Calcionews24
·21 January 2026
Serie A, stop alle trasferte di Roma e Fiorentina: pugno duro del Viminale dopo gli scontri in autostrada!

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·21 January 2026

Arriva un segnale fortissimo e inequivocabile dal Viminale. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deciso di usare il pugno di ferro per arginare la violenza nel calcio: trasferte vietate ai tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione attuale. Un provvedimento drastico e senza precedenti nella storia recente del nostro campionato, adottato tramite decreto diretto dopo le valutazioni urgenti dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. La decisione scaturisce dalla vergognosa guerriglia urbana scatenatasi lo scorso 18 gennaio sull’autostrada A1, quando i supporter Giallorossi (diretti a Torino) e quelli Viola (attesi a Bologna) hanno trasformato la corsia d’emergenza in un vero campo di battaglia.
L’episodio di Casalecchio di Reno, con circa duecento teppisti incappucciati armati di spranghe, caschi e mazze che hanno bloccato il traffico e danneggiato veicoli privati, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il governo intende fermare un’escalation preoccupante di violenza: solo pochi giorni fa si erano registrati scontri prima di Como-Bologna (con arresti e 53 denunce), senza dimenticare la guerriglia di dicembre tra genoani e interisti a Marassi o i provvedimenti presi in autunno per le tifoserie di Pisa e Verona. Ora la stretta è definitiva e colpisce duramente due piazze storiche, lasciando le squadre senza il consueto sostegno esterno.
Il danno sportivo e d’immagine per i club è enorme. I Capitolini dovranno rinunciare alla spinta dei propri fan in trasferte cruciali come quelle contro Udinese, Napoli, Inter e Bologna, oltre alle sfide con Genoa, Como, Parma e Verona. Stesso destino amaro per i Gigliati, che viaggeranno soli a Napoli, Como, Udine, Cremona, Verona, Lecce, Torino (contro la Juventus) e all’Olimpico. Si tratta di match fondamentali sia per la corsa alla Champions League che per la salvezza. La Lega Serie A, per voce del presidente Lorenzo Simonelli, aveva già condannato l’accaduto, ribadendo che il calcio italiano non può permettersi di mischiare lo sport con atti delinquenziali. La linea della tolleranza zero è ormai tracciata.









































