Zoff: «Gattuso non ha trovato una situazione tranquilla, ma è un combattente! Alla Lazio ora serve unità» | OneFootball

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·30 July 2026

Zoff: «Gattuso non ha trovato una situazione tranquilla, ma è un combattente! Alla Lazio ora serve unità»

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Dino Zoff ha rilasciato delle dichiarazioni tanto sulla situazione della Lazio quanto sul tecnico Gennaro Gattuso e l’ambiente biancoceleste

Dino Zoff interviene sul momento particolarmente delicato vissuto dalla Lazio, analizzando sia la situazione ambientale e societaria sia il recente arrivo di Gennaro Gattuso sulla panchina biancoceleste. L’ex portiere e allenatore, intervenuto ai microfoni di Radiosei, ha invitato tutte le componenti coinvolte a mettere da parte lo scontro per provare a ricostruire quell’unità necessaria a creare entusiasmo intorno alla squadra.

Secondo Zoff, il clima di contrapposizione non può proseguire all’infinito. Per rilanciare il progetto della Lazio serviranno concessioni reciproche e una maggiore condivisione degli obiettivi. L’ex commissario tecnico della Nazionale ha poi espresso parole di fiducia nei confronti di Gattuso, ricordandone il carattere e la totale dedizione dimostrata durante la carriera da calciatore. Le sue parole:


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LA LAZIO – «Non so se il momento della Lazio sia da definire compromesso. Non voglio discutere le ragioni, ma è ora di finirla con questo tipo di rapporto. Per creare entusiasmo c’è bisogno di unione di intenti, è basilare chiudere tutti questi discorsi. Serve rinunciare a qualcosa per ritrovare quel senso di unione, senza il quale è peggio per tutti. Non si può continuare per sempre con questo scontro».

GATTUSO – «Certo, nella Lazio non ha trovato tanta tranquillità, ma lui è un combattente, si sarà certamente calato nella parte. L’ho avuto come giocatore in Nazionale, è davvero uno che dà tutto».

SITUAZIONE DELLA NAZIONALE – «La Nazionale ora è in una situazione grave, non andare per la terza volta al Mondiale è molto pesante. Bisogna cercare di trovare una soluzione alla crisi. Di giovani bravi ce ne sono pochi in Italia e non perché non vengono fatti giocare. Sul ritorno di Mancini, la scelta è maturata semplicemente da una contrapposizione. Uno vince e l’altro perde, lo scontro era logico e si è risolto con il presidente della Federazione che ha avuto la meglio. Quello che è successo nel 2023 con Mancini è accaduto. Ora è giusto chiudere una partita per aprirne un’altra. Il calcio italiano non può continuare a essere fuori dal Mondiale. Pensiamo esclusivamente a cosa serve per superare la crisi».

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