Milannews24
·23 June 2026
Paganini diretto: «Al Milan comanda Ibrahimovic! Leao andrà via: gli altri hanno un punto interrogativo»

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·23 June 2026

In esclusiva ai microfoni di Calcionews24, il giornalista Paolo Paganini ha analizzato i principali temi che stanno animando il mondo Milan e il calcio italiano: dal futuro della Nazionale dopo l’elezione del nuovo presidente federale alle possibili scelte per il ruolo di commissario tecnico, passando per le strategie di mercato di Milan, Juventus, Inter e Lazio. Ecco le sue dichiarazioni.
Che idea si è fatto del nuovo corso del Milan? Quanto pesa il ruolo di Ibrahimovic e quale futuro vede per giocatori come Leao, Pulisic e Modric?
«Sicuramente il discorso del Milan è un discorso secondo me piuttosto chiaro, il Milan è Ibrahimovic dipendente, quindi fa tutto lui, lo ha dimostrato prima con Pioli, lo ha ridimostrato con Allegri, andando allo scontro con Allegri, con Tare, quindi Ibrahimovic non è un dipendente del Milan, è socio di Cardinale, quindi di conseguenza è lui che ha la gestione vera, l’uomo determinante nel bene e nel male è lui, quindi bisogna capire se questa scelta di Cardinale, di affidarsi in toto a Ibrahimovic sarà premiata oppure no, a oggi i risultati dicono il contrario, però adesso è stata fatta una rivoluzione vera e propria, vedremo se alcuni giocatori rimarranno, perché comunque Rabiot pare tentato nuovamente da Allegri al Napoli una volta che verrà ufficializzato l’acquisto e l’ingaggio di Allegri. Gli altri sono in una situazione di punto interrogativo, Pulisic sta trattando il rinnovo, però vuole capire anche i programmi del Milan e vuole capire anche il tipo di collocazione che può avere nel nuovo Milan di Amorim, per quanto riguarda Modric si va verso un contratto part time, ammesso che lui abbia ancora gli stimoli dopo il mondiale deciderà di continuare oppure no, poi c’è il discorso di Leao che è vero che è portoghese come Amorim, ma secondo me Leao sarà uno di quei giocatori che sicuramente andrà via, quindi questa è un po’ la situazione, l’altra situazione da non sottovalutare, per questi giocatori non c’è soltanto un discorso di programma, c’è anche un discorso che il Milan non fa la Champions, fa l’Europa League e quindi il palcoscenico della Champions comunque per un giocatore di un certo livello è fondamentale».
Dopo l’elezione del nuovo presidente federale Malagò, quali dovrebbero essere le priorità della Federcalcio per rilanciare il calcio italiano? E come valuta le ipotesi di Roberto Mancini o Antonio Conte come nuovo commissario tecnico, con Paolo Maldini possibile direttore tecnico della Nazionale?
«Indubbiamente ieri è stato un passaggio comunque importante per quanto riguarda la Federcalcio, ma in generale il calcio italiano. Adesso è chiaro che noi siamo bravi, soprattutto, parlo di noi giornalisti, a concentrarci sui nomi, sui ballottaggi, prima è stato Abete Malagò, adesso Mancini Conte, però è chiaro che il discorso deve essere guardato più in profondità ai settori giovanili e a tutte le disposizioni, le regole che dovranno essere introdotte per realmente riportare il livello del calcio italiano, almeno a livello nazionale, in alto. Lo stanno già facendo a livello giovanile, poi è chiaro che lì diventa un problema più dei club, perché i giovani che fanno bene in nazionale purtroppo non trovano poi spazio nelle squadre di club. Questa è una premessa, perché poi comunque, sì è vero, adesso Mancini o Conte, sono due ottimi allenatori entrambi, Maldini ha dimostrato come dirigente di essere non solo stato un grande campione, ma anche un grande dirigente, in compagnia di Massara ha vinto lo Scudetto e ha programmato il Milan, è chiaro che in questo momento salgono forse di più le quotazioni di Conte rispetto a Mancini, perché Mancini paga fondamentalmente il suo strappo con la nazionale quando lui se ne andò in Arabia Saudita. Stiamo parlando di due ottimi allenatori, c’è un problema anche legato all’ingaggio, perché comunque sia Mancini ma soprattutto Conte hanno ingaggi importanti e quindi la Federcalcio non è che si può indebitare, di conseguenza saranno fondamentali anche gli sponsor in questa situazione, in questa chiusura di trattativa».
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