Albertini: «Rigori USA 94? Un giocatore del Milan e uno dell’Inter si nascosero, ma non dirò i nomi». Però gli identikit sono semplici. Gli indiziati | OneFootball

Albertini: «Rigori USA 94? Un giocatore del Milan e uno dell’Inter si nascosero, ma non dirò i nomi». Però gli identikit sono semplici. Gli indiziati | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcio e Finanza

Calcio e Finanza

·9 de febrero de 2026

Albertini: «Rigori USA 94? Un giocatore del Milan e uno dell’Inter si nascosero, ma non dirò i nomi». Però gli identikit sono semplici. Gli indiziati

Imagen del artículo:Albertini: «Rigori USA 94? Un giocatore del Milan e uno dell’Inter si nascosero, ma non dirò i nomi». Però gli identikit sono semplici. Gli indiziati

«Stare fermo non mi riesce proprio». Parole di Demetrio Albertini, ex centrocampista di Milan e Barcellona, poi dirigente per la FIGC. In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha raccontato: «Ho cercato di far vedere l’uomo Demetrio, oltre che il giocatore. E penso di aver lasciato il segno in ogni piazza in cui ho giocato. Umanamente, ancor prima che in campo».

Albertini ha ripercorso le tappe della sua carriera, a cominciare dall’esordio in Serie A, lanciato da Arrigo Sacchi: «Di quel giorno ricordo tutto e niente, un saliscendi d’emozioni. Di Sacchi mi porto l’essere maniacale. A volte, quando aveva un momento libero, mi prendeva da parte e mi parlava di tattica, schemi, movimenti, spostava pedine sulla lavagnetta: era iperattivo, spinto da una passione rara».


OneFootball Videos


Con Fabio Capello, invece, arrivò la consacrazione. «Dico sempre che esordire in Serie A è un conto, restare per oltre quindici anni ad alti livelli è la vera sfida. Di Fabio ricordo i rapporti fantastici con i calciatori, aveva un’empatia unica… pur non essendo un chiacchierone». Ad Ancelotti disse: “non allenerò mai per non diventare come lei”, ha confermato Albertini: «Partiamo dal presupposto che io ho discusso con tutti gli allenatori che ho avuto, penso sia un record. Con Carlo sì, litigammo, e mi uscì una frase molto forte. Ma poi è tutto rientrato, abbiamo un rapporto ottimo e lo stimo davvero tantissimo come tecnico».

Per Albertini, il momento più bello è «la finale di Atene del ‘94», con il Milan in Champions League. Il più brutto rimane invece «l’Europeo del 2000. Perdemmo all’ultimo, al golden goal e forse ebbi la sensazione che sarebbe stata l’ultima vera occasione di vincere in azzurro. Vederla sfumare così mi ha fatto male…».

Ma tra le ferite più cocenti c’è sicuramente la finale del Mondiale americano del ‘94. Dove Albertini, tra l’altro, segnò uno dei cinque rigori. «Sì, perdere una finale mondiale in quel modo è stato tremendo. Però, sa, avevo 22 anni e tutta la carriera davanti. Avevo l’incoscienza e la spensieratezza del più giovane del gruppo. Ricordo che Sacchi mi chiese se me la sentissi di calciare e io andai senza pensare. Mentre c’era chi si nascondeva dietro alla panchina pur di non calciare. Non dirò mai i nomi, ma giocavano uno nel Milan e l’altro nell’Inter», ha rivelato.

Sebbene Albertini non abbia fatto esplicitamente i nomi di coloro che non se la sentirono di calciare nella finalissima contro il Brasile, è piuttosto facile risalire all’identikit dei giocatori in questione. Per quanto riguarda l’Inter, l’unico nerazzurro convocato era Nicola Berti, che stando all’ex centrocampista avrebbe fatto di tutto per non calciare. Sul fronte Milan, i convocati erano invece erano ben sette, tra cui lo stesso Albertini.

Tuttavia, considerando quelli che hanno calciato uno dei rigori e quelli che non erano in campo (e dunque indisponibili) al momento dei tiri dal dischetto, sono solamente due i papabili tra coloro che «si nascosero»: Paolo Maldini (che sbaglierà il rigore poi in Italia-Olanda, semifinale degli Europei del 2000, seppur senza conseguenze) e Roberto Donadoni (che invece aveva sbagliato durante la Coppa del Mondo del 1990 contro l’Argentina, in semifinale).

Ver detalles de la publicación