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·12 March 2026

Zaniolo svela: «Ecco cosa penso della Juventus di Spalletti»

Article image:Zaniolo svela: «Ecco cosa penso della Juventus di Spalletti»

Zaniolo svela: «Ecco cosa penso della Juventus di Spalletti». Le dichiarazioni del 10 dell’Udinese in avvicinamento al match di sabato

Nicolò Zaniolo è tornato sulla scena della Serie A con entusiasmo e sulle pagine de La Gazzetta dello Sport lo esprime in una ricca intervista. Il 10 friulano ha parlato anche in avvicinamento al match con la Juventus.


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LE CICATRICI – «Tante, troppe. Due operazioni alle ginocchia, crociato destro e sinistro, la rottura del metatarso del piede sinistro. È stata dura, eh. A Bergamo partii indietro per il metatarso. E non riuscivo a dare quello che voleva Gasperini. Ho fatto fatica. Alla Fiorentina mi aspettavo andasse diversamente, ho più rimpianti per la Viola».

I PROBLEMI DEL PASSATO – «Ragazzate. Qualche ritardo di troppo io e Moise Kean. Ero leggero. Ma sono cambiato. Noi siamo idoli per i bambini, dobbiamo dare esempi positivi. La sua bellezza è oggettiva, ma è brava con i figli. È buona, è la parte che ragiona in casa. Io ho il fuoco dentro. Ci conosciamo da quando avevo 18 anni e cinque anni fa ho capito che era la donna della vita. C’è sempre stata nei momenti più duri. Come il mio agente Claudio Vigorelli».ROMA «A Roma ho comprato due case, credo che da grande ci vivrò. Mi ha dato tanto. Seguo la squadra, anche se è finita male. Un’emozione incredibile. Ma quella coppa è di tutti, non l’ho fatta vincere io. L’abbiamo conquistata dai playoff col Trabzonspor, lavorando da luglio. Maestro. Gestisce alla perfezione, in campo e fuori. Ed è alla mano. Lo sento».

IL MITO TOTTI – «È un campione, un fenomeno, una leggenda. Uno dei tre 10 italiani, con Baggio e Del Piero. Ho avuto la fortuna di conoscere Francesco e ho capito l’importanza che ha. E non ho saputo gestire il momento dopo l’esordio in Champions e la doppietta al Porto. Dovevo tenere i piedi per terra».

GLI IDOLI – «Kakà, a Roma giocavo col 22 per lui».

UDINE – «Riconoscenza totale. A giugno non mi voleva nessuno. Loro ci hanno creduto. Cercavano uno al posto di Thauvin. Pozzo e Nani sanno come lavorare. Con Nani c’è un bel rapporto. Udine mi ha accolto benissimo e sono felice di starci».

IL FUTURO – «Al Gala sono stato bene e ho fatto doppietta nel derby col Fenerbahçe vincendo poi il titolo. Ma ora non penso a nient’altro che a star qui. Sento la fiducia, mi sento apprezzato e parte di un progetto».

LE GIOVANILI DELL’INTER – «Andai prima a Firenze a 10 anni. All’Inter ho vinto tutto a livello giovanile. Dovevo stare in prima squadra, invece giocai più in Primavera e a Stefano Vecchi devo tanto. Mi usava da mezzala».

IL SUO RUOLO – «Una seconda punta. Che gioca più tra le linee. Prima ero più esplosivo e istintivo. Ed ero io contro tutti. Ora ragiono e supporto la punta. Meglio ora».

RUNJAIC – «Diretto. Preferisco una brutta verità che una bella bugia».

LA JUVE SABATO – «Una grande squadra: Spalletti le ha dato un’identità precisa, ma noi siamo determinati».

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