Calcio e Finanza
·26 February 2026
Suwarso: «Al Como stiamo costruendo un ecosistema, non solo una squadra di calcio»

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In occasione del Business of Football Summit, evento organizzato dal Financial Times e in corso di svolgimento a Londra, è intervenuto questo pomeriggio il presidente del Como Mirwan Suwarso. Il numero uno dei lariani ha raccontato il percorso che ha trasformato il club lombardo in un progetto imprenditoriale articolato, capace di crescere anche oltre i risultati sportivi.
Suwarso ha spiegato che l’acquisizione del club non nasceva inizialmente con ambizioni calcistiche: «Abbiamo comprato il club per fare documentari televisivi quando gestivo ancora la TV in Indonesia, ma la squadra è diventata troppo di successo e, mentre veniva promossa dalla Serie D alla Serie C alla Serie B, ci siamo resi conto che non potevamo più recuperare i ricavi soltanto vendendo documentari». Da quel momento è iniziata la trasformazione in un vero business: «Abbiamo iniziato forse nell’ultimo anno di Serie B quando il mio proprietario ha detto che si stava spendendo troppo denaro, è stato allora che abbiamo cercato di spingere per arrivare in Serie A».
Secondo il dirigente, l’approdo nella massima serie rappresenta la base per la sostenibilità economica: «Stanno vedendo speranze e sogni di recuperare i soldi. Siamo sulla traiettoria giusta. Stiamo costruendo un’infrastruttura e non riguarda solo la squadra di calcio, ma l’intero ecosistema che stiamo costruendo attorno ad essa».
Il presidente ha sottolineato come la dimensione della città abbia imposto un approccio creativo: «Quando abbiamo preso il Como ci siamo resi conto che la città è troppo piccola e quando siamo arrivati in Serie B il 90% della popolazione era tifosa dell’Inter o della Juventus». Da qui la scelta di rafforzare il legame con il territorio e sviluppare un sistema retail turistico: «Abbiamo preso in carico i costi di inventario per produrre souvenir per i turisti. Siamo partiti con 18 negozi e ora siamo arrivati a quasi 600 punti vendita in tutta Como».
Il retail è diventato il primo pilastro della crescita, seguito da turismo e digitale: «Con il numero di turisti in arrivo volevamo catturare quanto più ricavo possibile, possiamo aiutarli a trovare i posti migliori dove soggiornare». Lo stadio sul lago è un asset unico, ma con capacità limitata. «Da quando siamo arrivati in Serie A la capienza è di 12.000 posti. Quando abbiamo iniziato era 5.000». Da qui l’idea di sfruttare il patrimonio immobiliare: «Abbiamo tutte queste belle ville: perché non trasformarle in un private members club e ristoranti e gestirli noi stessi?».
Il private members club aprirà il 1° marzo e costerà «4.500 euro all’anno per essere soci in tutte e tre le case», senza includere l’ingresso alle partite. L’obiettivo è intercettare un pubblico internazionale: «Como è una destinazione perfetta per chi vuole fare una breve pausa da Milano e Lugano, stiamo creando un’alternativa: un club, non un hotel».
Non potendo attrarre grandi sponsor in passato, il Como ha scelto collaborazioni creative: «Con Adidas abbiamo detto di non pagarci ma di darci tutti i prodotti che potevamo personalizzare». Oggi le maglie rappresentano solo circa il 40% delle vendite: «Vendiamo circa 100.000 maglie ma il resto sono prodotti personalizzati».
Suwarso ritiene che il business debba reggere anche in caso di retrocessione: «Spero che tutto ciò che riguarda il lago e il turismo funzioni, indipendentemente da come va la squadra, perché le persone passano comunque tempo sul lago d’estate quando non c’è calcio». Il club ha sviluppato anche servizi tecnologici: «Abbiamo una piattaforma ticketing basata su blockchain che altri club usano, anche la nostra piattaforma di reclutamento è usata da club di Champions League».
Parlando dei proprietari, i fratelli Hartono, Suwarso ha spiegato: «Quando siamo entrati nel calcio abbiamo detto che è come il loro business del latte: avete le mucche e poi mungerle». Gli investitori guardano soprattutto alla crescita del valore dei giocatori: «Amano vedere un ragazzo comprato per sei o sette milioni arrivare a una valutazione di 70 o 80 milioni, sono più interessati al latte che al bestiame».
Guardando al futuro, Suwarso non esclude nuove aree di sviluppo: «Vorrei entrare nel gaming perché mi piace giocare ai videogiochi. Così potrei dire che sto lavorando mentre sto giocando», ha concluso.







































