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·7 March 2026
Vieri: «Lautaro è il centravanti più forte che c’è in Italia. Leao? Non deve pensare troppo. Sul caso Bastoni dico questo»

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Bobo Vieri, che in carriera ha vissuto le stracittadine di Milano con entrambe le maglie (sei stagioni in nerazzurro, una in rossonero), legge in esclusiva per La Gazzetta dello Sport i temi caldi del Derby della Madonnina.
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Probabili Formazioni Serie A 2025/2026, la guida alla 28ª GiornataIL VANTAGGIO NERAZZURRO «Nessun interista dice niente perché non vuole portare sfortuna, ma a meno dieci con dieci partite da giocare, non ci sarebbe squadra in grado di raggiungere questa Inter. Che fra l’altro con le “piccole” vince praticamente sempre. E quando perdi uno scudetto, è perché perdi punti qua e là con le piccole».L’INTER HA SNOBBATO LA CHAMPIONS «Mai pensato a una roba del genere: una squadra come l’Inter è obbligata a non fare certi ragionamenti. Ne parlavo da poco con Paolo Maldini: giochi un’intera stagione per arrivare in Champions e poi in Europa pensi “No, ma io devo concentrarmi sul campionato”? Dai… Oppure guardi al vantaggio che hai in classifica e ti metti a fare calcoli? A me di quello che facevano le mie avversarie non è mai fregato nulla».LA FRASE DI LEAO «Ci sono altri problemi in giro per il mondo che hanno a che fare con la morte, ma lui l’ha detto per caricare tutti: squadra, ambiente. Ma non sono queste le partite per cui un presidente, un allenatore o un compagno ha bisogno di dire qualcosa: ti carichi da solo. Certe cose servono quando giochi partite “facili”, non per queste qui».IL TABÙ DERBY PER L’INTER «Non capisco perché dovrebbe se è così forte: è casuale. Casuale nel senso che può essere dipeso dal momento in cui hanno affrontato certe partite: da come stavano loro e le avversarie. Ma è un po’ come quando si dice che Lautaro non segna nelle partite importanti, io non vedo pesi mentali: se sono l’Inter o Lautaro, che problema devo avere di testa? Il Milan ha vinto [all’andata, ndr] con un contropiede, perché è straforte in ripartenza rispetto all’Inter. L’Inter sa come gioca il Milan, dunque Chivu lavorerà forte sulle transizioni difensive: se necessario, anche con un bel fallo tattico, come piace dire ai sapientoni laureati in calcio che amano inventare espressioni nuove. Io dico: se perdi palla, anche una bella ranzata se necessario».CHIVU E LE CRITICHE ECCESSIVE «Lui lo sa se sei l’Inter e vinci tanto, e a lungo, darai fastidio; se perdi una partita, inizierai a vivere fra le polemiche. Chivu è giovane però a me piace, perché si capisce che comunque è lui il comandante della squadra, nel bene e nel male, e decide lui: toglie chi deve togliere, mette chi deve mettere, fa turnover senza problemi e dà spazio a quasi tutti i giocatori, che è una cosa che alla fine pesa»I MODULI «Questi sono numeri ne parliamo così tanto solo in Italia. Se vuole vincere il derby, il Milan dovrà attaccare: come farlo nel modo migliore con i giocatori che ha, nessuno meglio di Allegri può saperlo».LEAO «Sa cosa deve fare Leao? Giocare più palloni possibili e andare in porta il più possibile. Pallone, porta, gol: non deve pensare troppo».STA DIVENTANDO PIU’ CONTINUO «Non più di tanto, ma lui è questo: o ha tutti contro, o tutti stravedono per lui. Quando lo guardo mangiare il campo, mi scappa quasi da ridere e mi dico: “Peccato che non lo faccia in tutte le partite”. Avrebbe tutto per farlo, ma Leao è così, e va bene anche così»MODRIC «Solo in Italia si parla così tanto dell’età dei giocatori. Era al Real, e giocava, solo l’anno scorso, mica dieci anni fa: se fossi nel Milan non gli rinnoverei il contratto, gli farei cinque anni di contratto»MODRIC E RABIOT «Perché solo uno? Sono perfetti insieme. E bravo Allegri a far fruttare il rapporto che aveva con Rabiot per averli tutti e due».IL “CASO BASTONI” «Quello che ha fatto lui lo fanno tutti, dai. Le telecamere non perdonano e i social sono tremendi, ritirano fuori qualunque cosa: abbiamo visto video di chi esulta, chi fa finta di schiattare in campo, chi si rialza appena l’avversario viene ammonito o espulso. Bastoni è andato in sala stampa, ha chiesto scusa, sa di aver sbagliato: può bastare. E i tifosi del Milan fischieranno tutti, mica solo lui.LAUTARO E PIO «Lautaro è il centravanti più forte che c’è in Italia, è il turbo dell’Inter: qualsiasi cosa fa durante una partita ti manca, e te la può risolvere in qualunque momento. Forte come lui c’è solo Hojlund, ma gioca troppo spesso di schiena. Però l’Inter quest’anno ha quello che le mancava in passato: attaccanti “non titolari” all’altezza. Ma non è cambiato il fatto che, purtroppo, in Italia non sappiamo gestire i giovani: un giorno è fortissimo e il giorno dopo è deludente».IL PESO DEL CALENDARIO E LA VOLATA FINALE «Io non parlo con i forse, i ma, i se. Peserebbero i sette punti di margine: l’Inter dovrebbe perderne tre e il Milan vincere sempre. E poi l’Inter deve giocare con Atalanta, Roma e Como; il Milan con Napoli, Juventus, Atalanta e pure il Sassuolo. Siamo lì, no?».









































