Calcionews24
·6 February 2026
Roma, il piano dei Friedkin per il futuro: il ritorno di Totti, lo stadio, i trofei e la sostenibilità. Dentro alla strategia giallorossa

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Secondo il Corriere dello Sport, il “gigante addormentato” si è svegliato e ha iniziato a correre. Cinque anni fa, Ryan Friedkin usò questa metafora per descrivere le potenzialità inespresse della Roma. Oggi, quel gigante cammina sulle sue gambe, forte di un miliardo di euro investito per risanare i debiti e di un trofeo europeo (la Conference League 2022) in bacheca. L’obiettivo dei texani è segnare una discontinuità netta con l’era di James Pallotta: basta “supermarket” di plusvalenze, spazio alla patrimonializzazione e alla caccia allo Scudetto, passando però per una gestione sostenibile e, soprattutto, per il nuovo stadio.
Il fulcro del futuro giallorosso resta il nuovo impianto a Pietralata. Nonostante i rallentamenti burocratici inizino a spazientire il solitamente pacato Dan Friedkin, la tabella di marcia è fissata: la conferma dell’interesse pubblico è attesa entro fine mese, con l’apertura della Conferenza dei servizi in estate. Il dead-line è imperativo: posare la prima pietra a marzo 2027. Un tempismo non casuale, studiato per celebrare i lavori nell’anno del Centenario del club (1927-2027). Si parla di un progetto avveniristico e sostenibile, con un impatto economico sulla città stimato in 3,3 miliardi di euro.
Se sul fronte infrastrutture si spinge, su quello sportivo vige la regola dell’equilibrio. Negli ultimi 18 mesi i Friedkin hanno investito 200 milioni sul mercato, puntando quasi esclusivamente su profili Under 24. Tuttavia, il Fair Play Finanziario impone rigore. A dettare la linea è stato Claudio Ranieri, attuale Senior Advisor del club. “Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi”, ha tuonato l’ex tecnico.
Mentre il Friedkin Group espande i suoi orizzonti (dall’Everton al possibile acquisto dei San Diego Padres nel baseball), a Trigoria nulla sfugge al controllo di Ed Shipley, braccio destro di Dan. Ma per cementare definitivamente il rapporto con la piazza, manca l’ultimo tassello, quello più romantico: il ritorno di Francesco Totti. Riportare a casa la leggenda giallorossa sarebbe il dono perfetto per il Centenario, unendo la visione manageriale americana al cuore pulsante della romanità.








































