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·24 February 2026

Verona, parla Sogliano: “La classifica è drammatica. Acquisti sbagliati? Tutti sono da Verona. Sammarco…”

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Sean Sogliano, DS del Verona, ha parlato in conferenza stampa della situazione dei suoi e del futuro. Ecco le sue parole.

Stagione difficile per il Verona. I gialloblù occupano attualmente l’ultimo posto in classifica e sembrano ormai destinati alla retrocessione in Serie B dopo alcune stagioni nel massimo campionato. Un’annata complicata, aggravata da alcune cessioni importanti come quella di Giovane al Napoli e dall’esonero di Paolo Zanetti.


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Sean Sogliano, DS dei veneti, ha parlato in conferenza stampa chiarendo le scelte fatte e parlando del futuro. Ecco le sue parole.

Verona, le parole di Sogliano

“Sono abituato a metterci la faccia quando ci sono i problemi, fa parte del mio lavoro. Questo è un momento molto difficile dal punto di vista calcistico. La classifica è brutta, drammatica, impossibile, decidete voi come definirla. Sono molto arrabbiato e deluso. So benissimo che fare questo lavoro significa anche accettare le critiche. So anche che si vince in tanti e si perde in pochi.

So anche altre cose, so riconoscerle. Leggo delle cose assurde, vergognose, nei confronti di persone che per tanti anni hanno lottato per i colori gialloblu, ed hanno cercato di ottenere sempre il massimo. Parlare del fatto che non si abbia rispetto è questa sttessa una mancanza di rispetto, nei confronti di chi lavora nel Verona. Per quanto riguarda me: mi sono legato al Verona da 7 anni, i dirigenti più importanti e che ho stimato di più sono stati Emiliano Mascetti, rimasto 9 anni e Rino Foschi, che è stato 7 anni. Ne sono passati tanti altri che hanno fatto bene il loro lavoro e altri invece che appena hanno potuto sono partiti per altri lidi.

Io non l’ho fatto solo perché mi sono legato al Verona. Accetto tutte le critiche, ma non le mancanze di rispetto. Bisogna essere chiari nelle analisi, non confusi. In sei anni abbiamo raggiunto l’obiettivo massimo: vinto il campionato e raggiunto salvezze in fila. Quest’anno non sta andando bene, faremo il possibile per raggiungere la salvezza. A testa alta, non per scelta, in questi anni abbiamo reso la società capace di iscriversi al campionato, pagare tutto ciò che c’era da pagare, fare plusvalenze. Mi sarebbe piaciuto far giocare una squadra con qualche giocatore forte in più, ma abbiamo scelto di mantenere la società solida. Leggere certe cose lo trovo sleale”.

Perché il Verona non sta lottando fino alla fine per salvarsi? “Non penso sia così. La squadra ha dei limiti, la squadra sta giocando con 10 giocatori, una rosa così ha un altro valore. Dopo le prime partite tutti avevano detto altre cose, l’allenatore che c’era disse che non aveva mai allenato una squadra così forte, per esempio. Suslov e Serdar il crociato, Gagliardini le costole, Belghali la caviglia, 5-6-7 infortuni da lungodegenti e che cambiano il livello della squadra.

Poi alcuni giocatori non hanno performato, succede quando devi inserire nuovi giocatori e non hai la certezza che uno possa inserirsi o meno. Anche quest’anno ci sono state partite assurde, ma in altre ha lottato e non ha ottenuto il risultato. A Parma abbiamo lottato in 10 contro 11, perdendo al 93′. Probabilmente meritatamente. Se fosse successo l’anno scorso magari sarebbe finita 1-1 e avremmo detto che la squadra stava lottando”.

Tutti gli infortuni sono stati curati bene? “Quando ci sono tanti infortuni è difficile prendere delle decisioni. Il nostro dottore è una persona seria, è qui da 4 anni e negli altri anni non ci sono stati tutti questi infortuni. Per un dottore è difficile gestire la situazione quando ci sono così tanti infortuni traumatici. Non sono 10 infortuni muscolari. Sono difficili da prevenire e curare. Belghali ha dato più problemi, ma ricordiamo che si è fatto male in Coppa d’Africa, non aveva mai giocato con l’Algeria prima che lo prendessimo, è tornato infortunato alla caviglia, abbiamo provato a curarlo, ha avuto una ricaduta”.

Che società ha trovato? Vediamo quello che è costretto a fare sul mercato e i tifosi si sentono quasi presi in giro. “Abbiamo sempre detto che il Verona è obbligato a fare plusvalenze ed a vendere i giocatori per mantenere la Serie A. La presidenza Setti ha fatto un grande lavoro, il Verona è obbligatto a lavorare così, non l’ho mai nascosto. Tutti abbiamo elogiato quello che ha fatto il Verona nelle difficoltà economiche e mantenendo la Serie A. Su Cissé: abbiamo avuto l’intuizione di mandarlo in prestito in B. Abbiamo ricevuto due offerte importanti, che il Verona non poteva rifiutare. E il giocatore non vedeva l’ora di accettarle.

Di giovani ne abbiamo lanciati tanti, come Coppola e Ghilardi. Faremo un contratto a un ragazzo del 2010, Fortune Egharevba, un impegno per una società come il Verona, lo volevano due club europei. Non si può dire che dobbiamo andare via tutti, che ci sia mancanza di rispetto. Non si possono aizzare le persone, si può criticare, non mancare di rispetto. Mi sono legato a questo club e ho dato il 100%. Altrimenti sarei a casa, a Dubai, ad aspettare una chiamata. Si parla di quest’anno maledetto, ci si dimentica di tutto quanto fatto di buono, come Ngonge, Belahyane e altri”.

Quali sono gli errori che ci sono stati quest’anno? “La seconda partita abbiamo fatto 0-0 con la Cremonese, dovevamo vincere 3-0. Ho letto che mi hanno visto corrucciato a fine partita. Nonostante ci fosse ottimismo vedevo che c’erano episodi che stavano girando male. Come abbiamo venduto Giovane, abbiamo rifiutato 3-4 offerte per altri giocatori di valore. I giocatori vanno d’accordo fra loro, ma l’inserimento per alcuni di loro non c’è stato. La performance è stata troppo altalenante. Questo, insieme alla mancanza di punti iniziale ha creato un problema, legato al fatto che la squadra sia più portata a giocare certe partite che altre. Il mercato comunque è sempre più difficile. Edmundsson era sconosciuto e si è inserito benissimo. Bowie magari non sta facendo un tiro in porta, ma per come lotta è dentro a questa squadra, altri non lo sono stati anche se arrivati in estate”.

Il club ha messo un budget a disposizione non indifferente. “5 milioni Bowie e 2 Edmundsson, quindi 7. Dopo che abbiamo venduto per 30”.

Detto questo, forse è stato investito male? “Non è così. Edmundsson e Bowie per me sono da Verona. L’attaccante ha margine di crescita. Il difensore sta dimostrando di avere la mentalità giusta. Qualcuno in estate è arrivato in prestito. Ma abbiamo preso altri come Belghali, Bella-Kotchap abbiamo voluto riscattarlo, capendo che si poteva fare a cifre più basse. Sono giocatori che hanno appeal e mercato. Non siamo riusciti attraverso punti ed episodi a migliorare la situazione ed a stare con 5-6 punti in più a lottare. Se vincevi due partite avevi 6 punti in più e capite quanto cambi”.

C’è un confronto con il club? “Mi sono sempre confrontato con Setti prima e con Zanzi e con Presidio Investors ora. C’è una società nuova, primo anno che è qua, entrare in Italia è difficile, lo hanno vissuto tutte le proprietà straniere. Non vedo una proprietà che non voglia dare futuro al Verona: vogliono un futuro per questo club”.

Sammarco ad interim? “Fa parte del mio modo di lavorare cercare di risolvere i problemi con un allenatore. L’ho fatto sempre a Verona, sono stato tre anni senza mai cambiare con Mandorlini, anche con Bocchetti quando tutti chiedevano di cambiarlo, così come con Baroni e con Zanetti l’anno scorso. Quest’anno ho cambiato con grande dispiacere. Per me cambiare allenatore è una sconfitta. Ho visto Zanetti un po’ scoraggiato anche se è sempre stato un professionista che cercava di dare il massimo. Era stanco. Solo per questo ho cambiato.

Sammarco è giovane, conosce questa realtà. Sa bene che è difficile per lui, si sta rendendo conto che è forse più difficile di quanto si possa pensare. Interim? La società ha fatto questo comunicato, ma per quello che penso io vuol dire tutto e niente. Non abbiamo voluto dare più responsabilità di quelle che deve avere ad un allenatore che subentra in una situazione così difficile. Sappiamo che poi vincendo una partita in più cambiavano i giudizi”.

La società ha detto che la vuole a lungo. E che il Verona vuole risalire subito. “Alla proprietà ho detto che ci sono 12 partite. Se ce ne fossero 3 sarebbe un obbligo pensare a domani, ora piacerebbe a tutti pensare al futuro, non abbiamo mai potuto farlo perché ci siamo sempre salvati all’ultimo. Oltre a pensare che nella vita può succedere di tutto, biosogna pensare che c’è da salvare l’onore, dare il massimo. Mi sono legato al Verona, anche se c’erano altre situazioni. Con Presidio parleremo sicuramente da questo punto di vista”.

Giocatori come Duda e Dawidowicz sono stati sostituiti adeguatamente? “Ci abbiamo pensato tanto, voglio fare chiarezza. Sono ragazzi che hanno dato tanto a questa società. Trovare i leader nel calcio è difficilissimo, probabilmente per noi di più ora. Qua c’è stato un leader negli ultimi anni, e non era italiano: Duda. Slovacco, un ragazzo top, anche nei suoi difetti. Perso lui per sua scelta, di vita. Dawidowicz voleva un contratto alto e quindi non è rimasto per scelta sua, abbiamo provato a farlo rimanere. Aveva dato tantissimo, era in un momento in cui cercava altro. Lazovic era a scadenza. Abbiamo allungato il contratto di un anno, quest’anno no: è un ragazzo perbene, voleva essere al centro del progetto tecnico, ha fatto un’altra scelta assieme a noi. Faraoni ha fatto tanto, ha avuto problemi fisici, è andato in un’altra categoria”.

Che programma c’è sul mercato? “Da parte di entrambi c’è la volontà di non fare il passo più lungo della gamba, in dinamiche amministrative che hanno creato problematiche ad altre società. Una proprietà che mette già in conto di dover risanare per fare mercato. Qua c’è voglia di far bene, dare solidità al club. Tenendo presente che l’intenzione di mantenere la società sana possa portare a investire su determinati giocatori. Una precisazione: un conto è prendere giocatori sconosciuti, un altro capire che per giocare per la salvezza servono giocatori che non hanno già fatto molto nella loro vita calcistica. Quest’anno per qualcuno non è stato così, per centrare queste imprese forse servono giocatori così, rischiando”.

Si sente il riferimento del Verona per il futuro? “Lavoro tutto il giorno per il Verona, lo facevo prima con Setti e ora con Presidio e Zanzi. Ho momenti in cui devo fare scelte, il futuro per me ora è finire il campionato, lottare per 12 partite. Poi l’ho dimostrato in tutta la vita: non mi interessa la categoria, la ribalta. Mi interessa legarmi come rapporto alla società, l’ho fatto. Sul futuro: prima possibile parleremo con il club”.

Sono stati contattati altri allenatori prima di Sammarco? “Abbiamo contattato un allenatore, che pensavamo fosse giusto, ma non se la sentiva di venire. D’Aversa? Sì, probabilmente non se la sentiva, ora allena il Torino”.

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