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·11 February 2026
Superlega, anche il Real Madrid ha fatto un passo indietro: cosa succede ora

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l sipario cala definitivamente su uno dei capitoli più turbolenti e divisivi della storia dello sport moderno. La guerra dei 1759 giorni, iniziata nella concitata notte del 19 aprile 2021, ha trovato la sua conclusione formale. Oggi, 11 febbraio 2026, l’ultimo baluardo della ribellione è caduto, segnando la fine delle ostilità tra i club ribelli e le istituzioni calcistiche continentali. Con un annuncio che ha scosso le cancellerie dello sport, il Real Madrid e la UEFA hanno sancito un accordo di principi che archivia ufficialmente il progetto Superlega.
Per anni, il progetto della Superlega è rimasto in vita grazie alla pervicacia del Real Madrid, rimasto l’unico club a difendere l’idea originaria dopo le defezioni in serie delle big inglesi, delle milanesi, dell’Atletico Madrid e della Juventus. Anche il Barcellona, negli ultimi mesi, aveva mostrato segni di cedimento, riavvicinandosi a Nyon. Con un comunicato congiunto, scarno ma denso di significato, il Real Madrid e la UEFA hanno annunciato la parola fine, coinvolgendo nell’intesa anche l’EFC e A22 Sports, la società braccio operativo della competizione.
I termini dell’accordo riflettono una strategia di pacificazione necessaria per la stabilità economica del sistema. Il punto focale riguarda le aule di tribunale: vengono ritirate le cause legali e le mostruose richieste di risarcimento danni che avevano tenuto il calcio europeo sotto scacco. In cambio di questa rinuncia miliardaria, la UEFA di Aleksander Ceferin ha accettato di non procedere con sanzioni e di avviare un dialogo costruttivo per riformare la governance del calcio.
Il nuovo corso che nasce dalle ceneri della Superlega non rinnegherà però alcune delle innovazioni proposte dai club fondatori. Il comunicato evidenzia infatti la volontà di lavorare per il miglioramento dell’esperienza dei tifosi attraverso l’uso della tecnologia. Questo passaggio appare come un’apertura verso la piattaforma di streaming gratuita UNIFY, inizialmente pensata da A22 per rivoluzionare la fruizione dei match.
Tuttavia, il perimetro d’azione resta quello tracciato da Nyon: qualsiasi riforma dovrà basarsi sul merito sportivo, il dogma che la UEFA ha difeso strenuamente. Deposte le armi, la diplomazia dovrà ora definire i nuovi parametri della Champions League e la redistribuzione dei diritti TV. La nuova era del calcio mondiale inizia oggi, tra pragmatismo e tecnologia.








































