Stipendi Juve: così il club vuole fare spazio a Bernardo Silva e agli altri big. Chi è a rischio taglio | OneFootball

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·2 April 2026

Stipendi Juve: così il club vuole fare spazio a Bernardo Silva e agli altri big. Chi è a rischio taglio

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Stipendi Juve: così il club vuole fare spazio a Bernardo Silva e agli altri big. Chi è a rischio taglio in vista della sessione estiva

Lo spauracchio della prova costume non risparmia la Juventus, pronta a rifarsi il look estivo senza appesantire il bilancio. All’amministratore delegato Damien Comolli spetta il delicato compito di bilanciare le spese, tra costi dei cartellini e ingaggi. Dopo stagioni focalizzate su profili giovani con stipendi sostenibili, le nuove richieste di mister Luciano Spalletti e le recenti lacune di leadership impongono un deciso cambio di rotta. Ora il mirino è puntato su giocatori molto più esperti, dotati di un pedigree vincente capace di guidare il gruppo.


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Tradotto in termini economici: i cartellini degli ultratrentenni costeranno pochissimo, ma serviranno stipendi altissimi per convincerli. I sogni di mercato sono chiari: Alisson Becker in porta, Bernardo Silva a centrocampo e Robert Lewandowski in attacco, con Leon Goretzka e Randal Kolo Muani come validissime alternative. Ne scrive La Gazzetta dello Sport.

La dieta del monte ingaggi

Per accogliere questi campioni, la società deve sottoporre il monte stipendi a una drastica dieta. Con un tetto ingaggi fissato tra i 6 e i 7 milioni di euro, i bianconeri hanno l’urgenza di liberare tra i 20 e i 25 milioni.

Mano alla calcolatrice, ecco le principali manovre per tagliare i costi:

  • Dusan Vlahovic (12 milioni): Attualmente in scadenza, potrebbe spalmare e dimezzare l’ingaggio in caso di rinnovo, oppure liberare interamente la sua pesante quota dicendo definitivamente addio.
  • Jonathan David (6 milioni): Arrivato a parametro zero la scorsa estate senza incantare, vanta molto mercato e garantirebbe respiro finanziario.
  • Lois Openda (4 milioni): Pagato 44 milioni, ha deluso; resta possibile una cessione in prestito con diritto di riscatto per alleggerire subito il bilancio.
  • Teun Koopmeiners (oltre 4 milioni): Nonostante i vantaggi del Decreto Crescita, il suo costo attuale appare eccessivo per un ruolo ormai marginale nello scacchiere tattico.
  • I partenti certi: Sicuri dell’addio Filip Kostic (2,5 milioni, in scadenza) e l’infortunato Arkadiusz Milik (2 milioni).

I jolly in uscita

Ulteriore ossigeno finanziario potrebbe arrivare dalle solite dinamiche. Tra i sacrificabili figurano i portieri Michele Di Gregorio (1,8 milioni) e Mattia Perin (1,5), oltre agli esterni Edon Zhegrova (2,5) e Juan Cabal (1,2). Naturalmente, la dirigenza dovrà rimpiazzare ogni partente, ma la strategia è tracciata: fare spazio ai top player, per poi completare il puzzle.

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