Roma Juve: ma cosa era successo all’andata? Ora il quadro si è completamente ribaltato…Il confronto non lascia più dubbi | OneFootball

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·1 March 2026

Roma Juve: ma cosa era successo all’andata? Ora il quadro si è completamente ribaltato…Il confronto non lascia più dubbi

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Roma Juve: cos’era accaduto all’andata? Ora la situazione si è completamente ribaltata…Il confronto non lascia alcun dubbio

La Juventus si è aggiudicata il primo round contro la Roma vincendo 2-1 all’Allianz Stadium, al termine di una gara dai due volti: un primo tempo tattico e bloccato, risolto da un lampo di genio prima del riposo, e una ripresa vissuta su strappi fisici intensi e un finale di sofferenza. A fare la differenza per i bianconeri sono state le interpretazioni individuali in un match dove le giocate “sporche” hanno pesato quanto quelle di classe. Due mesi e mezzo dopo, è interessante vedere come per certi giocatori oggi il quadro sia molto lontano da quella partita.


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La cassaforte difensiva e i brividi. Tra i pali, Di Gregorio ha vissuto una serata sorprendentemente tranquilla: nessuna chiamata in causa particolarmente complessa e una partita scivolata via senza tremori. Davanti a lui, la cerniera difensiva è stata guidata da un Bremer monumentale: il brasiliano ha fatto valere un senso della posizione perfetto, giocando costantemente d’anticipo su Dybala e disinnescando chiunque gravitasse dalle sue parti, fino alla sfortunata uscita per infortunio. Al suo posto, Rugani si è ritrovato a dover gestire la parentesi di gara in assoluto più scivolosa e caotica. Sulle corsie esterne, Kelly ha offerto un’ottima prova: disinnescare la creatività di Soulé si presentava alla vigilia come un autentico rompicapo, ma il difensore ha saputo risolverlo con attenzione. Qualche brivido in più, invece, lo ha regalato Kalulu, colpevole di aver perso un paio di palloni a dir poco velenosi che hanno innescato le pericolose ripartenze giallorosse.

Il motore in mezzo al campo. La battaglia in mediana ha visto la Juventus emergere alla distanza. Locatelli si è confermato una pedina preziosa (all’Olimpico mancherà), garantendo equilibrio e recuperi fondamentali (suo il break da cui è nata la prima vera palla gol bianconera). Accanto a lui, Thuram ha dominato fisicamente: il tanto atteso duello ravvicinato con Koné di fatto non è mai iniziato, perché il francese della Juve ha dimostrato di avere un altro passo, mettendolo in mostra con recuperi e ripartenze. A sparigliare le carte tattiche ci ha pensato Cambiaso. L’esterno si è confermato un’arma letale con i suoi tagli continui (non sempre letti dalla retroguardia di Gasperini) e ha impreziosito la sua gara con il tacco illuminante che ha mandato in porta Conceicao per l’1-0. Pesante anche l’impatto di McKennie, abile a inserirsi: è suo il colpo di testa parato da Svilar che ha aperto la strada al raddoppio.Le scintille offensive e la frenesia. L’attacco bianconero si è mosso sulle frequenze di Yildiz. Il talento turco è stato il vero barometro della manovra: quando si è acceso lui, la Juve ha creato il panico. È stato lui a dare il via alle ripartenze, scegliendo sempre come interpretarle, sfiorando persino il tris con un clamoroso palo nel finale. Ad accendere la luce sul tabellino è stato però Conceicao, la cui rete (frutto di un ottimo stop e di un perfetto tempo di esecuzione con il mancino) ha ribadito ancora una volta la sua totale indispensabilità per questa squadra.

Al centro dell’attacco, Openda non ha mai smesso di lottare: le sue accelerazioni hanno mandato in tilt la difesa romanista, venendo premiato dal facile tap-in del 2-0. Meno brillante l’impatto dei subentrati. Se David è entrato giusto in tempo per condividere la gioia del raddoppio e il peso dell’attacco nel finale, Zhegrova ha vissuto uno spezzone di pura frenesia. Entrato con la sensazione di voler spaccare il mondo, l’esterno ha esagerato in alcuni frangenti, perdendo banalmente il pallone (fermato da Wesley) da cui è poi nato il 2-1 di Baldanzi che ha riaperto i giochi e costretto la Juve a una chiusura in apnea. Un errore molto meno grave di quello del possibile 4-0 sul Galatasaray, che ancora oggi non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi bianconeri…

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