Juventusnews24
·20 February 2026
Saviano attacca l’Inter: «Il rosso a Kalulu ha falsato il campionato nei presupposti etici. Fin quando i dirigenti nerazzurri rimarranno al loro posto, il calcio italiano non potrà recuperare la dignità»

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Il clima attorno al calcio italiano si fa sempre più rovente, spostando il baricentro della discussione dai campi di gioco alle aule istituzionali. Al centro della tempesta c’è l’analisi di Roberto Saviano, che dopo i fatti di Inter-Juve è tornato a colpire duramente la gestione del potere nel calcio, innescando un velenoso botta e risposta con il senatore Walter Verini. Lo scrittore non accetta semplificazioni e vede nelle dinamiche del Derby d’Italia lo specchio di un malessere sociale molto più profondo.
Attraverso le sue riflessioni, Saviano punta il dito contro quella che definisce una “omertà istituzionalizzata” che proteggerebbe i vertici del club milanese. «Quando sento politici navigati dire che “il calcio è solo calcio” o che “un cartellino è solo un cartellino”, mi chiedo se siano seri o se ci prendano in giro», esordisce l’autore di Gomorra. Il punto di rottura riguarda la presunta sudditanza della dirigenza interista verso frange criminali della tifoseria, citata in recenti atti giudiziari.
Per Saviano, la permanenza al potere dei vertici nerazzurri è un segnale devastante per la lotta alla legalità: «Come è possibile che una dirigenza così compromessa sia rimasta al suo posto per così tanto tempo»». Lo scrittore incalza Verini, chiedendo come si possa pretendere che un cittadino comune denunci le organizzazioni criminali se il mondo del calcio stende tappeti rossi a chi, pur sapendo, non ha denunciato o fatto un passo indietro.
La conclusione è un atto d’accusa che non ammette repliche soft: «Non era solo un cartellino Senatore Verini, ma un intero campionato falsato nei suoi presupposti etici. E finché la dirigenza dell’Inter rimarrà al suo posto, il calcio italiano non potrà mai recuperare la dignità essenziale a costruire esempi virtuosi nella società». Secondo Saviano, finché non ci sarà una pulizia radicale dei vertici compromessi, il calcio non potrà mai essere un esempio virtuoso. Ricordando le parole di Maradona, chiude con una nota amara: «‘La pelota no se mancha’, disse un grande uomo. Un grande uomo che ha sempre ammesso i propri errori».
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