Juventusnews24
·9 February 2026
Ravanelli si sfoga: «Siamo alla deriva del Var. I giocatori possono barare in campo. Alla Juve serve Osimhen»

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Ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, Fabrizio Ravanelli ha espresso giudizi taglienti sull’attuale momento del calcio italiano e sull’evoluzione tecnologica in campo. Il leggendario “Penna Bianca”, doppio ex di Juventus e Lazio, ha aperto il suo intervento con una durissima critica alla gestione arbitrale:
«È un calcio irriconoscibile, siamo arrivati alla deriva e solo noi in Italia usiamo il Var in questo modo. In altri campionati, il Var viene usato in un’altra maniera. Per come lo usiamo noi, la tecnologia permette a qualsiasi giocatore in campo di barare».
Secondo Ravanelli, il problema risiede anche nello spessore umano dei direttori di gara: «Oggi la classe arbitrale lascia molto a desiderare. Oggi c’è sempre una continua lotta per ingannare l’arbitro, una volta c’era molto più rispetto. Casarin, Agnolin, Di Bello; c’erano tanti arbitri con forte personalità e questo incideva nel rapporto».
Passando all’analisi del campo dopo il 2-2 di Torino, l’ex attaccante ha evidenziato pregi e difetti della nuova gestione tecnica: «Bella partita, la Juve ha dimostrato ancora una volta le problematiche nel fare gol. Una difficoltà incredibile nel finalizzare e poi al primo tiro in porta ha subito gol. La Lazio, invece, ha giocato una grande partita di cuore e carattere. Nella Juve c’è un grande miglioramento nel gioco, nel senso di appartenenza. Deve continuare così, anche se mancano 3-4 giocatori per colmare quel gap con altre squadre come l’Inter».
Sulla questione centravanti, Ravanelli non si accontenta del solo rientro di Vlahovic: «Potrebbe dare una grossa mano in questo campionato. Per il futuro ci vorrà un attaccante di grande calibro. Sono innamorato di Osimhen, spero possa prenderlo. Potrebbe essere quel finalizzatore che permetterebbe alla Juve di tornare protagonista anche a livello internazionale».
Infine, un commento sull’assetto societario e sul confronto con il passato: «Se si vanno a scomodare Boniperti, Moggi, Giraudo e Bettega, Andrea Agnelli, stiamo parlando dell’olimpo che ha fatto la storia della Juve. Ma ho fiducia in Comolli e Chiellini. Comolli l’ho conosciuto a Marsiglia: è competente, umile e professionale. Qualche esperienza ce l’ha, bisogna dargli del tempo. Chiellini conosce benissimo l’ambiente Juve. Poi certo, bisogna riconoscere che qualche acquisto è stato sbagliato. Però sono convinto che sono persone che porteranno benefici alla Juve».









































