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·14 March 2026
Ranocchia svela: «Conte mi voleva alla Juve, rifiutai per amore dell’Inter. Bastoni? La gente lo ha condannato come se avesse ammazzato qualcuno»

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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Andrea Ranocchia ha detto la sua sull’Inter di Chivu, svelando un retroscena riguardante il suo no alla Juve.
CHIVU CHE MI ACCOLSE NELLO SPOGLIATOIO NEL 2011 – «Che squadra quell’Inter… Il primo giorno ad Appiano fu pazzesco, ricordo che mi impressionò il modo in cui tutti vivevano le partitelle: sembrava che stessero giocando la Champions League. È stata un’esperienza straordinaria. Chivu era un leader che, quando apriva bocca, non sbagliava una parola».
SE MI PIACE COME ALLENA CHIVU? – «Sì, ed ero sicuro che avrebbe fatto bene. Le sue qualità si intravedevano già ai tempi del settore giovanile, quando allenava i ragazzi a pochi passi dalla prima squadra».
COME GIUDICO LA STAGIONE DELL’INTER – «Fin qui è ottima, nonostante l’eliminazione contro il Bodo Glimt. In Champions League contano i momenti, il clima, il campo e altri piccoli dettagli. Non è un caso che in Norvegia numerosi top club abbiano fatto fatica: il calcio si è evoluto ovunque».
IL NO ALLA JUVE – «Antonio Conte alla Juventus voleva ricomporre la coppia centrale con me e Bonucci, ma io rifiutai i bianconeri perché si era creato un legame speciale con l’Inter. Sono rimasto a Milano e ho passato un brutto periodo, ma ho praticamente dimenticato la storia di Icardi. Il tema della fascia da capitano non mi è mai pesato troppo, a quei tempi c’era così tanta confusione che non potevi concentrarti su questi aspetti. Vivevamo una fase di totale rivoluzione: cambiavamo allenatore, poi presidente, poi società e non era semplice fare bene in un contesto simile».
RINASCITA NERAZZURRA – «La mia rinascita in nerazzurro passa dal prestito all’Hull City in Premier League, che mi ha disintossicato dal calcio italiano in un momento in cui era davvero esasperante. Sono tornato rigenerato, però durante il ritiro pre-campionato un tifoso mi insultò dagli spalti. Spalletti prese le mie difese e da lì è cominciata un’altra storia, ho ritrovato la fiducia e poi ho vinto lo scudetto con Conte. L’ho aspettato per più di un decennio, conquistarlo è stato incredibile e mi ha riempito d’orgoglio».
BASTONI – «Nessun collega può giudicare Bastoni, figuriamoci chi lo guarda dal divano. L’episodio con Kalulu si è verificato nella partita più sentita d’Italia, mentre l’Inter si giocava lo scudetto e con l’adrenalina a mille. L’esultanza post-espulsione è stata sbagliata, d’accordo, però Alessandro ha chiesto scusa. La gente lo ha condannato come se avesse ammazzato qualcuno».
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