Platini racconta: «Il mio miglior assist? Quello per Boniek nella Finale della Coppa dei Campioni 1985. Un passaggio di 45-50 metri che portò a un calcio di rigore, poi segnato da me» | OneFootball

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Calcionews24

·3 March 2026

Platini racconta: «Il mio miglior assist? Quello per Boniek nella Finale della Coppa dei Campioni 1985. Un passaggio di 45-50 metri che portò a un calcio di rigore, poi segnato da me»

Article image:Platini racconta: «Il mio miglior assist? Quello per Boniek nella Finale della Coppa dei Campioni 1985. Un passaggio di 45-50 metri che portò a un calcio di rigore, poi segnato da me»

Platini, Pallone d’Oro della Juventus, ha rilasciato queste dichiarazioni nelle quali si è soffermato anche sul miglior assist della sua carriera

In occasione delle prestigiose celebrazioni per gli 80 anni dello storico quotidiano sportivo transalpino L’Equipe, Michel Platini ha concesso una lunga intervista. Un’opportunità speciale per ripercorrere le giocate più spettacolari di una carriera irripetibile, concentrandosi in particolar modo sui passaggi vincenti e la visione di gioco messa a servizio dei compagni.


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Il lancio perfetto: un lampo nella notte più buia

Rispondendo alle domande dei cronisti su quale fosse stato il gesto tecnico più brillante e preciso del suo percorso professionistico, il fantasista non ha avuto esitazioni. Platini ha individuato il suo miglior assist in una giocata avvenuta durante la finale della Coppa dei Campioni del 1985, disputata tra la Juventus e il Liverpool.

Nello specifico, l’ex fuoriclasse ha ricordato il lancio chirurgico effettuato per Zbigniew Boniek: “Quello che ricordo meglio è proprio il passaggio per Boniek nella Finale della Coppa dei Campioni 1985″, ha confidato Platini. “Un passaggio di 45-50 metri che portò a un calcio di rigore, poi segnato da me”.

La memoria incancellabile della tragedia

Il ricordo di quel pregevole gesto tecnico, tuttavia, rimane per sempre e indissolubilmente legato a una delle pagine più dolorose dell’intera storia dello sport mondiale.

L’ultimo atto di quel torneo si giocò infatti allo stadio Heysel di Bruxelles, in Belgio. Poco prima del fischio d’inizio, la violenza degli hooligan inglesi generò una spaventosa calca che portò al crollo di un muro di contenimento del settore Z. In quella drammatica serata persero tragicamente la vita 39 persone innocenti (di cui 32 di nazionalità italiana). Un lutto che ha segnato profondamente il mondo del calcio e che fa da triste, indelebile sfondo alla prodezza sportiva rievocata oggi dal campione francese.

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