Calcio e Finanza
·7 July 2026
Sul caso Balogun si muove la politica: un gruppo di eurodeputati chiede un'indagine su Infantino

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·7 July 2026

La sconfitta degli Stati Uniti contro il Belgio agli ottavi del Mondiale 2026 non ha chiuso il caso Folarin Balogun. Anzi, l’eliminazione della nazionale statunitense ha riacceso le polemiche intorno alla decisione della FIFA di sospendere la squalifica automatica di una giornata inflitta all’attaccante dopo il cartellino rosso ricevuto nella sfida precedente contro la Bosnia-Erzegovina.
Sulla questione si sta ora muovendo anche la politica a livello europeo. Un gruppo di eurodeputati ha infatti chiesto alle Federazioni calcistiche del continente di garantire un’indagine sulla FIFA «per accertare se il presidente Gianni Infantino sia stato coinvolto nella decisione di sospendere la squalifica automatica di una giornata imposta a seguito del cartellino rosso mostrato al giocatore della nazionale maschile statunitense Folarin Balogun, e se le pressioni dell’amministrazione USA abbiano influito su tale decisione».
È quanto si legge in una lettera visionata dall’ANSA e promossa da Barry Andrews, eurodeputato di Renew, Lara Wolters e Niels Fuglsang, entrambi del gruppo S&D, visionata dall’ANSA e finora sottoscritta da una trentina di europarlamentari.
Come detto, il caso nasce dall’espulsione di Balogun nella gara tra Stati Uniti e Bosnia-Erzegovina. L’attaccante statunitense era stato sanzionato con il cartellino rosso per un intervento giudicato falloso dopo revisione al VAR. La Commissione disciplinare della FIFA aveva poi imposto una squalifica di una giornata, sospesa però con un periodo di prova, consentendo così al calciatore di essere disponibile per la successiva sfida a eliminazione diretta.
Una scelta che ha alimentato dubbi e contestazioni, anche alla luce del peso politico e sportivo degli Stati Uniti nell’organizzazione del torneo. Gli USA sono infatti tra i Paesi ospitanti del Mondiale 2026, insieme a Canada e Messico, e il rapporto tra l’amministrazione americana e i vertici della FIFA è da tempo oggetto di attenzione politica e mediatica. Come se non bastasse, lo stesso presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ammesso di avere chiamato Infantino per chiedere una revisione della squalifica.
Nella lettera, gli eurodeputati chiedono dunque di chiarire se la decisione disciplinare sia stata assunta in piena autonomia dagli organi competenti della FIFA oppure se vi siano stati interventi o pressioni esterne. Il punto centrale riguarda l’eventuale coinvolgimento diretto di Infantino e il ruolo dell’amministrazione statunitense nella vicenda.
La vicenda Balogun si inserisce in un clima già teso intorno alla FIFA e al suo presidente, finito più volte al centro del dibattito per la vicinanza politica con Donald Trump e per i rapporti sempre più stretti con la Casa Bianca in vista del Mondiale nordamericano. Proprio per questo, la richiesta degli europarlamentari punta a ottenere garanzie sulla trasparenza e sull’indipendenza dei processi decisionali interni alla Federazione internazionale.







































