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·28 March 2026
Pjanic avverte: “Zenica sarà una bolgia, giocare lì non vi piacerà”

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·28 March 2026

LA GAZZETTA DELLO SPORT (Roberto Maida) – In pochi l’hanno notato, ma anche la Bosnia manca al Mondiale da 12 anni. Di quella squadra rampante, Miralem Pjanic (che ha lasciato il calcio giocato da un paio di mesi per dedicarsi all’attività di procuratore) era il principe del centrocampo. Dobbiamo temere la classe intramontabile di Dzeko, con il quale Pjanic ha condiviso anche un pezzo di strada nella Roma e al quale ha “dedicato” il figlio che si chiama appunto Edin? Sicuramente. Ma non solo.
Pjanic, la sorprende questa finale? “Non mi sorprende, ed è la sfida che speravo di vedere. La Bosnia è casa, ma l’Italia è nel mio cuore come se fosse il mio Paese d’adozione. Anche noi sogniamo di andare al Mondiale”.
Come viene vissuta dalle vostre parti la partita? “Come un evento storico. La Bosnia si fermerà per qualche ora: tre milioni di persone a spingere la nostra squadra. Sarà una bolgia mai vista allo stadio. Resterete scioccati dalla nostra passione”.
In che senso? “A Zenica faremo il fuoco. Non sarà piacevole per gli italiani essere lì. Ho visto i giocatori motivati e sicuri di sé”.
Eppure alcuni azzurri hanno festeggiato dopo aver visto l’esito dei rigori di Cardiff. “Non capisco perché, ma li aspettiamo a braccia aperte. L’Italia è l’Italia e noi la rispettiamo molto, però dovranno essere bravi a gestire la partita in un ambiente terribile. Servirà personalità per uscire da Zenica con una vittoria”.
Intanto avete eliminato il Galles: non era semplice. “La Bosnia si è rilanciata attraverso una nuova generazione di giocatori che sta prendendo consapevolezza della propria forza. Barbarez ha costruito un bel gruppo. La coesione in questo momento è l’elemento più importante della nostra nazionale”.
Però il risolutore ha 40 anni e si chiama Edin Dzeko. Senza di lui non sareste arrivati ai rigori. “Nonostante l’età continua a segnare gol decisivi. E’ uno di quei fuoriclasse che all’improvviso ti possono risolvere le partite, come si è visto in Galles. Mi auguro che possa ripetersi martedì”.
Darà qualche consiglio a Barbarez per batterci? “Sergej non ha bisogno dei miei suggerimenti. Mi fido di lui e della chimica che si è creata. La Bosnia non esprime un calcio spettacolare, si affida molto alle giocate individuali, ma ha ritrovato il gusto e il piacere di rappresentare il Paese”.
I tre talenti che da procuratore raccomanderebbe ai club italiani? “Alajbegovic lo avete visto, è un 2007 con un grande futuro. Segnalo anche Dedic, terzino del Benfica, e Bajraktarevic, ala destra di piede sinistro del Psv. Muharemovic invece lo conoscete”.
Che impressione le fa l’Italia di Gattuso? “Secondo me siete ancora una delle squadre più forti in circolazione. E Rino ha lavorato molto bene. La sfortuna è stata incrociare nel girone la Norvegia, che ha fatto un percorso straordinario. Noi ci auguriamo che martedì sentiate la pressione di un eventuale fallimento: per voi non è accettabile stare lontano dal Mondiale per tre volte di fila”.
Una volta in America, chi vince? “La mia favorita è la Spagna, che con Pedri e Yamal ha davvero tanta qualità. Superiore alla media. Poi tengo dentro Brasile, Argentina e Portogallo”.
Lo scudetto è dell’Inter? “Vedo una competizione ancora aperta, anche se i nerazzurri hanno guadagnato un bel vantaggio e possono amministrarlo in questo finale di stagione”.
Una delle “sue” squadre italiane, Roma o Juventus, riuscirà a entrare in Champions League? “Non è semplice perché il Como sta andando forte. Di sicuro sarebbe fondamentale: nel calcio moderno la Champions migliora tutto”.









































