Tiago Gabriel osservato speciale in Lecce Juve: ecco perché sarebbe un ottimo rinforzo di prospettiva e non per l’immediato | OneFootball

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·7 May 2026

Tiago Gabriel osservato speciale in Lecce Juve: ecco perché sarebbe un ottimo rinforzo di prospettiva e non per l’immediato

Article image:Tiago Gabriel osservato speciale in Lecce Juve: ecco perché sarebbe un ottimo rinforzo di prospettiva e non per l’immediato

Tiago Gabriel è l’osservato speciale in Lecce Juve. Ecco perché il difensore non sembra essere un rinforzo ideale per l’immediato. L’analisi

Il mercato estivo della Juventus si preannuncia infuocato, con i bianconeri pronti a blindare la difesa con uno dei profili più interessanti della Serie A 2025/2026. Il nome in cima alla lista di Comolli è quello di Tiago Gabriel, il gigante portoghese che ha letteralmente dominato l’area di rigore con la maglia del Lecce.

Nato il 26 dicembre 2004, Tiago Gabriel rappresenta il prototipo del difensore moderno grazie a una struttura fisica imponente: i suoi 196 cm lo rendono un ostacolo quasi insormontabile nei duelli aerei e fisici. Durante l’ultima stagione in Puglia, il classe 2004 ha messo a referto numeri impressionanti che giustificano il forte interesse dei top club. Con oltre 2800 minuti giocati in 34 presenze, è stato il pilastro inamovibile della retroguardia salentina.


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Analizzando le statistiche in ottica bianconera, emerge un dato fondamentale per il gioco di costruzione dal basso: Tiago Gabriel vanta una precisione nei passaggi dell’88%, dimostrando una tecnica di base eccellente e precisione nel fraseggio corto. Questa qualità, unita a una discreta velocità in allungo che gli permette di coprire la profondità, lo renderebbe perfetto per una difesa a quattro o a tre. Inoltre, il portoghese ha dimostrato di essere un’arma letale anche in attacco, siglando due gol di testa su sviluppi di calcio piazzato.

L’eventuale approdo a Torino richiederebbe però un lavoro di affinamento tattico. Sebbene sia dominante nell’uno contro uno, Tiago Gabriel deve migliorare nella gestione della pressione e limitare un’irruenza che a volte lo porta a commettere interventi rischiosi. La Juventus vede in lui l’erede naturale dei grandi centrali del passato, un calciatore capace di agire sia al centro che, all’occorrenza, come terzino bloccato.

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