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·1 May 2026

Pisa, Giovanni Corrado dopo la retrocessione: «Purtroppo non siamo una squadra da Serie A!»

Article image:Pisa, Giovanni Corrado dopo la retrocessione: «Purtroppo non siamo una squadra da Serie A!»

Pisa, Giovanni Corrado ha parlato così dopo la sconfitta per 2-1 alla Cetilar Arena contro il Lecce. Le sue parole

La retrocessione del Pisa in Serie B è ormai una cruda realtà sportiva. Al termine di un’annata agonistica complessa, culminata con il ritorno in cadetteria, la dirigenza toscana ha tracciato un primo e doloroso bilancio. Intervenuto ai microfoni dell’emittente DAZN, l’amministratore delegato Giovanni Corrado non ha nascosto la propria amarezza per il duro verdetto del campo, analizzando con estrema lucidità gli errori di programmazione commessi in questa stagione:

“È una serata amara, perché perdiamo una categoria che abbiamo inseguito per anni, con un pubblico che l’ha meritata e sognata. E la perdiamo con una partita che è l’esempio di questa stagione. Dispiace, abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità. Probabilmente abbiamo anche sottostimato quello che era l’impatto con questa categoria all’inizio, abbiamo provato a correggere il tiro e questo non è bastato. Mi dispiace per questi ragazzi perché credo meritassero più punti in campo. Sono certo che tanti di questi ragazzi ritroveranno presto la categoria e spero lo faccia anche il Pisa”.


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Il divario con la massima serie e le basi per il futuro

Interrogato sulle prossime mosse societarie e sulle evidenti discrepanze emerse tra la Serie B e il massimo campionato, il dirigente ha richiamato l’intero ambiente alla calma, sottolineando la necessità di ripartire con un progetto solido e senza farsi travolgere dalla negatività del momento:

“Credo che la cosa più importante sia pensare alle prossime 3 partite, perché anche una singola vittoria alla fine del campionato con un gruppo nuovo può portare le basi per creare qualcosa di positivo negli anni a venire. Noi abbiamo un gruppo di ragazzi molto giovani, quindi per noi sarà importante lavorare in queste settimane. Purtroppo Pisa non è una squadra da Serie A, non ha dimostrato di essere una squadra da Serie A, nonostante abbia un tifo e una città splendida che la merita. Però io l’ho sempre detto all’inizio dell’anno: vincere il campionato di Serie B non significa essere una squadra di Serie A. E quindi oggi retrocede una squadra che l’anno scorso è stata neopromossa e probabilmente non ha dimostrato di avere ancora le qualità per stare in questa categoria. Quindi dobbiamo fare tutti i ragionamenti, sapere che sarà estremamente difficile perché affrontiamo un campionato complicatissimo e non bisogna fare l’errore di pensare che sia retrocessa una squadra importante di Serie A. È retrocessa una squadra che sta crescendo, con un progetto importante, che si affacciava alla Serie A dopo 34 anni. E quindi dovremo avere molta lucidità e molta calma per valutare i passi giusti e poi ripartire nel migliore dei modi”.

Le difficoltà sul mercato e il nodo dell’appeal

Un passaggio fondamentale dell’intervista ha riguardato le oggettive difficoltà affrontate nel mercato di gennaio. Corrado ha spiegato come la ricerca di profili esperti si sia scontrata con la necessità di non compromettere la sostenibilità finanziaria del club:

“Purtroppo quando sei una società così piccola al cospetto della Serie A devi anche fare i conti con quello che è l’appeal che tu hai in un determinato momento. Noi per anni abbiamo percepito il piacere di venire a Pisa da parte dei calciatori, perché affrontavamo una categoria dove Pisa era qualcosa di straordinario all’interno di quella categoria. Per tanti elementi: la società, la piazza, il pubblico. Poi dopo sali in Serie A e ti rendi conto che quello che era straordinario prima diventa ordinario e quasi scontato. E allora a quel punto quello che tu devi fare per ottenere il sì di giocatori importanti che conoscano la categoria forse il primo anno è quasi impossibile. Lo devi fare perdendo un po’ di vista quello che è il progetto e la sostenibilità della società. E quindi noi a gennaio a un certo punto abbiamo pensato che potesse essere più utile sull’età dei ragazzi e sulle potenzialità, sperando di riuscire a intervenire ma senza perdere di vista che se l’obiettivo non fosse stato raggiunto, bisognava ripartire con una squadra forte e con dei ragazzi che potessero avete del potenziale. Bilanciare le due cose non è semplice, perché ovviamente l’esperienza costa e ha un’età diversa. E probabilmente non combacia con il processo e il percorso che deve fare una società come il Pisa all’interno di questo panorama. E quindi non è sempre semplice, perché poi da fuori uno può pensare che una scelta sia dipesa solo ed esclusivamente da una volontà, e purtroppo non sempre volere è potere”.

In chiusura, rivendicando comunque la grande qualità e il potenziale tecnico della propria rosa, il manager nerazzurro ha ammesso un eccesso di ottimismo nelle valutazioni iniziali:

“Noi abbiamo un gruppo di grandi uomini e di grandi calciatori. E molti li vedrete in Serie A nei prossimi anni. E quindi quello che è stato fatto oggi verrà valutato in maniera differente. Il problema è un altro: noi abbiamo probabilmente sovrastimato quello che avevamo fatto. Pensavamo di essere più pronti”.

lo riporta gianlucadimarzio.com.

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