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·16 de julio de 2026

Agnelli ha ragione: smontata la giustizia sportiva e cosa cambia per la Juventus

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Agnelli ha ragione: smontata la giustizia sportiva e cosa cambia per la Juventus. Quali sono gli effetti della decisione Corte di Giustizia Europea

La decisione della Corte di Giustizia Europea sui ricorsi di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene contro le squalifiche per il caso bilanci della Juventus segna una rivoluzione storica. I giudici dell’Unione hanno stabilito un principio che promette di scardinare l’ordinamento italiano: in futuro, i verdetti dello sport saranno impugnabili e annullabili dalla magistratura ordinaria.


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La battaglia legale e il verdetto della curia

La vicenda nasce dallo scandalo plusvalenze del 2021, costato alla Juventus la penalizzazione in classifica e l’esclusione dalla Champions League. Agnelli (inibito per 34 mesi) e Arrivabene (24 mesi) non hanno mai accettato la sanzione, ricorrendo al Tar e al Consiglio di Stato, che ha poi sollevato la questione in Europa.

Fino ad oggi, l’ordinamento italiano considerava la giustizia sportiva un circuito “chiuso”: il giudice amministrativo poteva solo concedere risarcimenti economici, ma non cancellare le sanzioni, così da salvaguardare la regolarità e la rapidità delle competizioni. La Corte Europea ha smontato questo dogma, stabilendo che ogni cittadino ha diritto a un ricorso effettivo e che i giudici nazionali devono poter trarre tutte le conseguenze giuridiche, compreso l’annullamento della decisione.

Le conseguenze per i protagonisti e la Juventus

Il caso torna ora al Consiglio di Stato. Se i due ex dirigenti otterranno una sentenza favorevole, le loro squalifiche verranno cancellate a posteriori, riabilitandoli (spianando la strada a un eventuale ritorno nel calcio di Agnelli) e aprendo la via a cause per maxi-risarcimento contro la FIGC.

Per la Juventus, invece, i margini di manovra sono quasi nulli:

  1. Il club all’epoca decise di non ricorrere sulle plusvalenze e patteggiò per la “manovra stipendi”, chiudendo i procedimenti.
  2. La Corte UE ha specificato che l’atto riguarda esclusivamente i ricorrenti e non la società.

Riforme all’orizzonte

In futuro il sistema non potrà più essere totalmente chiuso. Per evitare che ogni sentenza sportiva sia a rischio, sono già allo studio soluzioni per accorciare i tempi della giustizia interna, come la riduzione dei gradi di giudizio sportivo (da tre a due) e la trasformazione dell’appello al Coni in una forma di arbitrato.

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