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·13 June 2026

Roma, Koné: “Io all’Inter? Vedremo dopo il Mondiale cosa accadrà”

Article image:Roma, Koné: “Io all’Inter? Vedremo dopo il Mondiale cosa accadrà”

Manu Koné ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del Mondiale e anche del suo futuro.

Koné, in Italia si parla molto di un suo possibile trasferimento all’Inter. Queste voci la disturbano o la motivano?


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«Sinceramente in questo momento penso soltanto alla Coppa del Mondo. È la mia prima grande competizione internazionale, un torneo che ho sempre sognato di disputare. Voglio restare concentrato esclusivamente su questo. Del futuro parleremo dopo il Mondiale e vedremo che cosa accadra».

Durante le qualificazioni ha giocato quattro partite su sei e ha dimostrato di essere importante. Che ruolo pensa di avere in questa Francia?

«Il mio obiettivo è essere sempre pronto per il ct e per la squadra. Nelle qualificazioni ho giocato parecchio, è vero, ma oggi abbiamo un gruppo pieno di grandi calciatori. Ci saranno molte partite e spero naturalmente di giocare il più possibile, ma la priorità è essere utile».

Nel 2026 ha avuto due infortuni muscolari. Ha avuto paura di perdere il Mondiale?

«Sì, ho avuto due problemi agli ischiocrurali che hanno rallentato il finale della mia stagione con la Roma e quando si avvicina una competizione come il Mondiale, è normale preoccuparsi. Ho però mantenuto la fiducia in me stesso e nel lavoro che stavo facendo. Mi sono detto che, se avessi fatto tutto nel modo giusto, sarei tornato in tempo. Alla fine per fortuna è andata bene».

Quando sente la parola “Coppa del Mondo”, che cosa le viene in mente?

«Ripenso al bambino che ero e provo un enorme orgoglio. Ricordo perfettamente il Mondiale del 2018, da ragazzo: ero sugli Champs-Élysées con i miei amici a festeggiare in macchina dopo la vittoria della Francia. Nel 2022 invece ero a casa, in Germania, e guardai la finale in televisione. Ho tantissimi ricordi legati alla nazionale. Ne parlo spesso con la mia famiglia e con i miei amici. Anche loro sono ancora un po’ sorpresi nel vedermi qui. Per me è una grandissima soddisfazione».

Lei, Cherki, Olise, Doué, Akliouche e Mateta nel 2024 facevate parte della nazionale olimpica che ha conquistato l’argento perdendo in finale contro la Spagna.

«Innanzitutto credo sia motivo d’orgoglio per il nostro tecnico di allora, Thierry Henry, vedere sei giocatori di quella squadra oggi in nazionale maggiore. Gli siamo molto riconoscenti. Con Ryan, Maghnes, Désiré, Michael e gli altri ne parliamo spesso e a volte ci scherziamo sopra. Quando guardiamo il percorso fatto, siamo molto felici. Poter disputare con la Francia la nostra prima Coppa del Mondo rappresenta un’enorme soddisfazione, sia individuale sia collettiva».

Che avversario sarà martedì il Senegal?

«Vincere il primo incontro è sempre importante, ma non sarà facile perché il Senegal è una squadra molto forte: è campione d’Africa, occupa una posizione molto alta nel ranking Fifa (sedicesimo posto, ndr) e hanno tanti giocatori di alto livello che militano nei migliori campionati europei. Premesso che non sarà una gara semplice perché loro mettono in campo tanta energia, abbiamo fiducia nelle nostre qualità e stiamo lavorando bene. Martedì saremo pronti».

Il grande caldo può essere un fattore?

«Sì perché fa davvero molto caldo. Ci siamo allenati in queste condizioni negli ultimi giorni e continueremo a farlo. Lo staff ha predisposto un protocollo specifico con bevande molto fredde, pause per bere e un monitoraggio costante dell’idratazione. Seguiamo tutto in maniera professionale perché sappiamo che è indispensabile per rendere al massimo. Ci adatteremo anche se a me alla Roma è capitato di giocare in orari insoliti come a mezzogiorno (l’ultimo derby vinto, ndr). Anche gli avversari comunque avranno le nostre stesse condizioni climatiche».

Preoccupato dalla fase difensiva che ultimamente ha funzionato di meno?

«No. Le due amichevoli contro Costa d’Avorio (ko 2-1, ndr) e Irlanda del Nord erano molto diverse tra loro. Contro la Costa d’Avorio ci sono state tante transizioni perché affrontavamo giocatori di altissimo livello; con l’Irlanda del Nord la partita aveva caratteristiche differenti. Credo comunque che la squadra abbia reagito bene: sappiamo di avere qualità in attacco, in mezzo al campo, ma anche in difesa. Bisogna solo avere fiducia in noi».

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