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·10 March 2026
Orsi: «Campionato riaperto ma alla fine credo che l’Inter lo vincerà. In casa Lazio situazione drammatica, sui playoff dell’Italia dico che…» – ESCLUSIVA

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Fernando Orsi, ex portiere e noto commentatore, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24.
L’ultimo turno di Serie A ha visto la vittoria del Milan nel derby contro l’Inter. La squadra di Allegri ha realmente riaperto la corsa al titolo o i nerazzurri possono comunque gestire il finale di stagione con serenità?
«L’Inter serena non può stare sicuramente perchè poi se hai degli inciampi… Però in generale 7 punti sono 3 partite che l’Inter dovrebbe perdere. Non perdeva dal derby d’andata dopo 15 risultati utili consecutivi. Ha comunque perso meritatamente perchè il Milan ha giocato non meglio ma si è difesa bene, non ha fatto giocare l’Inter. Ribadisco però che 7 punti sono tanti vedendo il ruolino di marcia dei nerazzurri, l’organico e soprattutto pensando che giocherà una partita a settimana quindi può preparare le partite con serenità e tranquillità. Nel corso degli anni abbiamo avuto però dei campionati in cui squadre avanti di 7-8 punti sono state riprese… In questo caso mi sembra che l’Inter abbia un vantaggio rassicurante anche se poi, ovvio, le partite le devi vincere. Il Milan però ha ancora degli scontri diretti, deve andare a Napoli. Non ha un calendario facile e 7 punti sono tanti».
Dal punto di vista tattico, dove pensi che Allegri abbia vinto la sfida con Chivu? Hanno pesato le 3-4 assenze pesanti dei nerazzurri o credi che l’atteggiamento inizialmente più aggressivo dei rossoneri abbia fatto la differenza?
«A me sembra che i primi 10 minuti abbiano giocato un pò più alti, dopo il Milan si è messo lì dietro e ha giocato di ripartenza così come piace ad Allegri. Il gol che ha fatto è stato proprio in quel modo là. Poi nel secondo tempo il Milan ha fatto una fase difensiva meravigliosa non consentendo all’Inter di fare niente. I nerazzurri facevano questo giro palla ma il Milan scivolava molto bene e raddoppiava. L’Inter ha avuto pochissime possibilità se non il tiro di Dimarco che è andato fuori. Per il resto mi pare che Allegri abbia ancora una volta dimostrato che non sempre si vincono le partite con la costruzione dal basso ma si vincono anche un pò all’italiana, quello che eravamo noi un pò di tempo fa e che abbiamo dimenticato e che forse proprio queste due esclusioni dal Mondiale ci hanno fatto capire che forse bisogna ad essere una Nazione che gioca come ha vinto i Mondiali. D’altronde questa cultura non si può dimenticare, se noi abbiamo giocato in questo modo vuol dire che la nostra cultura è quella. E Allegri ha dimostrato ancora una volta che stando lì e ripartendo è sicuramente un modo di vincere diverso, che forse può piacere o meno, ma sicuramente molto utile».
La giornata di Serie A si è chiusa con la vittoria della Lazio sul Sassuolo: una gara preceduta dalle lamentele di Sarri con la società per l’assenza dei tifosi allo stadio. Qual è la tua posizione in merito e, più in generale, pensi che l’eventuale vittoria della Coppa Italia possa salvare la stagione?
«L’eventuale vittoria della Coppa Italia per la Lazio dovrebbe rappresentare sia motivo di soddisfazione che motivo di rimpianto per quello che poteva essere e non è stato in questa stagione. Per quanto riguarda il resto, io non ho una posizione, mi attengo ai fatti. C’è una protesta, un muro contro muro di una tifoseria che non si è radunata in 60mila e ci si è messi d’accordo. Hanno deciso ognuno per le proprie posizioni di fare una protesta che a memoria d’uomo non ricordo di aver mai visto prima. Dall’altra parte c’è una presidenza molto longeva e che forse non ha dato soddisfazione ai tifosi. Ora si è arrivati ad un punto di rottura, c’è un muro contro muro che secondo me non fa bene alla Lazio, non fa bene al pubblico e non fa bene alla storia di questa società. Quindi io penso che si debba prendere una decisione. Qualcuno deve fare un passo indietro e cercare di fare qualcosa. Comunque la protesta dei tifosi è una protesta civile, forte che secondo me sarà difficile che possa rientrare. Quindi vediamo un pò come si comporteranno queste due entità. In questo momento nessuna delle due vuole cedere. Non è una battaglia e non è una guerra: è soltanto una presa di posizione civile di una tifoseria che forse è arrivata al limite».
In questo contesto quanto pensi che la figura di Sarri possa fare da collante tra le due entità e se vedi ancora un futuro del tecnico in biancoceleste…
«Guarda, non lo so. Io non mi soffermo sui singoli individui perchè ognuno ha le sue ragioni. Io mi soffermo solo su una società gloriosa che una storia di 126 anni che sta attraversando un momento veramente drammatico. Quindi io non so quale sia la soluzione migliore. Dico soltanto uno alla fine si mette d’accordo e fa qualcosa lasciando qualcosa per strada, o da una parte o dall’altra. Quindi a me interessa poco se Sarri rimane, se rimane Lotito, se i tifosi tornano allo stadio. A me interessa soltanto che la società Lazio termini questo momento drammatico che non meritava. Ribadisco, io non prendo posizione: capisco i tifosi e la loro protesta civile, capisco il presidente visto che la società è sua, può fare quello che vuole. Capisco che Sarri sia irritato perchè si è trovato in mezzo a questa situazione dove lui non pensava di essere. Capisco anche i giocatori che sono frustrati. A me però non interessa niente di tutte e 4. Io voglio solo che la società ritorni ad essere competitiva per obiettivi importanti e non vivacchiare tra la parte sinistra e la parte destra della classifica».
Passando ad analizzare la corsa alla Champions League, chi vedi favorita per il quarto posto tra Juve, Roma e Como?
«Fino a due settimane fa avrei detto che la Roma fosse favorita perchè poi dopo aveva la Juventus in casa e la Juve veniva da partite in cui aveva preso diversi gol ed era abbastanza fragile. Poi invece la rimonta tra 3-1 a 3-3 ha un pò cambiato tutto in queste due settimane. Abbiamo visto la Juventus vincere, la Roma perdere a Genoa. Secondo me proprio perchè aveva nella testa gli ultimi 15 minuti contro la Juventus dove poteva andare a +7 in classifica invece alla fine è diventato 1. I bianconeri sono invece in crescita anche se hanno incontrato un Pisa che ormai mi sembra debba pensare al futuro. In mezzo c’è il Como: una squadra giovane, fresca, ingenua, spensierata che potrebbe essere proprio per questo la mosca bianca di questa lotta perchè non ha niente da perdere. Ha ancora una semifinale di Coppa Italia da giocare con l’Inter, gioca sempre allo stesso modo. Non ha problemi di pressione a prescindere dai risultati e quindi secondo me potrebbe essere il terzo incomodo. Non so chi sia la favorita: oggi ti dico la Juventus. Sono importanti gli scontri diretti, la prossima giornata c’è Como-Roma, anche la Juve ha altri scontri diretti. E’ diventata una bella lotta e in più la sconfitta dell’Inter di domenica ci può far parlare ancora di una possibile lotta scudetto anche se sono convinto che alla fine l’Inter lo vincerà».
In casa Juve un aiuto può arrivare anche dall’imminente ritorno di Dusan Vlahovic. La Juve fa bene ad avanzare nei dialoghi per il rinnovo del contratto?
«Secondo me sì, fa bene perchè Vlahovic è un giocatore forte, un centravanti di quelli veri e nella Juve soprattutto con Spalletti può avere un’incidenza importante e un valore aggiunto. Ce l’hai in casa, gli fai il contratto, magari con lui che accetterà una decurtazione tornando a prendere cifre più consone. La Juve quindi fa benissimo perchè ripartire da Vlahovic per la Juve vuol dire avere delle sicurezze, a non essere obbligati a tutti i costi a cercare un attaccante avendocelo in casa. Secondo me ripartirà anche da Spalletti ed è questa la cosa importante. Poi dopo bisognerà vedere se va in Champions o meno perchè quello cambia il livello dei possibili investimenti sul mercato».
Chiudiamo invece sulla Nazionale: che consigli daresti a Gattuso e su quali uomini dovrebbe puntare in vista del playoff?
«Consigli non è il caso, già avrà tante persone che glieli danno. Io penso solo che Gattuso dovrà lavorare a livello mentale perchè se andavamo 7-8 anni fa a fare queste due partite non avremmo avuto nessun problema, le vincevi tutte e due tranquillamente. Adesso la difficoltà è che secondo me l’Italia entrerà in campo con la paura perchè sono due edizioni che non andiamo ai Mondiali e quindi potremmo entrare in campo con la paura e quindi anche quella con l’Irlanda del Nord diventa una partita difficilissima. Ma la questione è soltanto mentale, non tecnica. L’Italia tecnicamente è meglio dell’Irlanda del Nord, della Bosnia e del Galles, senza dubbio. Solo la paura mentale può fregare l’Italia. Per il resto io penso che giocando in ripartenza l’Italia l’Irlanda del Nord, soprattutto giocando in casa, la può battere. Quindi l’allenatore deve scegliere i giocatori che in quel momento possono dargli il rendimento migliore. Deve fare le cose semplici senza andare a complicarsi la vita con sistemi tattici particolari. Possiamo pagare qualcosa solo mentalmente».
SI RINGRAZIE FERNANDO ORSI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA
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