Serie A, Valtolina racconta: «Recoba un marziano sbarcato in laguna. Vi racconto quel Venezia Cagliari. Zamparini il presidente più cult di tutti.» | OneFootball

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·29 November 2025

Serie A, Valtolina racconta: «Recoba un marziano sbarcato in laguna. Vi racconto quel Venezia Cagliari. Zamparini il presidente più cult di tutti.»

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Serie A, Valtolina svela: «Recoba un marziano sbarcato in laguna. Vi racconto quel Venezia Cagliari. Su Spalletti dico questo»

Fabian Valtolina ha giocato in Serie A a buoni livelli, militando in diversi club. Oggi su La Gazzetta dello Sport apre l’album dei ricordi con tanti racconti.

VENEZIA-CAGLIARI – «Fu una cosa brutta. Ci eravamo un po’ stuzzicati con quelli del Cagliari durante la partita, ma niente di eccessivo. Nel tunnel che porta agli spogliatoi vennero da me in tre e mi accerchiarono».CHI C’ERA – «Il portiere Scarpi mi teneva fermo. Con lui c’erano Berretta e Lopez, che è poi quello che mi ha preso a cazzotti».GANZ DENUNCIO’ TUTTO – «Eh, aveva visto la scena evidentemente. Io ho provato a difendermi ma non era facile, mi trattenevano. Presi almeno due cazzotti in faccia. E infatti alcuni giornalisti mi fotografarono con il volto insanguinato. Sarà durata trenta secondi. Purtroppo, però, fu una roba scomoda che venne ingiustamente insabbiata in fretta e furia».ZAMPARINI – «Zamparini mi disse che se fosse stato un altro presidente avrebbe voluto giustizia ma, per via dei rapporti con il patron del Cagliari Cellino, preferiva lasciar correre. Non l’ho mai tanto capita, ma il calcio è così, quasi mai le cose vanno come devono».IL GOL IN ROVESCIATA ALLA ROMA «Sa quando si dice istinto puro? Giocavo nel Piacenza e perdevamo 2-3 in casa. All’ultimo minuto mi arriva questa palla e io per arpionarla sono obbligato a fare un contromovimento… potevo prenderla solo così. Da quando ho sentito il rumore del pallone ho capito che l’avevo impattata bene. Fu una giocata da figurine Panini».ZAMPARINI E LO SCIAMANO – «Forse il presidente più cult di tutti. Un pazzo, in senso buono. Un giorno si presentò in spogliatoio con uno sciamano e ci obbligò ad andare singolarmente a colloquio con questo signore. L’allenatore era Prandelli, che uscì con una faccia…». «Sì [ci andai], subito dopo. Mi aspettavo una seduta di stregoneria, invece mi fece sdraiare su un lettino e mi mise una ciotola sulla pancia. Intanto mi leggeva il futuro. Bah, cose strane».RECOBA – «Un marziano sbarcato in laguna. Ma dovevi coccolarlo. Ricordo che andavamo in due a svegliarlo a casa la mattina, sennò non si sarebbe mai allenato. Lo facevamo entrare da dietro al campo, così non sembrava in ritardo. Faceva finta di correre, di fare gli esercizi. Poi, però, la domenica gli davi la palla e lui te la risolveva».SPALLETTI – «Durò poco, non ha mai avuto lo spogliatoio dalla sua. Io mi trovavo bene a livello calcistico, ma non c’era un gran feeling a livello umano. Parlo del gruppo in generale. Dopo una sconfitta con la Roma ci accusò di non essere andati a festeggiare Petkovic dopo un gol. Ma eravamo sotto 3-1 e dovevamo salvarci, mi sembrò un po’ una scusa per prendersela con noi».MAROTTA LO HA PORTATO AL VENEZIA – «Sì, una direttore fantastico. Era giovane, ma già determinato, autorevole e scaltro. Un altro mio grande sponsor fu Capello. Aveva scelto lui di portarmi al Milan. Pensi si prese anche una buona dose di insulti da Sacchi, che nel frattempo era diventato l’allenatore. “Dove l’hai pescato questo, Fabio?”».


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