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·24 January 2026
Volpi: «Brunori è uno esperto e Viti ha già qualche stagione alla spalle. Il giorno in cui sono arrivato a Genova…» – ESCLUSIVA

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Sergio Volpi ha risposto a delle domande tanto sull’attualità della squadra di Angelo Gregucci quanto del suo passato. Quasi duecente presenze con la maglia del Doria, per sei anni è stato una vera e propria icona a Genova. L’ex centrocampista della Sampdoria ha parlato con noi in esclusiva del calciomercato dei blucerchiati e del momento generale della formazione ligure. Le sue parole:
La Sampdoria alterna qualche prestazione incoraggiante ed alcune brutte cadute come ad Avellino e con l’Entella. Cosa ne pensa del momento dei blucerchiati e del duo tecnico composto da Gregucci e Foti?
«La Sampdoria è una squadra che non ha ancora trovato continuità di rendimento e risultati, per arrivare ad averla c’è solo da lavorare. Bisogna andare avanti a testa bassa e pedalare, si può fare solo così, devono tirare fuori tutto quello che hanno. Per me che sono lontano e che non ho mai visto lavorare il mister è difficile dare un giudizio. Stando ai risultati e a quello che si vede in campo dico che ci sono state delle difficoltà, questo per dei fattori che solo loro e la società sanno. Da fuori è complicato dire cosa non ha funzionato fin quì alla Samp, forse in settimana si lavora a delle cose che poi la domenica non si riesce a mettere in campo».
L’acquisto di Salvatore Esposito ha acceso l’entusiasmo dei tifosi, spento dall’infortunio muscolare che ha riportato. Che ne pensa di lui e quanto mancherà a Gregucci?
«Mancherà sicuramente a Gregucci, la sua è un’assenza importante! Nella sua breve carriera, dato che è ancora giovane, ha fatto dei campionati importanti come alla Spal e allo Spezia. E’ un giocatore di valore che dovrà recuperare prima possibile per il bene della Sampdoria, dovrà dare la sua esperienza e la sua personalità a questa squadra. Spero che torni prima possibile».
Brunori, Begic, Martinelli, Palma e Viti. Che ne pensa del calciomercato impostato dal d.s. Andrea Mancini?
«Mancini ha preso dei giocatori di esperienza come Brunori ed Esposito per rinforzare attacco e centrocampo. Viti è giovane, ma ha già alle spalle qualche anno e alcuni campionati importanti. Penso che tutti i nuovi arrivati potranno dare molto alla Sampdoria, devo adattarsi subito, capire in che situazione si trovano e lottare su ogni pallone. Uno può essere un giocatore fortissimo e di un altro livello, ma se non lotta e non dà tutto poi è dura fare la differenza».
Negli ultimi anni si è sentito parlare della spinta dei tifosi come di una “pressione” limitante per i blucerchiati. Ripensando ai suoi tempi, cosa ne pensa di questo?
«Quando sento dire che Marassi e la Gradinata danno una certa pressione mi vengono i brividi oltre che da ridere. Uno stadio come il Ferraris, nel quale appena entri ci sono 25 mila persone che cantano, ti dà una sinta incredibile. Non credo che la base dei problemi e il non vincere a Marassi sia dovuto alla “pressione” dei tifosi! Parlando per la mia esperienza posso dire che quella è solamente una carica positiva, una Gradinata del genere ti trascina, non ti dà pressione. Deve farti trovare una carica e dell’energia che magari in quel momento neanche hai se non stai al 100%.
Non credo e non voglio pensare che la tifoseria possa essere un problema, quello al massimo è dei giocatori. Quando sono arrivato io c’erano 20 mila persone, ci metterei la firma io da giocatore per giocare tutte le domeniche a Marassi. Il calcio è divertimento, non ci può essere la pressione: per me il Ferraris al contrario deve essere un fattore per farti dare qualcosa in più. Poi se non hai quel qualcosa dentro puoi essere il giocatore più forte al mondo, ma non ce la fai. E allora cosa fai quando vai a giocare a San Sito davanti a 70 mila persone? Neanche scendi in campo per la paura. Per me i problemi sono altri e non la pressione che danno i tifosi.
Ogni volta che vado a Marassi vado a vedere la partita in Gradinata con i tifosi. In una delle ultime che sono andato a vedere, nella quale ero con i ragazzi, gli ho detto proprio questo. Come si fa a sentire pressione? Come si fa con una gradinata che canta e ti sostiene? E’ solo carica!».
Qual è il ricordo più bello che ha del suo percorso alla Sampdoria?
«Il primo ricordo che è legato al momento prima della partenza per il ritiro estivo nel 2002. Ero appena arrivato e ci fu la presentazione a Marassi, era la squadra che avrebbe dovuto affrontare il campionato di Serie B.. Pioveva ma c’erano 20 mila persone, è una cosa che ho sempre in testa. Sono stati sei anni tutti positivi, nel primo siamo tornati in Serie A e abbiamo vinto i tre derby. Quello è stato un anno fantastico e poi ci siamo confermati in Serie A, il tutto arrivando poi in Europa League da quinti e sfiorando lo spareggio per la Champions! Sono stati sei anni molti importanti e belli per la mia carriera».
Inter, Milan e Napoli si sta contenendo lo scudetto, chi vedi favorito dopo 11 partite? La Juve riuscirà a riavvicinarsi alle prime 4 posizioni? La Lazio è già esclusiva dalla corsa all’Europa?
«Per il livello della rosa io vedo l’Inter favorita e appena sotto il Napoli, poi c’è da dire che il Milan non dovendo fare le coppe europee può lavorare in una certa maniera. I rossoneri possono riposare un po’ di più rispetto a Inter e Napoli, le quali giocano ogni tre giorni e sono impegnate tra viaggi e cose simili. Detto ciò la favorita resta l’Inter sulla carta! La Juventus penso che in questo momento sia un gradino sotto rispetto a Napoli ed Inter, potrà lottare al massimo per un posto in Champions League. Per quanto riguarda la Lazio vedo un po’ di difficoltà a livello societario e pensando al calciomercato che stanno facendo. Molti giocatori se ne sono andati, ricostruire e ripartire da zero non è mai semplice. Il calcio è talmente strano che tutto può succedere, però tra Roma, Atalanta e la sorpresa Como – che gioca molto bene – vedo difficile che la Lazio possa qualificarsi per le coppe europee. Questo senza dimenticare il Bologna che è anch’essa una buona squadra, è tutto aperto in quella zona e per lo scudetto faccio ancora il nome dell’Inter».
Si ringrazia Sergio Volpi per la gentilezza e disponibilità mostrate nel corso di questa intervista








































