Calcio e Finanza
·7 May 2026
Serie A, da Apollo a Bain Capital: 30 investitori in corsa per i diritti internazionali

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·7 May 2026

In Lega Serie A è tornata in auge la possibilità di cedere una quota di minoranza, fino al 49%, della società che detiene i diritti audiovisivi internazionali. Questa viene ritenuta la strada più conveniente per riuscire ad aumentare i ricavi derivanti dall’estero.
Come riporta l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, il primo passo è stato contattare gli investitori del mondo media. E su un totale di 40 soggetti con i quali ci sarebbe stato un approccio in questo senso, circa una trentina avrebbero mostrato interesse per questo progetto. In lizza ci sarebbero grandi fondi come Apollo Global Management (recentemente diventato proprietario dell’Atletico Madrid), Ares Management, Advent, Bain Capital, Sixth Street e Apax Partners.
A fare da intermediario per la Lega c’è la banca d’affari statunitense JP Morgan, che ha preso l’incarico negli scorsi mesi. Non è la prima volta che i diritti tv della Serie A sono al centro dell’interesse dei fondi. Se ne era parlato già tra il 2020 e il 2021, quando era stato trattato l’ingresso di un fondo di private equity nella media company che La Lega, su iniziativa dell’AD Luigi De Siervo, intendeva costituire per vendere i diritti tv – in questo caso soprattutto quelli domestici – e valorizzare il brand.
A quel tempo Lazard aveva agito come advisor finanziario della Lega Serie A e si erano presentati all’appello player come Cvc, Advent, Fsi, Bain, Apollo, Fortress e Blackstone per una quota totale del 10% della media company. Dopo diversi mesi di trattative, alla fine, l’operazione non era andata a buon fine. La proposta da 1,7 miliardi di euro di un consorzio guidato da Cvc non aveva ottenuto il sostegno necessario da parte di tutti i club della Serie A. Ora, la questione riguarda i soli diritti internazionali, vero tallone d’Achille del calcio italiano se confrontato con quelli esteri, senza tirare in ballo la ricchissima Premier League. A oggi questa divisione genera circa 250 milioni di euro di ricavi annui, una cifra ancora distante rispetto ai principali competitor europei come la già citata Premier, ma anche la stessa Liga spagnola.
Il progetto attualmente allo studio prevede la possibilità di cedere una quota di minoranza (fino al 49%) della newco dedicata ai diritti internazionali, nell’ambito di un accordo di lungo periodo e pluriannuale, che prevederebbe anche la condivisione dei ricavi futuri. L’obiettivo è raddoppiare nel giro di poco tempo le entrate fino a oltre 500 milioni, sulla scia di un modello già visto in altri campionati europei, come in Spagna e Francia, dove i fondi hanno investito. La mossa avrebbe inoltre una sua valenza strategica sul fronte dei diritti tv internazionali: negli ultimi anni la vendita di questa tipologia di diritti ha incontrato diversi ostacoli, anche a causa della forte concorrenza di altri campionati e competizioni europee.
In Serie A attualmente sono 11 le proprietà estere, di cui otto quelle americane. Molte di queste sarebbero favorevoli a un ingresso dei fondi di private equity nella media company, nel caso l’iniziativa apporti liquidità e visione di lungo periodo. Ma prima va trovato un soggetto pronto a entrare nella media company andando a definire a quanto ammonterà la sua percentuale con relativo costo e, poi, una strategia di vendita che effettivamente porti all’aumento dei ricavi da diritti televisivi internazionali.







































