Calcionews24
·3 March 2026
Real Madrid, con il mese di marzo si decide tutto! Tra Campionato, Champions League e il futuro di Arbeloa

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Il mese di marzo si preannuncia come un vero e proprio spartiacque per il Real Madrid. In sedici giorni di fuoco, la squadra guidata da Álvaro Arbeloa si gioca letteralmente tutto: le residue speranze in campionato, il cammino in Champions League e, con ogni probabilità, il futuro stesso del tecnico spagnolo sulla panchina dei Blancos.
Campionato in salita e l’esame Manchester CityIl momento è decisamente critico. Le due inaspettate e brucianti sconfitte consecutive in Liga contro Osasuna (1-2) e Getafe (0-1) hanno fatto scivolare il Real a quattro lunghezze di distanza dalla capolista Barcellona. In Europa, dopo aver superato il Benfica con un doppio successo (1-0 e 2-1), l’urna ha riservato un ostacolo monumentale: il Manchester City negli ottavi di finale di Champions League. Un doppio confronto che, unito agli impegni di campionato contro Celta Vigo, Elche e il caldissimo derby contro l’Atlético Madrid, definisce un calendario che non concede il minimo respiro.
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L’infermeria piena: un’emergenza totaleCome sottolinea il quotidiano Marca, che parla apertamente di una squadra in “caduta libera”, a complicare terribilmente i piani c’è una vera e propria maledizione legata agli infortuni. L’infermeria madrilena è attualmente affollata di stelle:• Kylian Mbappé: l’asso francese, autore fin qui di ben 38 reti stagionali, è alle prese con seri problemi fisici.• Jude Bellingham: anche il fuoriclasse inglese è ai box.• Centrocampo e difesa: si aggiungono i recenti stop di Camavinga e Ceballos, oltre al lungo e faticoso recupero di Éder Militão da un infortunio alla coscia.
Pressione alle stelle, ma Arbeloa non mollaL’entusiasmo iniziale per l’approdo di Arbeloa in panchina (cinque vittorie nelle prime cinque gare) è ormai svanito. Il quotidiano As sentenzia spietato: «L’effetto Arbeloa ha passato i suoi giorni migliori». Dopo il ko interno con il Getafe, il clima al Bernabéu si è fatto rovente, con tensioni, fischi e persino cori che invocano le dimissioni del presidente Florentino Pérez.Nonostante le enormi difficoltà e una panchina oggettivamente traballante, il tecnico merengue prova a fare scudo e lancia un messaggio d’orgoglio in vista di questi match cruciali: «Al Bernabéu nessuno si arrende».
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