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·9 April 2026
Siani: «In Cagliari Cremonese farà la differenza la tenuta mentale. Per la prossima stagione punto su Idrissi. Su Pisacane…» – ESCLUSIVA

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Fernando Siani, giornalista e volto di Cronache di Spogliatoio, nella giornata odierna ha parlato di vari temi relativi ai rossoblù. Nell’intervista esclusiva che ci ha concesso ha rilasciato delle dichiarazioni sul Cagliari, l’allenatore Fabio Pisacane, la sfida dell’Unipol Domus con la Cremonese e non solo. Le sue parole:
Il Cagliari si è complicato la vita da solo ed ora è a soli tre punti dalla zona retrocessione. Ti aspettavi un crollo del genere?
«Non mi aspettavo un crollo del genere perché è una squadra che sostanzialmente ha disputato una buona stagione tutto l’anno, con l’allenatore che mi è sembrato gestirla bene. Alla fine credo che purtroppo stiano venendo fuori un po’ i valori, perché è una squadra tanto giovane con una serie di giocatori di esperienza che mancano nei ruoli chiave. A parte Yerry Mina, mi pare che ci sia davvero poca abitudine da parte di tanti giocatori a gestire delle situazioni che dovrebbero essere riconoscibili. È una squadra che in attacco fa tanta fatica nonostante abbia davvero tanti buoni giocatori, però nei momenti chiave è sempre stata un po’ in difficoltà. E sai cosa, io credo che abbia perso un paio di partite che nella testa dei giocatori non era possibile perdere. Tipo la partita col Pisa, secondo me è stata proprio la svolta in negativo della stagione. Parliamo di una squadra che in casa aveva vinto una volta sola e che comunque sembrava spacciata, ed è spacciata… e però perdere questa partita ti toglie tutte le certezze che avevi accumulato durante l’anno. E adesso il Cagliari deve fare i conti con questa situazione che secondo me è arrivata inaspettata, perché tu mettendo in conto di vincere col Pisa, vincendone altre due ti salvi sereno. E invece perdendo quella partita che non era nel computo delle idee di perdere, il Cagliari ha paradossalmente messo in pericolo tutto. Io non credo che vada giù il Cagliari onestamente, però si è messa nei guai da sola oggettivamente».
Ora ci sarà uno scontro diretto fondamentale contro la Cremonese per la squadra di Fabio Pisacane. Qual è il tuo pronostico per la sfida della Domus?
«Credo che il Cagliari, se riesce a mettere a posto alcune situazioni, stia meglio della Cremonese. Però siamo in una situazione in cui i rossoblù mi sembra che abbiano perso tante certezze, come visto anche nella sfida con il Sassuolo. Cioè tu vai in vantaggio, giochi contro una squadra buona, ma una squadra che non ha nulla da chiedere a questo campionato. E ti fai rimontare così… vuol dire che dentro di te c’è una situazione di insicurezza molto importante. È difficile con la Cremonese, perché giochi contro una squadra disperata almeno quanto te, forse di più, e quindi sarà una questione di nervi. Chi riuscirà ad essere più pronto alla battaglia, ne uscirà bene; altrimenti davvero c’è il rischio che finisca tutto, cioè sia per la Cremonese che per il Cagliari. Con una sconfitta si entrerebbe in un loop, in una spirale nera che è davvero difficile da risolvere. Allo stesso modo se la Cremonese perde rischia di essere tirata giù in maniera forse definitiva, poi c’è anche il Lecce, ci sono altre squadre, però è molto molto difficile. La Cremonese è un’altra squadra che paradossalmente è simile al Cagliari per alcune cose. I rossoblù sono più forti, però la Cremonese ha disputato una stagione in cui per tre quarti sembrava fuori da questo discorso. Addirittura all’inizio, se ti ricordi, si parlava anche di Europa, esagerando, ovviamente esagerando, però era una delle sorprese del campionato. E poi da dicembre fino ad adesso ha vinto 2 partite. Si è praticamente rovinata da sola. Alla Domus sarà una gara tra due squadre simili, difficile da leggere, molto difficile. Chi avrà la capacità di reggere mentalmente di più, credo che la porterà a casa».
Il Cagliari è la squadra che, assieme al Parma, utilizza più giovani nel campionato di Serie A. Quali sono quelli che hanno attirato maggiormente la tua attenzione tra i rossoblù?
«A me nel Cagliari piaceva molto Idrissi, mi sembra proprio il giocatore più futuribile che ha in rosa. Mi dispiace che si è fatto male, però è un giocatore che davvero mi piace tanto. E poi parlando sempre di giovani, Caprile non so se possiamo considerarlo ancora un giovane, essendo un classe 2001, però è un altro giocatore che mi sembra destinato a lottare per traguardi più ambiziosi. Al di là di Palestra non mi convincono tanto, i difensori come Juan Rodriguez, li che vedo un po’ in difficoltà. Per il resto è una squadra davvero estremamente interessante, è chiaro che il Cagliari ha il giovane più forte del campionato, che è Palestra, purtroppo in prestito. Però se ti dovessi fare un altro nome, e magari si rivedrà più l’anno prossimo, ti direi Idrissi. Il Cagliari è una squadra che in generale lavora bene, poi ha fatto secondo me anche una buona operazione nel promuovere l’allenatore dalla Primavera alla prima squadra. Sono molto appassionato di Pisacane, tra l’altro l’avevo detto anche in trasmissione, non pensavo che fosse così profondo. È un allenatore che è moderno anche nel senso della comunicazione, ogni volta che parla non spreca occasioni. Ti dice sempre qualcosa per farti capire meglio la sua filosofia, per farla capire ai giocatori. Credo sia davvero la persona ideale per far crescere i ragazzi, e infatti è stato molto bravo per buona parte del campionato. Poi la rosa del Cagliari è quella che è, oggettivamente. Però ti ripeto se ti devo dire il nome di un giovane, ti dico Idrissi, più per l’anno prossimo ovviamente, però è un giocatore che mi sembra avere qualcosa in più».
I tifosi del Cagliari hanno puntato il dito contro la società relativamente alla cessione di Sebastiano Luperto a gennaio, e a una diretta rivale per la salvezza. Il club di Tommaso Giulini ha fatto una scelta sbagliata?
«Secondo me va fatto un discorso più profondo perché è chiaro che presa così, in maniera asettica, è una cessione molto particolare, perché vai a vendere un giocatore chiave per te, a una squadra rivale per la retrocessione. E’ un’operazione che rischia anche di rovinarti il campionato, però Pisacane ha più volte parlato di questa cosa e capisco fosse una situazione inevitabile. Da quello che ho capito il Cagliari ha provato anche a non seguire questa volontà di Luperto che voleva andar via, però alla fine se il giocatore insiste, non vuole restare e tu hai anche l’occasione di guadagnare dei soldi e magari non ti capita più. Il Cagliari ha provato a resistere sostanzialmente, però se lui insiste, non c’è modo, è meglio che vada via a questo punto. È chiaro, è una situazione che ha pagato il Cagliari, l’assenza di un leader difensivo così, comunque una cosa è giocare con Mina e Luperto, una cosa è giocare senza Luperto. E infatti, voglio dire, parte del calo del Cagliari sicuramente dipende anche dall’assenza di un giocatore così».
Marco Palestra si è preso il Cagliari e la Nazionale. Pensi che sarà il futuro degli Azzurri? E nella prossima stagione gli conviene restare all’Atalanta o andare in una “big”?
«Palestra è il presente dell’Italia, non è il futuro e dovrebbe essere anche il passato! Nelle 2 partite con l’Irlanda del Nord e Bosnia, credo sia l’unico giocatore che salviamo. È un giocatore speciale, te ne accorgi subito, ha proprio qualcosa in più, è modernissimo, utilizza entrambi i piedi, non ha paura di puntare l’uomo, è sfacciato. E’ anche fisicamente strutturato, un giocatore fenomenale, un giocatore che sarà il futuro dell’Italia per tanti anni. Non so cosa farà l’Atalanta, ma credo che arriveranno tante squadre a bussare per Palestra, anche squadre di Premier League. E’ il campionato che di più si adatta alle sue caratteristiche, poi se l’Atalanta deciderà di tenerlo, di sicuro non sbaglia. Se deciderà di cederlo credo che farà una plusvalenza di 50, 60 milioni, perché da come mi dicono credo sia già questo il prezzo di Palestra. E’ anche abbastanza assurdo perché comunque è un giocatore che ha una sola stagione in Serie A, è chiaramente fortissimo, però, insomma, questo è anche uno dei motivi per cui poi le grandi squadre fanno fatica a mettere in campo degli italiani, perché gli italiani forti costano un sacco di soldi. E Palestra penso sia il più forte di questa generazione, forse con Pio Esposito, sono loro due i giocatori più più importanti: speriamo di godercelo ancora in Serie A».
Arrivati a sette giornate dalla fine, credi che il Napoli sia ancora in corsa per lo scudetto o che l’Inter sia solo ad un passo dal titolo?
«E’ ancora aperta, credo che questo weekend sia decisivo in tal senso. Se l’Inter non dovesse fare risultato e il Napoli vincere la distanza si accorcerebbe in maniera importante; credo sia ancora aperto. Devo dire che poi la grande partita dell’Inter con la Roma ha un po’ spento queste fiamme che c’erano nell’ambiente Inter. Mi sembrava che ci fosse davvero un’elettricità negativa, la gara con la Roma ha un po’ placato tutto. Però no, se ti devo dire che il campionato è chiuso, no. Perché il Napoli sta bene e può anche vincerle tutte da qui alla fine, è da capire questo weekend, penso che sarà decisivo. Se le distanze saranno invariate dopo questo fine settimana, penso che si possa iniziare a parlare di campionato chiuso».
La Lazio deve puntare tutto sulla Coppa Italia dato il grande distacco dalla zona Europa. La squadra di Maurizio Sarri salverà la propria stagione in caso di vittoria della coppa?
«Beh, certo, sì, se dovesse vincere la Coppa Italia sarebbe a quel punto una stagione addirittura positiva, considerando tutto il contesto in cui com’è nata d come si è sviluppata. La salverei perché vincere un trofeo per una squadra come la Lazio non è una cosa che capita tutti gli anni, anzi. È difficile, lo sarà anche solo andare in finale adesso, però… perché no? Se dovesse effettivamente farcela, direi che sì, si possa parlare di stagione positiva… con la discriminante e il disclaimer di non prendere questa stagione, come dire, “salvata” dalla Coppa Italia. Ci sarà da lavorare in futuro senza crogiolarsi su questa eventuale vittoria. La Lazio deve cambiare tanto, tutto, un altro anno così non è ripetibile, soprattutto per la sanità mentale del suo allenatore e dei suoi tifosi. Va bene così, va bene che è andata così quest’anno, però direi mai più, se no diventa davvero, davvero complicato. E già è difficile adesso».
Si ringrazia Fernando Siani per la gentilezza e disponibilità mostrate nel corso di questa intervista









































