi arbitrali più discussi della settimana.
La spiegazione di Gianluca Rocchi, intervenuto a Open Var, è iniziata con il video dell’accaduto con anche il dialogo tra arbitro e Sala VAR. Ecco cosa si sono detti: “Fallo e giallo, è lontanissimo dalla porta”, ha inizialmente affermato Fabbri. Poi il direttore di gara ha spiegato la sua interpretazione ai calciatori del Genoa che protestavano: “Te lo spiego, in realtà non è proprio l’ultimo e va di là. La palla la prende lui altrimenti non va di là”. C’è stato infine il check della Sala VAR: “Vediamo un attimo il possibile DOGSO. Confermato l’ammonito Calhanoglu, check completato”.
Il designatore Rocchi ha poi analizzato l’accaduto: “Partiamo dal presupposto che quando la scelta di campo è giusta è tutto più facile. Giusto prendere in considerazione tutti i parametri. Sostanzialmente qui ce ne sarebbe uno il possesso della palla, ma gli altri non ci sono e nessuno di questi potrebbe portare a un rosso per DOGSO”
L’ex arbitro ha infine elogiato il direttore di gara Fabbri: “Mi piace anche la spiegazione data in campo dall’arbitro perché è sintomo di certezza di quello che ha fischiato e non sempre c’è questa certezza”.









































