Udinese, Okoye si racconta: «Potevo andare all’Inter, ecco cosa successe! Ora sto bene qui, vi svelo chi è il nostro vero leader» | OneFootball

Udinese, Okoye si racconta: «Potevo andare all’Inter, ecco cosa successe! Ora sto bene qui, vi svelo chi è il nostro vero leader» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcionews24

Calcionews24

·18 April 2026

Udinese, Okoye si racconta: «Potevo andare all’Inter, ecco cosa successe! Ora sto bene qui, vi svelo chi è il nostro vero leader»

Article image:Udinese, Okoye si racconta: «Potevo andare all’Inter, ecco cosa successe! Ora sto bene qui, vi svelo chi è il nostro vero leader»

Udinese, Maduka Okoye – portiere dei friulani – si è raccontato attraverso questa intervista. Ecco le sue dichiarazioni

Il portiere dell’Udinese, Maduka Okoye, 26 anni, è nato in Germania, gioca per la nazionale nigeriana, parla cinque lingue e oggi si è raccontato al Corriere dello Sport.


OneFootball Videos


LA MUSICA NAPOLETANA «Mi piace. In assoluto la musica ha un ruolo fondamentale nella mia vita, Sal Da Vinci lo ascolto, è vero, ma anche altri cantanti italiani. Ho iniziato per imparare la lingua e, se capita, canticchio anche».

I SUOI 3 PAESI «In Germania sono nato e cresciuto. Ho tatuato il mio quartiere di Düsseldorf sulla pelle e anche il numero 40, il mio, è quello del distretto dell’infanzia. Vicino al centro della città, ma devi conquistarti tutto. La Nigeria è il Paese di mio padre e di mio fratello minore, quello per cui ho scelto di giocare, senza pensarci neppure un attimo, era il mio sogno. Mi sento nigeriano. In Italia sto bene, è casa mia».

STA BENE ANCHE ALL’UDINESE «Molto. Non so cosa accadrà in futuro, vorrei restare, ma anche salire di livello. Vedremo. Sono concentrato sul presente, ma certamente Italia tutta la vita».

I DUE MESI DI SQUALIFICA «Periodo duro, posso solo ringraziare l’Udinese per come mi è stata vicino. Sono grato di aver avuto la società al mio fianco, sono stato in mani d’oro e oggi mi sento cresciuto. Dico grazie e basta».

LA SUA PARATA SU SAELEMAEKERS «Istinto puro. Ho visto la palla partire all’ultimo, è andata bene».

COSA PREFERISCE «Io sono sempre per i risultati di squadra. E poi per un portiere, purtroppo, gli errori fanno parte del gioco più che per gli altri».

IL MIGLIORE NEL SUO RUOLO «In A Maignan. In Europa dico Neuer come parate e Donnarumma sulla linea».

QUANTO CONTA SAPER GIOCARE BENE CON I PIEDI OGGI «Molto. Ma un portiere deve parare, è la prima cosa. Se sai solo usare bene i piedi non servi a niente».

IL SUO IDOLO «Dida, sempre stato lui. Mi ha mandato un messaggio tempo fa, ero felicissimo».

POTEVA ANDARE ALL’INTER «Sì, due anni fa, poi hanno preso Martinez».

RIMPIANTI «Sto bene dove sto».

L’UDINESE DI OGGI «Siamo un gruppo compatto, confermo. C’è una bella energia che non è arrivata per caso. Ci abbiamo lavorato tanto e abbiamo un allenatore che ci prepara nel migliore dei modi».

I LEADER «Kabasele ci aiuta, porta esperienza e sicurezza. Poi il capitano Karlström e anche Zaniolo, che in campo fa la differenza. In generale, però, mi piace parlare di gruppo guidato da un allenatore come Runjaic: bravissimo».

IN CHE LINGUA PARLATE NELLO SPOGLIATOIO «Un mix: italiano, inglese e francese soprattutto».

LA COPPA D’AFRICA «Un torneo importante, peccato si sia giocato in inverno. Sono contento che torni in estate, è un evento grandissimo che merita la massima vetrina».

RAZZISMO IN CAMPO «No, sono stato fortunato. Al massimo qualche messaggio sui social. Ma per fortuna non sono la vita vera e non mi hanno mai toccato».

View publisher imprint