Juventusnews24
·3 April 2026
Vlahovic Juventus, aspettative altissime per il rientro in campo: e quel finale di stagione della scorsa annata… L’analisi sul serbo

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Il rientro di Dusan Vlahovic per le ultime otto giornate di campionato è molto atteso, Luciano Spalletti confida in un grande apporto dell’attaccante ancora in attesa di firma su un nuovo contratto. Com’era andata l’anno scorso con Igor Tudor e l’identica mission della conquista del quarto posto? Il suo impatto ha vissuto di fiammate isolate e lunghi passaggi a vuoto. Il primo approccio contro la Roma è volitivo: cerca la porta con ostinazione, provando a trovare il ritmo sul campo. L’illusione della rinascita si materializza nel turno successivo contro il Lecce. In quell’occasione, il centravanti non trova la via della rete ma si veste da trequartista atipico: due assist chirurgici nel traffico, disegnati su misura per Teun Koopmeiners e Kenan Yildiz, sembrano sancire la sua redenzione tecnica, lasciando presagire un finale da assoluto trascinatore.
Eppure, la luce si spegne quasi subito. Già nella trasferta di Parma la sua presenza diventa impalpabile, limitata a una singola e innocua conclusione su cross di Pierre Kalulu. Non solo: il serbo viene sostituito nell’intervallo del match del Tardini per un problema alla parte anteriore della coscia destra. L’esito degli esami è di un sovraccarico muscolare al retto femorale che lo porta a saltare due incontri. Il vero trauma sportivo, però, si consuma all’Olimpico contro la Lazio. Entrato a gara in corso per difendere il vantaggio, il bomber commette un errore concettuale imperdonabile: anziché custodire un pallone vitale nei minuti di recupero, lo calcia nel vuoto, originando di fatto il ribaltamento di fronte che porta al beffardo pareggio laziale.
Una macchia pesante, che il numero nove prova a lavare contro l’Udinese con una prestazione dove, subentrato a Randal Kolo Muani, va in rete in extremis per il punto della tranquillità (2-0) all’ottantottesimo minuto. Il sipario cala in Laguna in modo malinconico. Nella palpitante vittoria di Venezia, il talento viene relegato in panchina per quasi tutta la gara. Il suo ingresso nel finale non lascia traccia, riassunto in un emblematico passaggio nel nulla all’interno dell’area avversaria. È l’immagine plastica di una preoccupante ininfluenza nel momento più caldo dell’anno, un fotogramma sbiadito che ha sollevato enormi interrogativi sul suo effettivo peso specifico e sul suo futuro con la maglia della Juventus. Adesso è giunto il momento per sciogliere tutti i dubbi e regalare alla squadra quel che si aspetta: prestazioni di altissimo livello e gol.









































