😞 Pastore sul Bari: "Ho 40 anni e, salvo qualche eccezione, non ricordo un solo momento in cui la città sia stata davvero felice" | OneFootball

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·23 May 2026

😞 Pastore sul Bari: "Ho 40 anni e, salvo qualche eccezione, non ricordo un solo momento in cui la città sia stata davvero felice"

Article image:😞 Pastore sul Bari: "Ho 40 anni e, salvo qualche eccezione, non ricordo un solo momento in cui la città sia stata davvero felice"

Giuseppe Pastore, noto giornalista, ha detto la sua sulla retrocessione del Bari attraverso un editoriale su Cronache di Spogliatoio. Queste le sue parole.

L'editoriale di Pastore

«Bari è la città più grande d'Italia a non aver mai ammirato la propria squadra, nemmeno una volta, in una Coppa Europea.


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La squadra no, ma la città sì: il San Nicola è uno dei tre stadi italiani ad aver sopsitato una finale di Coppa Campioni (la per nulla indimenticabile Stella Rossa-OM del '91), dieci mesi dopo la finale per il terzo posto dei Mondiali 1990, Italia-Inghilterra, Baggio che scarta mezza difesa inglese, Schillaci che diventa capocannoniere.

Insisto su quel periodo perche sono il turning point di quello che Bari/il Bari/la Bari potevano essere e non sono mai diventati. 

Gli investimenti di mercato dei primi anni ‘90 portarono in Italia David Platt, una delle stelle della Nazionale inglese e dell’Aston Villa (un po' come se oggi il Cagliari comprasse Rogers o Watkins…), ma produssero un effetto boomerang che, con la retrocessione immediata in Serie B, tolsero ai Matarrese la voglia di qualunque tentativo di emulazione dei vari Tanzi, Cragnotti, Cecchi Gori che nello stesso periodo stavano rumorosamente scalando il calcio italiano.

Ho 40 anni e - a parte l'incantevole biennio 2008-2010 in cui grazie a Conte e Ventura il Bari era diventata una delle squadre più divertenti d'Italia - non ricordo un solo momento in cui in città siano stati davvero felici per come andava la loro squadra.

Qualche attimo di serenità, anni sottovalutati come quelli di Eugenio Fascetti, e poi solo contestazioni, mugugni, l'infamia sportiva dell'autogol di Masiello. E prima e dopo tanti spalti vuoti, deserti, un silenzio amplificato dall'immensità delle tribune del San Nicola. 

Riecheggiano ricordi lontani

Come nei vecchi hote dei romanzi fantasy, nei corridoi del San Nicola che tra qualche mese si prepareranno per ospitare il Barletta e il Monopoli è possibile sentire voci e rumori lontani:

lo stop a seguire di tacco di Cassano e la serpentina tra Panucci e Blanc, oppure i due rigori di Barreto quel sabato sera in cui il Bari mise paura all'Inter del Triplete, o i gol di Galano e Sciaudone nella ‘meravigliosa stagione fallimentare’ 2013-14.

E il 4-0 al Parma di Buffon, e purtroppo anche lo schianto del palo timbrato da Folorunsho alle 22:13 dell'11 giugno 2023, là dove il tempo del calcio barese si è fermato, come gli orologi di certe stazioni ferroviarie.

Se fate attenzione e tendete l'orecchio, potete ascoltare in lontananza lo sbuffo di un trenino fantasma, allegro e ottimista fino a essere copiato in tutta Italia, guidato dal Cobra Rovalieri, Miguel Guerrero e naturalmente Igor Protti, l'unico capocannoniere di Serie A della storia dell'Associazione Sportiva Bari

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