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Calcio e Finanza

·13 March 2026

Sport italiano e Sostenibilità: impegno diffuso, ma la sfida è ancora aperta

Article image:Sport italiano e Sostenibilità: impegno diffuso, ma la sfida è ancora aperta

Lo sport italiano si muove sul fronte della sostenibilità, ma il percorso verso un approccio pienamente strutturale è ancora in evoluzione. Sono oltre 400 le iniziative e le azioni strategiche in tema ESG (Environment, Social e Governance) messe in campo dall’insieme dei soggetti cui fa capo l’organizzazione dello sport nazionale, con una copertura, a livello sistemico, di tutti e 17 gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) previsti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Si tratta tuttavia, in molti casi, di attività legate alla sensibilizzazione e alla promozione di valori sociali, più che di strategie integrate e strutturate di sostenibilità.

E’ quanto emerge dall’Osservatorio Sport e Sostenibilità di Fair Play Advisory, la divisione di Fair Play Media attiva nella consulenza sullo sport business, presentato a Milano giovedì 12 marzo nel corso del convegno “Lo sport italiano alla prova della sostenibilità”, evento organizzato in partnership con LCA Studio Legale, cui hanno preso parte Antonella Baldino (amministratore delegato di Istituto Credito Sportivo e Culturale), Michele Uva (UEFA Executive Director – S&E Sustainability e delegato ufficiale per EURO 2032), Gianluca Pavanello (CEO di Macron), Umberto Gandini (Long-standing Sport Executive), Federico Venturi Ferriolo (Head of Sports di LCA Studio Legale), insieme ad Andrea Di Biase (CEO di Fair Play Media),  Luciano Mondellini (direttore di Calcio e Finanza | Sport e Finanza) e Stefano Gianuario (Vicedirettore di Sport e Finanza).


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La ricerca è stata condotta su un campione significativo delle istituzioni sportive italiane: 10 Federazioni sportive affiliate al CONI, 4 leghe sportive professionistiche e Sport e Salute (la società pubblica che si occupa dello sviluppo dello sport in Italia).

Queste 15 realtà annoverano tra i loro tesserati oltre 3,8 milioni di atleti, che salgono a 20 milioni se si considerano tutti gli italiani che praticano una o più discipline sportive a livello amatoriale. Un bacino potenziale equivalente alla metà della popolazione italiana verso cui veicolare i messaggi e il portato valoriale dell’impegno del settore.

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Salute, inclusione e parità di genere tra le priorità dello sport italiano

Analizzando i singoli Obiettivi di sviluppo sostenibile, l’area che emerge con maggiore forza nell’impegno del sistema sportivo italiano è quella relativa a “Salute e Benessere” (SDG 3). Un risultato che riflette la natura stessa dello sport, storicamente legato alla promozione di stili di vita sani e alla prevenzione delle patologie.

Non sorprende quindi che tutte le organizzazioni analizzate dall’Osservatorio abbiano avviato almeno un’iniziativa riconducibile a questo ambito.

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Elevata anche l’attenzione verso gli obiettivi legati alla riduzione delle diseguaglianze (SDG 10) e alla parità di genere (SDG 5). Su questi due fronti si è attivato l’87% delle organizzazioni sportive analizzate, pari a 13 delle 15 realtà coinvolte nello studio.

Nel complesso, l’analisi evidenzia come oltre la metà delle organizzazioni mappate sia intervenuta attivamente su 11 dei 17 SDGs, segno di una diffusione piuttosto ampia delle iniziative di sostenibilità all’interno del sistema sportivo nazionale.

Anche l’istruzione tra gli ambiti con il maggior numero di iniziative

Se si guarda al numero complessivo di iniziative e best practice, il primato resta ancora una volta all’obiettivo “Salute e Benessere”, con 53 progetti su un totale di 407 iniziative censite.

Un numero significativo di attività riguarda anche la riduzione delle diseguaglianze, con 48 iniziative, e la promozione della parità di genere, che conta 35 progetti avviati dalle organizzazioni sportive analizzate.

Tra gli ambiti più dinamici emerge inoltre quello legato all’“Istruzione di qualità” (SDG 4), con 33 iniziative realizzate, pari all’8,10% del totale delle attività censite.

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Il ruolo delle partnership nelle iniziative di sostenibilità

Dal punto di vista operativo, l’indagine dell’Osservatorio evidenzia come gli attori dello sport italiano agiscano sul fronte della sostenibilità sia attraverso iniziative promosse direttamente, sia tramite collaborazioni con altri soggetti.

Nel dettaglio, il 45% dei progetti nasce da iniziative sviluppate autonomamente dalle organizzazioni sportive, mentre il 41% viene realizzato in partnership con altri attori, tra cui enti del terzo settore, organizzazioni non governative e associazioni.

Una quota più limitata riguarda invece contributi diretti a beneficiari specifici, come borse di studio o sostegni economici a ospedali e associazioni, che rappresentano il 6% delle iniziative complessive. Un ulteriore 8% è riconducibile ad altre tipologie di intervento.

Nel caso dell’SDG “Salute e Benessere”, dove tutte le organizzazioni analizzate risultano attive, prevalgono le iniziative sviluppate in collaborazione, che rappresentano il 48% dei progetti, mentre il 43% è realizzato direttamente dalle strutture sportive.

Le partnership risultano particolarmente rilevanti in alcuni ambiti specifici, come la lotta alla fame, dove il 73% dei progetti è sviluppato con altri soggetti, e la lotta alla povertà, dove le collaborazioni riguardano il 57% delle iniziative.

Crescono i progetti ricorrenti e le iniziative di medio-lungo periodo

Un altro elemento che emerge dalla ricerca riguarda la progressiva evoluzione delle iniziative di sostenibilità verso una logica più continuativa nel tempo.

Sempre più spesso, infatti, le organizzazioni sportive sviluppano progetti pluriennali o attività ricorrenti, superando la logica delle iniziative episodiche.

Dei 407 progetti censiti dall’Osservatorio Sport e Sostenibilità di Fair Play Advisory, 85 iniziative (pari al 21%) risultano concluse negli ultimi due anni.

La grande maggioranza delle attività, tuttavia, è rappresentata da progetti attualmente in corso, che costituiscono il 79% del totale, pari a 321 iniziative, e che includono sia programmi costruiti su una roadmap pluriennale sia iniziative che vengono riproposte con continuità nel tempo.

Un impegno diffuso, ma un approccio ancora poco strutturale

Allo stesso tempo, l’analisi qualitativa dell’Osservatorio evidenzia alcuni limiti nell’attuale approccio del sistema sportivo italiano alla sostenibilità.

In un contesto internazionale in cui l’attenzione verso le politiche ESG appare oggi meno intensa rispetto agli anni immediatamente successivi al lancio dell’Agenda 2030, anche a causa di un dibattito pubblico più critico e del rallentamento di alcune iniziative regolatorie, emerge come molte delle attività promosse dallo sport italiano siano ancora poco integrate in strategie strutturate di sostenibilità.

Una parte significativa delle iniziative censite si colloca infatti nell’ambito della sensibilizzazione e della promozione di valori sociali, più che nella definizione di politiche sistemiche e misurabili.

Il quadro che emerge è dunque quello di un impegno ampio e diffuso, ma che evidenzia anche come l’integrazione dei principi ESG nei modelli organizzativi e nelle strategie di gestione dello sport italiano sia ancora in una fase iniziale di sviluppo.

Studio Fair Play Advisory

Osservatorio Sport e Sostenibilità | Edizione 2026

La ricerca di Fair Play Advisory che analizza il rapporto tra sport italiano e sostenibilità economica, sociale e ambientale, con dati e analisi sui principali sport professionistici.

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