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·27 May 2026
Pisacane cresce sulle spalle dei giganti: il ruolo di Murelli nella stagione del Cagliari

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Il Cagliari ha chiuso una stagione positiva che sembrava essersi complicata nel terzo quarto del campionato, ma che poi ha visto rossoblù salvarsi, arrivare addirittura a 43 punti e chiudere con una scoppiettante vittoria a San Siro contro il Milan.
La stagione dei rossoblù si può riassumere in una figura, quella di Fabio Pisacane, che al suo primo anno sulla panchina di una prima squadra, ha saputo convincere, incidere fino in fondo, dare un contributo essenziale tanto al raggiungimento dell’obiettivo salvezza quanto alla crescita della squadra in toto (e dei singoli).
Tanti giocatori con lui sono cresciuti e si sono affermati, hanno iniziato a farsi notare come i tanti giovani lanciati e portati in prima squadra dalla primavera – primavera che fino ad un anno fa allenava. Ecco, se uno dei principali segreti del successo di Pisacane è il suo lavoro e il suo approccio maniacale allo stesso, questo non può essere l’unico elemento da tenere in considerazione.
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Un modo per spiegare quanto questa stagione sia stata positiva e quanto sia stato capace di incidere Pisacane all’interno del contesto Cagliari, è sicuramente quello dello staff che l’ha supportato. E se negli scorsi giorni vi abbiamo parlato dell’importanza di Luca Bucci per la crescita di Elia Caprile (e dei portieri del Cagliari in generale), ora l’accento è da porre su Giacomo Murelli.
Murelli, conosciuto nel mondo del calcio come il vice storico di Stefano Pioli, è un viceallenatore esperto che ha vissuto tante esperienze importanti al seguito dell’ex Fiorentina e Milan. La scelta di puntare si di lui è stata il vero valore aggiunto per la gestione di Fabio Pisacane nella sua prima stagione al Cagliari.
Pisacane, nel momento in cui ha ricevuto la comunicazione dal presidente Tommaso Giulini circa la possibilità di diventare allenatore della prima squadra, non è rimasto con le mani in mano, ma si è messo subito al lavoro, ha iniziato a studiare un piano per poter affrontare la sua prima vera panchina e la Serie A con le armi giuste e delle basi solide.
Per questo ha deciso di dotarsi di uno staff composto di diverse figure, alcune delle quali l’hanno seguito dalla primavera, e di altre che invece, grazie alla loro esperienza, hanno finito per essere, il valore aggiunto della stagione per Pisacane.
Giacomo Murelli è stato un un elemento importante, se non addirittura portante della gestione Pisacane. Parliamo di un allenatore giovanissimo con alle spalle due anni scarsi alla guida della primavera, che si doveva confrontare subito coi grandi maestri del calcio italiano, molti dei quali battuti, vedi Allegri nella partita contro il Milan, Spalletti battuto nella sfida della Domus contro la Juventus, e Gasperini, anch’esso battuto alla Domus nella partita contro la Roma. Se tutto questo è stato possibile, è stato grazie a una grande conoscenza e una grande applicazione del tecnico campano, ma anche del supporto che gli è stato fornito da uno dei più quotati secondi allenatori del nostro calcio.
Nel corso della sua lunga carriera, iniziata ben venticinque anni fa, ha occupato diversi ruoli, principalmente quello di vice, come abbiamo detto, e ha lavorato tutto principalmente sotto Stefano Pioli. Se prima ha occupato il ruolo di allenatore-giocatore, poi solo allenatore del Suzzara, a quel punto, nel 2003, è entrato nello staff di Alberto Malesani, a Modena, come collaboratore.
Quindi, è stato promosso viceallenatore ed è qui che inizia la sua collaborazione con Pioli. Due esperienze diverse da secondo col Modena, per poi seguirlo , prima al Parma, poi al Grosseto, poi al Piacenza; e poi proseguire la scalata con lui che l’ha portato a Sassuolo, a Verona (sponda Chievo), dove tra l’altro ha potuto conoscere Pisacane, il quale allora era un giocatore che fece il ritiro estivo con il Chievo.
E quindi la scalata di Murelli è proseguita assieme a Pioli. Due panchine da viceallenatore a Palermo, poi il Bologna, il grande salto alla Lazio, l’esperienza tra luci e ombre all’Inter, il passaggio alla Fiorentina, l’esperienza vincente al Milan fino alla separazione da Pioli stesso.
A quel punto per lui è arrivata una stagione senza lavorare e, poi, la chiamata di Fabio Pisacane che, non appena ha scoperto della possibilità di lavorare con lui, l’ha chiamato immediatamente ricevendo una risposta positiva. La sua carriera racconta di una scalata lenta ma inesorabile che l’ha portato da piazze più modeste a quella più blasonate, dalla Serie B alla A, dal Sassuolo, al Chievo, al Palermo, al Bologna, fino a squadre più quotate come Fiorentina, Lazio, Inter e Milan.
Parliamo di una grande personalità del mondo del calcio , la cui applicazione è costante, il cui lavoro ha prodotto dei riflessi che sono il Cagliari di questa stagione, il lavoro di Fabio Pisacane e, in ultimo, la salvezza!







































