Palestra: «Cagliari sarà una delle pagine più belle della mia vita! Mi sono sentito amato. Spero di proseguire con la Nazionale» | OneFootball

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·7 May 2026

Palestra: «Cagliari sarà una delle pagine più belle della mia vita! Mi sono sentito amato. Spero di proseguire con la Nazionale»

Article image:Palestra: «Cagliari sarà una delle pagine più belle della mia vita! Mi sono sentito amato. Spero di proseguire con la Nazionale»

Marco Palestra, giocatore in forza al Cagliari, è intervenuto in merito alla propria carriera calcistica! Le dichiarazioni

Marco Palestra è stato il protagonista dell’ultima puntata di MySkills, il programma di DAZN. Durante l’episodio, Hernanes ha consegnato al giovane talento la nuova carta di FC26, un importante riconoscimento per la sua carriera. Il rossoblù ha parlato dei suoi sogni e dei progetti futuri! Vi riportiamo le dichiarazioni:


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CARTA FC26«Adesso posso dire che ci siamo, non ho motivi per lamentarmi. Devo solo usarla un po’ di più. È una bella carta, ha un valore speciale per me. Sono felice, al di là di questo riconoscimento. È bello essere scelto da FC come miglior terzino destro della stagione. Gioco? Sì, ma non quanto vorrei. Ho giocato tanto all’inizio dell’anno, poi negli ultimi tempi ho avuto più spazio. Ora che sono uscito, mi sono comprato».

FASCIA«Se devo scegliere, direi a destra, ma anche a sinistra mi sono trovato bene. Non ho problemi a giocare su entrambe le fasce».

CENTROCAMPO«Fino all’U16 giocavo centrocampista, mi sembra. Poi nell’U17 ci furono dei problemi, i terzini sinistri si infortunavano e il mister mi ha messo a sinistra. La prima volta che ho giocato terzino in allenamento ero arrabbiato. Poi, però, ho giocato bene sabato o domenica, e da lì ho continuato. Ho fatto 2-3 partite a sinistra e poi sono stato spostato a destra. Prima non avevo mai giocato terzino, ero sempre mezz’ala, e a 11 anni giocavo mediano».

RUOLO BAMBINI «Sono completamente d’accordo, soprattutto per i più giovani è importante provare diversi ruoli. L’importante non è la posizione».

RUOLO CENTROCAMPISTA«Secondo me no, ma forse sì. Mi ricordo che quando giocavo mezz’ala non ero uno che attirava tanto l’attenzione».

ANNO«È stato un anno incredibile che mi ha cambiato la vita. Sono davvero felice. Mi fa un effetto bellissimo. Non avrei mai pensato che sarebbe andata così all’inizio della stagione».

TERZINO PIU’ FORTE SERIE A«Mi piacerebbe che ogni anno fosse così, vedremo se ci sarò ancora. Mi sento pronto per fare il salto? Sì, è stato un anno che mi ha dato molta fiducia. Ogni partita mi ha fatto crescere. Bisogna essere pronti, ogni calciatore deve avere ambizioni per diventare un top».

SPECIALE«Non mi sento speciale, sinceramente».

ABILITA’«Più usavo il mancino, più sentivo di migliorare. Poi ci sono cose che preferisco fare con il sinistro, come quando punto l’uomo. Se devo calciare, lo faccio con il destro. È naturale. Se gioco a sinistra, invece, uso il destro per puntare».

CROSS «Per i cross è meglio il destro, ma con il sinistro riesco a farli comunque. Il tiro con il sinistro? Non è male, ma credo di poter migliorare ancora molto».

CAGLIARI«Cagliari è una delle esperienze più belle della mia vita. Mi sono sentito amato dai tifosi, mi hanno supportato tanto e ho legato molto nello spogliatoio. La città è bellissima, mi trovo bene. È stata la scelta giusta. Appena arrivi qui, ti senti accolto non solo da Cagliari, ma da tutta la Sardegna. Ho fatto la scelta giusta».

SUGGERIMENTO«I miei ex compagni all’Atalanta mi avevano detto di venire a Cagliari, che non me ne sarei pentito, e posso dire che avevano ragione».

DEA«Ho vissuto esperienze bellissime da quando ero giovane fino all’anno scorso. Anni fantastici, emozioni uniche. Ho solo belle parole per Atalanta».

EUROPA LEAGUE«Non ho la medaglia, ma non la sento mia. Ho giocato forse dieci minuti. Però è stato un traguardo bellissimo per loro. Ho fatto le trasferte, che sono stati momenti unici. Ho l’Europa League, ma non la sento mia, forse non l’ho presa perché non sono stato convocato in finale».

DRIBBLING«Mi piace affrontare il duello con il terzino o l’esterno. Quando posso, cerco il confronto diretto. Il mio dribbling preferito? Mi piace il tunnel. A volte mi riesce, ma non è facile. Altrimenti, faccio molte sterzate. Ma il tunnel è sicuramente il più bello da vedere».

VELOCITA’ «È vero, ero lento. A 15 anni ero considerato il più lento della squadra. Una volta abbiamo fatto un gioco e il portiere ha iniziato puntando me. Alla fine gli hanno chiesto perché aveva scelto me e lui ha detto che ero il più lento. Quando ho iniziato a fare il terzino, ho visto che allungavo più la gamba partendo da dietro. Da lì ho acquisito maggiore consapevolezza».

NAZIONALE«A prescindere dal risultato, mi ha dato molta forza. Mi ha fatto partire più forte. In futuro faremo ancora meglio, perché dalle sconfitte si impara tanto. Spero di restare in Nazionale per molti anni, ma dipende da ciò che farò con il Cagliari e da dove sarò. Quando ho visto la convocazione, mi sono emozionato molto. Ho pensato ai sacrifici fatti. Mi hanno fatto sentire subito a mio agio, come se fossi lì da un anno. Ho conosciuto persone fantastiche e il livello è altissimo. Il più forte? Donnarumma, senza dubbio. Abbiamo fatto una partitella 5vs5, e per fortuna era nella mia squadra. Mi veniva da sorridere, era troppo forte».

GIOVANI«Credo che ci siano tanti giovani. In Italia giocano un po’ meno, ma è normale, perché davanti ci sono tanti giocatori forti. Però sono sicuro che ci sono. Andando avanti, ce ne saranno sempre di più. Ricordo la mia prima partita da professionista, sono stato espulso. Per fortuna, mister Modesto mi ha sempre dato fiducia. Fare 40 partite in Serie C mi ha insegnato tanto su come funziona il calcio dei grandi. Un giovane può sbagliare, ma se ha qualità, lo vedono tutti. Per giocare in Serie A bisogna avere personalità, calma e concentrazione».

ULTIMO RIGORE«Non lo so, non ci penso proprio. Però quando giochi, sei pieno di adrenalina. Se sono l’uomo giusto, non mi tiro indietro. Se devo scegliere, tirerei con il destro».

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