Torino, la conferenza stampa di D’Aversa alla vigilia del Pisa: «Dispiace per Zapata, ho mandato un messaggio alla squadra» | OneFootball

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·4 April 2026

Torino, la conferenza stampa di D’Aversa alla vigilia del Pisa: «Dispiace per Zapata, ho mandato un messaggio alla squadra»

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L’allenatore del Torino, Roberto D’Aversa, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro il Pisa

La conferenza stampa di Roberto D’Aversa alla vigilia di Pisa Torino, match valevole per la 31^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.


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ASSENZE – «Chi mancherà oltre Zapata e Aboukhlal? Gli altri sono disponibili e convocati».

SU ZAPATA – «Dispiace per Duvan, stava lavorando sodo per ritrovare una condizione ottimale. Cosa cambia per Simeone? Ragiono in maniera positiva: non penso alle assenze, ma al fatto che ci saranno altri. Simeone ha giocato con Adams e con Kulenovic, sceglierò per sfruttare le caratteristiche di tutti conoscendo pregi e difetti degli avversari. Più che cambiamenti singoli rispetto a Simeone, i cambiamenti ci sono in base all’avversario e al tipo di gara che vogliamo interpretare».

LAZARO E PEDERSEN – «In cosa sono diversi Lazaro e Pedersen? Uno biondo e l’altro no…(ride, ndr). Un allenatore sceglie per il bene della squadra: difficilmente ho trovato picchi di velocità come quelli di Pedersen a circa 37 chilometri orari, a livello offensivo può darci. Poi dipende dall’avversario che ha in fascia, in questo momento Pedersen sta molto bene».

SULLA SOSTA – «C’è sempre l’incognita perché si ferma il campionato. Abbiamo lavorato con chi è non è andato in nazionale e abbiamo provato a migliorare, i lavori si fanno più sull’individuale che sul concetto di squadra. Abbiamo lavorato bene, sono soddisfatto. Vediamo domani, sarà importante per l’obiettivo».

MESSAGGIO ALLA SQUADRA? – «Pretendere la salvezza. Vuol dire superare ostacoli e fare di tutto per raggiungerla. Contro il Cagliari hanno vinto in 10 contro 11, per noi è una partita che serve per avvicinarci al primo obiettivo».

SUL BLOCCO ITALIANO – «Mi trovo d’accordo con le parole del direttore. In passato, quando si è avuto successo, c’era un senso di appartenenza. Magari inserire più italiani può essere un punto a favore, ma è tutto il contorno che porta a creare senso di appartenenza. Voglio che chi arrivi al Filadelfia respiri questo senso di appartenenza».

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