Calcio e Finanza
·11 March 2026
Premi Champions, la proposta dell’UEC: stop ai bonus per i ranking e più soldi a chi non fa le coppe

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·11 March 2026

La Union of European Clubs (UEC), l’associazione europea per club calcistici che punta a rappresentare le piccole e medie società, ha proposto un modello radicalmente nuovo per la distribuzione dei 4,4 miliardi di euro generati ogni stagione dalle competizioni per club della UEFA. Lo riporta The Athletic.
In una presentazione all’assemblea generale di European Leagues tenutasi oggi a Sofia, una delegazione della UEC ha illustrato la propria proposta: eliminare il cosiddetto “value pillar”, che assegna decine di milioni di euro ai club più grandi d’Europa sulla base dei ranking (quello quinquennale e quello storico) e del valore del mercato televisivo in cui si trovano, e condividere anche i bonus per la partecipazione con gli altri club dei rispettivi campionati nazionali.
Secondo la UEC, questi cambiamenti eliminerebbero la necessità degli attuali pagamenti di solidarietà che la UEFA destina ai club non partecipanti e ridurrebbero drasticamente le disparità di ricavi che possono generare squilibri nei campionati nazionali. Fondata nel 2023, la UEC rappresenta oltre 140 club di 25 Paesi, mentre l’European Leagues è l’organizzazione che rappresenta 35 campionati professionistici nazionali in Europa, tra cui Bundesliga, Liga, Premier League e Serie A.
Nella presentazione all’assemblea di European Leagues, la UEC ha analizzato la situazione in nove Paesi — Azerbaigian, Belgio, Grecia, Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Ucraina — spiegando che le sue proposte ridurrebbero il rapporto tra i ricavi del primo e dell’ultimo club nei rispettivi campionati da una media superiore a 40 a uno a circa 5,5 a uno. Attualmente, ad esempio, i club di vertice in Portogallo guadagnano fino a 80 volte più dell’ultima squadra, il Paris Saint-Germain incassa circa 40 volte più dell’ultimo club della Ligue 1 e i rapporti tra primo e ultimo in Italia e Spagna sono di circa 10 a uno. In Ucraina, lo Shakhtar Donetsk guadagna addirittura 140 volte più dell’ultima classificata.
La UEC sostiene che, dal momento che i club più grandi d’Europa guadagnano già molto più dei rivali grazie a stadi più grandi e accordi commerciali globali, gli unici strumenti per ridurre il divario finanziario sono le distribuzioni centralizzate provenienti dai campionati nazionali e dalla UEFA, con queste ultime che incidono in modo decisivo nella maggior parte delle leghe europee. Riducendo queste differenze, secondo la UEC aumenterebbe l’incertezza dei risultati nelle competizioni nazionali ed europee, accrescendo l’interesse mediatico e commerciale e quindi i ricavi complessivi per tutti i club.
Per dimostrare l’impatto del piano, la UEC ha modellato gli effetti sulle entrate UEFA per ciascun club nei nove campionati analizzati. Secondo le simulazioni, i grandi club vedrebbero ridursi significativamente i pagamenti ricevuti dalla UEFA: la maggior parte delle squadre di Champions League incasserebbe circa la metà rispetto a oggi, mentre i club di Europa League resterebbero sostanzialmente stabili e tutti gli altri registrerebbero un aumento significativo.
Nel sistema attuale, il montepremi complessivo di circa 4,4 miliardi di euro viene diviso con un rapporto 75/25: la quota maggiore è destinata ai 108 club che raggiungono la fase campionato di Champions League, Europa League e UEFA Europa Conference League. La parte restante copre i costi organizzativi delle competizioni, oltre alla Women’s Champions League e alla Youth League, mentre il 10% è destinato ai pagamenti di solidarietà ai club non partecipanti.
Dal 2024 la UEFA ha deciso di unificare i precedenti pagamenti legati al coefficiente storico e al market pool, ribattezzandoli “value pillar”. Dei 3,3 miliardi di euro distribuiti ai 108 club partecipanti, il 27,5% è ripartito equamente come bonus per la partecipazione, il 37,5% è legato ai risultati sportivi e il 35% è destinato proprio al “value pillar”, che favorisce i club più potenti. Inoltre, il montepremi è suddiviso tra le tre competizioni con un rapporto 74/17/9 tra Champions League, Europa League e Conference League, una distribuzione che rende la partecipazione alla Conference un vantaggio solo relativo.
Secondo la proposta della UEC, i pagamenti di solidarietà verrebbero eliminati — aumentando il montepremi a 3,5 miliardi di euro — così come il value pillar. I bonus iniziali salirebbero invece al 62,5% del totale, mentre il resto sarebbe distribuito in base ai risultati sportivi (vittorie e avanzamento nei tornei). La ripartizione tra le tre competizioni cambierebbe a 50/30/20.
I club partecipanti manterrebbero tutti i premi legati alle prestazioni sportive, ma i premi per la partecipazione verrebbero aggregati a livello nazionale e poi redistribuiti equamente tra tutti gli altri club professionistici della piramide calcistica domestica. Questo sistema comporterebbe una forte riduzione delle entrate per società come Arsenal, Barcellona, Bayern Monaco e gli altri grandi club europei, tra cui quelli italiani, ma un aumento significativo per il resto delle società nei rispettivi campionati.









































